martedì 14 luglio 2015

Recensione: "L'Odore Salmastro dei Fossi"

Ultimo post prima di salutarci per qualche giorno, ma si chiude in bellezza. So che vi ho presentato questo libro solo pochi giorni fa ma inutile dire che appena comprato me lo sono letto visto che lo attendevo da parecchio. E allora mettetevi comodi perché ho parecchio da parlare sull'ultimo successo di Diego Collaveri.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "L'Odore Salmastro dei Fossi"
Autore: Diego Collaveri
Genere: Giallo, noir
Editore: Fratelli Frilli Editori
Formato: cartaceo, e-book
Pag: 150
Collana: I Tascabili Noir
ISBN: 9788869430626

Link per l'acquisto:
In tutte le librerie del Paese e su Fratelli Frilli EditoriIbsFeltrinelliAmazon e altri stores on line

LA TRAMA:

Il commissario di polizia Mario Botteghi si alza dall'asfalto umido della notte, riprendendo lentamente i sensi. Davanti a lui, nel buio del parcheggio dietro la chiesa diroccata nel centro storico di Livorno, c'è la sua pistola ancora fumante. Poco più in là un cadavere. Qualcuno è riuscito a incastrarlo per bene. L'investigatore privato Cecchi, ex poliziotto e suo partner di un tempo, l'aveva messo in guardia nei confronti di quel maledetto politico corrotto, con cui si era già scontrato, ma non si sarebbe mai aspettato che quel bastardo fosse disposto ad arrivare a tanto pur di distruggerlo. Inutile attendere i rinforzi, col suo passato nessuno sarebbe stato disposto a credergli. L'unica possibilità ora è fuggire e nascondersi nei vicoli scuri della città che dorme, per trovare la soluzione a quella schifosa indagine legata al traffico di clandestini, in cui si era ritrovato invischiato due sere prima, quando era stato ritrovato il cadavere di un infiltrato dell'ufficio immigrazione, nel rogo del ristorante cinese nella zona adiacente al porto industriale.

Recensione:

Il commissario Mario Botteghi si trova ad affrontare un caso davvero difficile e per tirarsene fuori gli servirà tutta la propria astuzia. Ma di chi si può fidare veramente? A chi chiedere aiuto?
A nessuno se non al proprio intuito. Perché c’è qualcosa di strano in ciò che sta accadendo, qualcosa che forse nemmeno lui ha ben compreso. Mentre cercherà di districarsi in mezzo a una scia di morti senza senso, dovendo tenere a bada i demoni nel proprio cuore e gli spettri di un passato oscuro, il nostro protagonista si ritroverà faccia a faccia con il marciume della propria città, lo stesso che combatte ogni giorno della sua vita come poliziotto. Ma è davvero tutto come sembra? O, come dice lui, non bisogna mai fermarsi alle apparenze?

Mario Botteghi è il nuovo personaggio nato dalla penna di Diego Collaveri che non mi ha certo fatto rimpiangere l’adorato Ispettore Quetti.
Chi è Botteghi? Un tipo duro, burbero e scontroso, forgiato potremmo dire dalle fiamme dell’Inferno, non quello biblico ma quello suo personale, di un uomo che ha sofferto molto nella vita, tormentato dai demoni e dal rimorso, un uomo che ha dovuto rinunciare a ciò che più ama e per cui darebbe la vita, che si è buttato nel lavoro per non pensare, che vive completamente solo e che si nega ogni possibilità di redenzione perché sente di non averne diritto. Questa è l’immagine che mi sono fatta di lui come uomo.
Come poliziotto invece è un vero segugio, intuitivo, furbo, coraggioso e onesto, anche se non sempre segue le regole nel caso le ritenga solo stupidi ostacoli burocratici al soldo dei politicanti sulla via della verità e della giustizia. Botteghi non disdegna di usare le mani o metodi anche un po’ più bruschi e a volte è proprio un vero str… eppure non si può non amarlo.
Proprio per questo suo essere diretto e senza peli sulla lingua (di certo non è uno che le manda a dire) è uno di quelli che non ti pugnalano alla schiena o gettano fango alle spalle. Non ha paura di affrontare faccia a faccia i criminali, che siano veri o travestiti da uomini di potere perbenisti, così come è diretto e sincero anche con amici, colleghi e superiori.

Intorno a lui tutta una serie di personaggi, ognuno con il proprio ruolo al suo fianco, ognuno ben delineato e caratterizzato nella propria personalità. Ma l'arte di saper creare personaggi secondari rendendoli vivi e veri attraverso poche parole, è una delle molte dell'autore in questione (bellissime e reali, tanto da averli davanti agli occhi come in un film, le figure degli informatori).
Troviamo quindi l’amica di una vita Mariella, il responsabile della sezione scientifica Bertini, i sottoposti Mantovan, Domenici e Busdraghi, l'ex collega Cecchi e così via, in una sfilata di attori che danno vita a un thriller in grande stile.
Mi è piaciuto molto il rapporto con Bertini. Quell’amicizia che si fonda su qualcosa che va oltre le brusche parole o le discussioni tra i due. Alla base c’è stima e rispetto molto più di quanto si trova in rapporti a prima vista idilliaci ma che poi sotto nascondo ben altro. Così come mi è piaciuto l’affetto che il protagonista mostra per Mantovan, il giovane sottoposto chiuso e ligio al dovere, e come questi ricambia, tanto da essere disposto a infrangere le regole per lui.

E a questo proposito una piccola riflessione. Tutta la storia mostra un protagonista che vive in solitudine e questa tristezza, questa malinconia, pervade tutto il romanzo. Ma la verità è che alla fin fine ci si accorge che nessuno è mai davvero solo, nemmeno un uomo mal visto e burbero come il commissario. Perché nonostante il suo caratteraccio, nonostante lui allontani tutti da sé, tuttavia ci sono delle persone disposte a compromettersi per lui. A dimostrazione che nella vita, se si è brave persone, oneste e sincere, si troverà sempre qualcuno che ha fiducia in noi anche contro tutte le apparenze.

Ma torniamo al libro.
Fortezza Nuova a Livorno.
La trama è molto originale, ricca e intricata, in un groviglio di indagini, omicidi e piste da seguire attraverso cui non solo si muove il nostro commissionario, ma nei quali viene inglobato anche il lettore.
Ebbene sì, l’empatia che si crea è molto alta, aiutati anche dalla scrittura in prima persona ma non è solo questo.
L’autore è bravissimo nel coinvolgere. Le sue descrizioni catturano, affascinano, le senti dentro e per due motivi. Prima di tutto ti fanno vivere i luoghi e le atmosfere tanto che posso dire che la città in cui si svolge il romanzo, Livorno, è protagonista tanto quanto lo è il commissario; seconda cosa ti fanno provare ciò che prova il protagonista: paura, angoscia, dubbio, rabbia, perplessità, confusione, commozione. Sì, anche commozione perché ci sono stati due o tre punti in cui ho pianto.

Ma ormai non devo stupirmi. Diego Collaveri per me è sinonimo di ottima scrittura. Non mi delude mai riuscendo nel contempo a stupirmi sempre.
Torniamo però alla trama. Ne stavo parlando per poi perdermi dietro le mille cose che ho da dire su questo romanzo.
Dicevo che la trama è un vero groviglio di indagini e sospetti. Non c’è tregua, non c’è attimo di pausa o di pace. Come si legge nella stessa sinossi, il romanzo parte subito in quarta e non c’è tempo per fermarsi a riflettere o farsi qualche risata. La situazione è tragica, Botteghi rischia grosso: il lavoro, la vita, tutto. Non c’è spazio per nulla oltre alla risoluzione del caso eppure c’è tantissimo a livello di emotività e sentimento. Non fraintendetemi. Non vi è una storia d’amore, né chissà quanta azione perché è altro a tenere incollati dalla prima all’ultima pagina.
Mistero, complotti, tradimenti, loschi traffici, un passato oscuro, vecchie ruggini e vendetta sono un mix portentoso che fa di questo romanzo un noir fantastico.

Ho già detto che me lo sono comprato e letto nel giro di poche ore? Una volta iniziato non ti puoi fermare risucchiato nel vortice di domande e tracce che si lascia dietro l’assassino e che il commissario segue senza sosta, senza nemmeno dormire e poco più che mangiare.

Davvero i miei complimenti all’autore per aver costruito un caso poliziesco così, mai forzato, banale o stonato. I colpi di scena non mancano. Quando il lettore inizia a fare le proprie ipotesi e trarre conclusioni ecco che l’autore lo sbalza dalla parte opposta facendogli rimettere tutto in discussione.
Per dirla con poche parole terra terra: non ci si capisce nulla fino alla fine del perché stia accadendo tutto quello.

Che altro posso dire se non che Diego Collaveri migliora di libro in libro? A questo punto sono curiosa di vedere cosa tirerà fuori dal cappello la prossima volta.


In conclusione un romanzo che un amante di questo genere non può farsi sfuggire. Uno stile fluido e scorrevole, atmosfere coinvolgenti, descrizioni che ti risucchiano nella città toscana, emozioni e sentimenti che colpiscono al cuore, una trama intrigante e dei personaggi che conquistano.
Tutto questo è “L’odore salmastro dei Fossi”.

IL MIO VOTO:


lunedì 13 luglio 2015

Occhio al Libro: "Arma Infero"

Altra segnalazione in questa bollente serata estiva e penultimo post prima della chiusura per ferie che, vi ricordo, andranno dal 15 al 31 Luglio, forse anche i primi di Agosto.
Parliamo di fantascienza e di un romanzo scritto dall'autore emergente Fabio Carta.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "Arma Infero"
Autore: Fabio Carta
Genere: Fantascienza
Editore: Inspired Digital Publishing
Formato: e-book
Pag: 693 (formato digitale)

Link per l'acquisto:
Amazon, Kobobooks, Google Play e tutti gli stores on line

LA TRAMA:

"E ora, fratelli, lasciate che vi narri di quei tempi, in cui le nuvole correvano rapide sopra gli aspri calanchi e di quando Lakon combatté per noi".


Su Muareb, un remoto pianeta anticamente colonizzato dall'uomo, langue una civiltà che piange sulle ceneri e le macerie di un devastante conflitto. Tra questi v'è Karan, vecchio e malato, che narra in prima persona della sua gioventù, della sua amicizia con colui che fu condottiero, martire e spietato boia in quella guerra apocalittica. Costui è Lakon. 
Emerso misteriosamente da un passato mitico e distorto, piomba dal cielo, alieno ed estraneo, sulle terre della Falange, il brutale popolo che lo accoglie e che lo forgia prima come schiavo, poi servo e tecnico di guerra, ossia "mastro di forgia", e infine guerriero, cavaliere di zodion, gli arcani veicoli viventi delle milizie coloniali. Ed è subito guerra, giacché l'ascesa di Lakon è il prodromo proprio di quel grande conflitto i cui eventi lui è destinato a cavalcare, verso l'inevitabile distruzione che su tutto incombe.

Dal Comunicato Stampa...
Arma Infero è un romanzo di fantascienza molto avvincente che cattura il lettore già dall’antefatto e lo catapulta in un pianeta sconvolto dagli eventi di una terribile guerra fra fazioni dotate di armamenti e mezzi iper tecnologici. La storia coinvolgente, ricca di intrighi e di colpi di scena, di momenti stupendi e dolorosi, lascia un segno profondo nel lettore che non può non esimersi dall’immedesimarsi nei protagonisti di questa storia. L’autore mediante una sintassi molto curata ed una terminologia arcaica e tecnica arricchisce l’opera dandole un connotato epico.

Chi è Fabio Carta:
Fabio Carta nasce a Roma nel 1975 dove si laurea in Scienze Politiche con indirizzo storico, sviluppando uno spiccato interesse per le convulse vicende che dall'evo moderno alla contemporaneità hanno visto le evoluzioni, gli incontri e gli scontri tra i popoli e le culture. A questi interessi particolari unisce l'inevitabile passione per la cultura fantastica e avventurosa, prettamente cinematografica e televisiva, comune a quasi tutti i quarantenni della sua generazione che questa cultura l'hanno vista nascere, un fenomeno che solo i successi di Guerre Stellari e Star Trek possono esemplarmente rappresentare (non dimenticando, ovviamente, l'importanza non soltanto sentimentale dei numerosissimi cartoni animati giapponesi dell'infanzia, ossia i primi, leggendari anime "ante litteram”).
Per anni impiega il suo tempo libero alla ricerca d'una sintesi tra queste sue predilezioni, un modo creativo, tra disegno e narrativa, per superare il dualismo apparentemente inconciliabile dei suoi interessi. Da un lato tenta quindi di nobilitare gli ambiti cinematografici, televisivi e fumettistici, nonché videoludici - in perfetto stile "nerd" - con uno stile più ricercato e meno banale, mentre dall'altro vuole dotare d'una riscrittura più dinamica e accattivante le nozioni e le cronache "accademiche", affascinanti e immortali, tratte ovviamente dai suoi studi storico-politici e dalle seriose ed ostiche letture a cui volontariamente - di tanto in tanto - si sottopone, tra cui molte delle opere medievali del ciclo bretone e arturiano. Per questo,come molti, non può esimersi dal subire il fascino del fantasy, in particolare della pervasiva poesia ambientale de "Il signore degli anelli", che meglio di tutti nella letteratura contemporanea ha saputo coniugare la solennità letteraria col gioco della fantasia. Ma è nella narrativa di fantascienza pura, soprattutto nella space opera, che cerca la sua maggiore ispirazione; e la trova nell'epica mistica di Dune, nella nettezza marziale di Fanteria dello Spazio come nell'intimo, sofferente pacifismo nella Guerra Eterna di Haldeman. E ancora, la sua immaginazione vaga in preda alle vertigini nella vastità narrativa del ciclo di Hyperion, perdendosi nell'immane intreccio "psicostorico" delle varie Fondazioni di Asimov, per finire perduta tra le allucinazioni cibernetiche di Neuromante.
Nasce in lui l'idea di poter dar vita ad una sorta di "peplum" narrativo postmoderno, un sincretismo distopico tra fantasy e fantascienza che sia qualcosa di più d'una semplice trasposizioni di poteri magici in tecnologie arcane. Vi sono dame e cavalieri, intrighi di corte e amori a profusione e tradimenti degni di Lancillotto come del Trono di Spade; ma soprattutto storie di guerra, di coraggio e amicizia. Animato da questo intento, inizia a scrivere, creando il mondo di Arma Infero; e in questo mondo ambienta il suo primo romanzo. Impiegato, marito e padre di due figli, che da sempre tollerano pazientemente i suoi momenti di evasione nel remoto spazio siderale, nei ritagli di tempo prosegue indefesso a gettare pianeti, mostri ed eroi dalla tastiera sullo schermo del suo pc, fantasticando sul giorno in cui potrà eleggere la sua passione a professione.

domenica 12 luglio 2015

Occhio al Libro:"Hodoeporicon"

Ultimi giorni prima di chiudere con la pausa estiva. Altra segnalazione anche questa di un autore di cui già vi ho parlato. Si tratta di Andrea Micalone autore della saga "Il Tramonto della Luna". Questa volta però non si tratta di un nuovo capitolo della saga ma di un romanzo tutto diverso e fresco fresco di pubblicazione. E allora andiamo a scoprire questa nuovissima uscita, finalista peraltro al "Premio Urania" della Mondadori Edizione 2012-2013.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "Hodoeporicon"
Autore: Andrea Micalone
Genere; Fantascienza
Formato: e-book
Pag: 200 (formato digitale)

Link di acquisto:
Amazon, Kobobooks, GooglePlay e molti altri stores on line

LA TRAMA:

Barcellona, anno 2026. 

Il viaggio nel tempo è entrato nelle modalità d'indagine della polizia. I cronoagenti, costretti a operare nel più stretto riserbo, sono tra noi e analizzano le vite di coloro che saranno assassinati in futuro. 

Uno dei membri della Cronoforza Speciale, nome in codice “Tom Duval”, riceve l'incarico di investigare sul brutale omicidio di un anziano signore di origini italiane: Antonio Palmenti.
Duval, però, comprende subito che la vicenda lo coinvolge personalmente, poiché sul luogo del delitto trova la propria fede nuziale. È evidente che qualcuno vuole incastrarlo. Egli inizia così un viaggio a ritroso nel tempo per capire cosa lo lega alla vittima e a tutti i personaggi che vorticano in questa storia dai contorni poco chiari. I retroscena che sta per scoprire cambieranno per sempre la sua esistenza.

Un romanzo innovativo, che scorre all'indietro, partendo dal finale e conducendo il lettore in un cammino capovolto. I capitoli si muovono in un'inversione temporale che accompagna il viaggio del protagonista e che rende questo libro qualcosa di unico nel suo genere.


Gli altri libri dell'autore da me letti e recensiti:
(per leggerne la recensione cliccare sui titoli)



giovedì 9 luglio 2015

Occhio al Libro: "L'Odore Salmastro dei Fossi"

Prima di chiudere per ferie ecco qualche segnalazione.
Oggi si parla di un nuovo libro, fresco fresco di stampa di un autore che ormai, se seguite il mio blog, dovreste conoscere. Sto parlando di Diego Collaveri e del suo nuovo romanzo appena pubblicato da una grande casa editrice.
Inutile dire che per ora lo segnalo ma che ben presto conoscerete la mia opinione perché ho già ordinato il libro nella mia libreria di fiducia. Sto solo aspettando che arrivi per portarmelo in vacanza e gustarmelo come si deve.
Vediamo di saperne di più di quello che, non dubito, sarà un bellissimo romanzo.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "L'Odore Salmastro dei Fossi"
Autore: Diego Collaveri
Genere: Giallo, noir
Editore: Fratelli Frilli Editori
Formato: cartaceo, e-book
Pag: 150
Collana: I Tascabili Noir
ISBN: 9788869430626

Link per l'acquisto:
In tutte le librerie del Paese e su Fratelli Frilli Editori, Ibs, Feltrinelli, Amazon e altri stores on line

LA TRAMA:

Il commissario di polizia Mario Botteghi si alza dall'asfalto umido della notte, riprendendo lentamente i sensi. Davanti a lui, nel buio del parcheggio dietro la chiesa diroccata nel centro storico di Livorno, c'è la sua pistola ancora fumante. Poco più in là un cadavere. Qualcuno è riuscito a incastrarlo per bene. L'investigatore privato Cecchi, ex poliziotto e suo partner di un tempo, l'aveva messo in guardia nei confronti di quel maledetto politico corrotto, con cui si era già scontrato, ma non si sarebbe mai aspettato che quel bastardo fosse disposto ad arrivare a tanto pur di distruggerlo. Inutile attendere i rinforzi, col suo passato nessuno sarebbe stato disposto a credergli. L'unica possibilità ora è fuggire e nascondersi nei vicoli scuri della città che dorme, per trovare la soluzione a quella schifosa indagine legata al traffico di clandestini, in cui si era ritrovato invischiato due sere prima, quando era stato ritrovato il cadavere di un infiltrato dell'ufficio immigrazione, nel rogo del ristorante cinese nella zona adiacente al porto industriale.

Due parole sull'autore:

Diego Collaveri, è nato a Livorno il 27/02/’76.
Dal 1992 al 2000 lavora in campo musicale come chitarrista e arrangiatore, collaborando per EMI Music.
Nel 2000 si cimenta con la scrittura e i vari concorsi di poesia/narrativa, da cui arrivano subito riconoscimenti e pubblicazioni.
Nel 2001 comincia a lavorare dietro le quinte di alcune compagnie di musical, per poi arrivare al progetto “Rocco e i suoi orrori”, proponendo a livello nazionale una riduzione musicale di The Rocky Horror Picture Show, che verrà annoverato tra i cast internazionali dell'opera.
Nello stesso anno debutta nella sceneggiatura, prima teatrale e dopo per il cinema breve.
Nel 2002 la passione per il grande schermo lo porta a dirigere, con mezzi di fortuna, il primo cortometraggio che vince il concorso Minimusical indetto dal quotidiano "La Repubblica" e la casa di produzione Fandango, che gli permette di divenire collaboratore di quest'ultima per i successivi tre anni.
Per implementare le conoscenze registiche, intraprende un percorso didattico/formativo con vari registi italiani (Paolo Virzì, Davide Ferrario, Ruggero Deodato, Francesco Falaschi, Umberto Lenzi) per apprendere le tecniche di regia, studiando al tempo stesso testi didattici e storia della cinematografia.
Nel 2003 fonda la "Jolly Roger productions", etichetta indipendente per la produzione di cortometraggi, videoclip e riprese di spettacoli live. Molte delle opere realizzate hanno ricevuto premi a livello nazionale e distribuzioni televisive.
Nel 2004 partecipa, assieme ad altri registi, alla realizzazione di un mediometraggio prodotto e distribuito da EmmeFilm srl, che entra nel circuito dei festival cinematografici internazionali.
Nel 2006 viene invitato dall’Universtià di Pisa, dipartimento Cinema Musica Teatro, a  intervenire nell’ambito del seminario “il cinema classico Hollywoodiano”.
Dal 2009 è inserito nell’Enciclopedia degli Scrittori Contemporanei Italiani.
Nel 2013 alcuni racconti brevi dell'ispettore Quetti sono apparsi sul settimanale nazionale Cronaca Vera.
Da Febbraio 2014 è tra i collaboratori di LaTelaNera.com realizzando articoli e recensioni cinematografiche.
Da gennaio 2015 è tra i docenti della Scuola di Scrittura Carver di Livorno con il corso “Scrivere per il cinema”.
Ha ricevuto numerosi riconoscimenti ed è presente in molte antologie letterarie.

Per maggiori dettagli:

www.facebook.com/DiegoCollaveriautore

Se vi va di conoscere ancora meglio questo artista a tutto tondo, vi invito a leggere l'intervista che mi rilasciò qualche mese fa.

"Interrogatorio" a Diego Collaveri
Avrai già fatto tante di quelle interviste che cercare di farti domande originali credo sia impossibile. Quindi mi regolerò come al mio solito, ti chiederò ciò che mi incuriosisce di te.
Iniziamo

1-Da piccoli si sogna sempre cosa si farà da grandi. Io, e guai a chi ride, volevo fare la macellaia, con mia madre che rideva a crepapelle ogni volta che glielo dicevo (chissà perché poi).
Qual era la tua aspirazione? Intendo intorno ai 5/6 anni, in quell’età dove si crede che tutto sia possibile persino essere morsi da un ragno radioattivo e arrampicarsi sui muri.
A differenza di chi sognava lo spazio, anch'io come te preferivo qualcosa di più semplice. Nel mio caso continuavo a ripetere che mi sarebbe piaciuto aprire un chiosco dove vendere liquirizia, semi di zucca e lupini. So che fa ridere, ma a me l'idea affascinava. Non ho mai avuto mire elevate, lo ammetto, oppure quel sogno che coltivi con decisione fin da piccolo; forse avrei dovuto, pare sia sintomo di determinazione.


2-Quando qualcuno ti chiede: “Cosa fai nella vita?” tu cosa rispondi e perché. Cioè, di cose ne fai tantissime che nemmeno riesco a ricordarle tutte e se tu dovessi elencarle credo che scriveresti un romanzo. Ma se ad esempio tu avessi un limite di tre risposte… E ovviamente queste tre risposte le voglio in ordine di importanza per te, così che posso capire la priorità che le attività della tua vita hanno nel tuo cuore.
Sai, è difficile rispondere a questa domanda, perché poi alla fine ad oggi non svolgo un'attività artistica come unico sostentamento lavorativo, quindi se rispondessi seguendo la priorità del mio cuore direi “sceneggiatore” o “autore”, ma non sarebbe veritiero in quanto come lavoro vero faccio l'impiegato, mestiere che non è assolutamente nel mio cuore ma d'altra parte avere una busta paga è la base per poter costituire una famiglia. Quindi rispondo che “mi divido tra l'impiegato e la scrittura”, lasciando intendere la molta importanza che do alla seconda. Mi piacerebbe tornare a fare lo sceneggiatore a tempo pieno, questo posso dirlo senza dubbi.

Per leggere l'intervista completa clicca QUI

Le altre sue opere da me lette e recensite. (clicca sui titoli dei romanzi per leggerne le recensioni)

"Anime Assassine - I Casi dell'Ispettore Quetti"
"Anime Assassine - Marionette"
"Anime Assassine - La vendetta del Cigno Nero"
"Anime Assassine - Anche tu te ne andrai"
"Le Pergamene di Ankor - La morte dagli Occhi di ghiaccio"
"La Riconquista di Eden"

mercoledì 8 luglio 2015

Occhio al Libro: "Flamefrost - L'ultimo Respiro"

Buongiorno a tutti! Inizio subito col dire che il blog si prenderà un periodo di ferie dal 15 al 31 Luglio. Quindi questa settimana mi limiterò a postare qualche segnalazione e poi ci si rivede ad Agosto, sperando che nel frattempo io sia riuscita a smaltire qualche lettura così da raccontarvi le mie impressioni.
Partiamo con la prima segnalazione del terzo capitolo di una saga che, per chi mi segue, non sarà nuova. Sto parlando di "Flamefrost - L'Ultimo Respiro" dell'autrice Virginia Rainbow.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "Flamefrost - L'Ultimo Respiro" (3° vol. della Saga"
Autrice: Virginia Rainbow
Serie: "Flamefrost"
Genere: Romance, Fantascienza
Formato: cartaceo
Pag: 414

Link per l'acquisto:
AmazonYoucanprint e altri stores

Per informazioni riguardo l’e-book ed eventuali sconti, CONTATTARE  DIRETTAMENTE L’AUTRICE alla chat del suo profilo autore.

Pagina Facebook Saga:
Pagina Facebook Autrice:



LA TRAMA:

Gered e Sarah si trovano in una situazione drammatica e nessuno può aiutarli. Rinchiusi nelle segrete dell'astronave madre con un peso enorme sul cuore, sembra che per loro sia perduta ogni speranza. Il Principe Nero affronta con coraggio ciò che il destino pare avergli riservato e non si dà per vinto, mentre Sarah si affida con fiducia a lui. Il crudele Nardos, l'ambigua principessa Christin, il saggio maestro Fouler e l'amico Rain assumeranno un ruolo decisivo all'interno della storia, determinando con le loro azioni le sorti dei protagonisti. Capitolo conclusivo della trilogia Flamefrost, "L'ultimo respiro" svela i molti segreti contenuti nei precedenti volumi. Il lettore sarà portato a sorprendersi, a commuoversi, a vivere assieme ai personaggi le loro incredibili vicende momento per momento fino all'epilogo tragico...

Virginia Rainbow in poche righe:

Virginia Rainbow è un’autrice che scrive fin da bambina, creando storie piene di immaginazione e sentimento. Ora divide il suo tempo tra il lavoro e la sua passione per la 
scrittura. Adora leggere, fare passeggiate in montagna e guardare i cartoni della Walt Disney. Il suo romanzo di esordio è “The black mask”; seguono “Flamefrost Due cuori 
in gioco” e “Flamefrost Insieme controcorrente”, primo e secondo capitolo della trilogia Flamefrost.

giovedì 2 luglio 2015

Recensione:"10 Regole per Essere Felice"

Oggi una bella recensione per voi di una piccola antologia di racconti dell'autore Michel Franzoso. L'ho scoperta grazie al suo autore che me l'ha segnalata e devo dire che non mi ha delusa affatto. Inoltre, pregio da non sottovalutare visti i tempi e visto che molti di voi, come me, spendono già tantissimi soldi per i libri è distribuita gratis?
Passo subito a parlarvene perché secondo me è una lettura molto piacevole anche sotto l'ombrellone.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "10 Regole per Essere Felice"
Autore: Michel Franzoso
Genere: racconti (humor, fantascienza, giallo, horror, fantasy)
Formato: e-book (solo e-pub)
Pag: 147

Link per l'acquisto (GRATIS)

LA TRAMA:

Cinque racconti nati sul web attraverso il portale di racconti interattivi THe iNCIPIT, cinque generi diversi raccolti in un unico ebook per incontrare i gusti di tutti, cinque storie coinvolgenti che vi sorprenderanno ad ogni nuova pagina.
C'è un giovane che grazie a un amico un po' bullo ha scoperto le regole per la felicità.
Una scienziata in un letto d'ospedale si trova connessa agli occhi di un robot.
Un uomo sfigurato deve fronteggiare il suo passato e risolvere un mistero.
Molto presto il consiglio direttivo della Azimut dovrà fare i conti con la propria coscienza, e saranno conti pagati col sangue.
Per finire un mago e un antico sotterraneo danno inizio a una magica avventura. Anche se la protagonista è tutt'altro che una strega.

Recensione:

"10 regole per essere felice" è una piccola antologia di cinque racconti, tutti di genere diverso: commedia, fantascienza, giallo, horror e fantasy.
Parlerò prima in generale della raccolta poi in particolare di ogni racconto.

L’autore scrive davvero molto bene. Sa creare l’atmosfera giusta, che sia comica, horror o poliziesca. Mostra un’ottima padronanza del linguaggio e sa coinvolgere il lettore che si ritrova immerso nelle varie storie come ne fosse parte.
Sono rimasta stupita di come l’autore si destreggi così bene in trame con caratteristiche così differenti, dando ottima prova delle proprie capacità. I personaggi sono tutti molto ben caratterizzati. Buoni, cattivi, protagonisti e secondari ognuno ha la sua personalità ben delineata.
Le trame, nessuna esclusa, non hanno punti morti, sono originali e particolari e, seppure si tratti di racconti, non hanno nulla da invidiare a un romanzo vero e proprio.

Passiamo ora ai singoli racconti. Non posso svelare molto o vi ruberei il gusto di scoprire da soli queste piccole avventure per cui mi limiterò a poche righe.

Dieci regole per essere felici: humor
Il primo racconto è quello che dà il titolo alla raccolta ed è una storia umoristica sull’amicizia tra due ragazzi, molto diversi tra loro, che per un caso della vita, si ritrovano a instaurare uno strano legame.
Rizzoli (il nome non ci è dato saperlo) è timido e introverso, ha una marea di fobie… insomma è l’immagine del ragazzo che ha difficoltà a socializzare. La storia è narrata dal suo punto di vista in prima persona, quindi sembra essere lui il nostro protagonista. Manuel, detto El Diablo, al contrario sembra il classico ragazzaccio, teppista, ripetente, pericoloso, uno dal quale stare alla larga. Insomma una strana coppia che però si completa a vicenda. Fino a che qualcosa, o qualcuno, non rischierà di spezzare questo legame. Sarà proprio a quel punto che il nostro timido protagonista, scoprirà quali sono le dieci regole per essere felici ma delle quali, forse, l’ultima è la più importante.

La storia è molto, ma molto carina. Mi ha fatto ridere in più di un’occasione. Il protagonista è così spontaneo e semplice, a volte così goffo, da suscitare tenerezza; eppure al momento giusto sa tirare fuori tutto il proprio carattere. Intorno a lui girano molti personaggi, Manuel per primo, surreali e pittoreschi anche, che danno spessore alla storia e la rendono originale.
Interessante il messaggio insito nelle pagine. Che cos'è il vero coraggio? Non avere paura o affrontare le proprie fobie e, soprattutto, accettare se stessi e saper guardare in faccia la verità al di là di ciò che si desidera?

“Sarò i suoi occhi”: fantascienza
Dana è una scienziata, ricercatrice di grande successo che si ritrova gravemente ferita su un letto di ospedale in seguito a un esperimento andato storto. Il suo capo le chiede di connettersi a un robot per entrare nel proprio laboratorio distrutto e capire cosa è andato storto. Questo robot, particolare e unico nel suo genere, sarà i suoi occhi alla ricerca della verità. Quello che Dana tuttavia scoprirà sarà qualcosa di sconvolgente a riprova del fatto che a volte la verità è più difficile e dura da affrontare di qualsiasi altra cosa e che richiede coraggio e determinazione.

Il racconto ha due pov distinti. Quello di Dana e quello del robot, che si intrecciano l’uno con l’altro creando suspense e mistero. La storia inizia con una situazione subito critica, che va peggiorando man mano che gli eventi procedono fino a giungere alla risoluzione finale. Un finale con un retrogusto amaro e che fa riflettere.
Fin dove si è disposti a spingersi per il bene della scienza, per il progresso e per la ricerca? La vita del singolo è sacrificabile in nome di quello della collettività? A ognuno la propria risposta.
I personaggi qui son fantastici. Dana è un’eroina come piace a me. Forte, caparbia, dura, che non si arrende mai né di fronte al dolore fisico né a quello dell’anima. Sembra quasi una guerriera più che una scienziata. Ma anche il Sapiens 3 è caratterizzato benissimo nel suo essere macchina ma anche qualcosa in più, nel suo interagire con gli umani, nel suo porsi domande vedendo il mondo da un punto di vista prettamente razionale.
Credo che tra tutti sia stato il mio racconto preferito nonostante io non sia chissà quale lettrice di fantascienza.

“Bagatto”: giallo
Un giornalista ambizioso scampato a un esplosione, ma la cui vita è ormai distrutta, una collega morta nello stesso incidente, strani omicidi che cominciano ad avvenire intorno a lui e dei tarocchi trovati sul corpo delle vittime. Impossibile non voler scoprire chi sia l’omicida e quale il motivo che si nasconde dietro le sue gesta, ma è davvero ciò che sembra? O forse altro si nasconde dietro quelle morti?

L'attore Aaron Eckhart interpreta "Due facce",
nel film "Il Cavaliere Oscuro" di Christopher Nolan
Un racconto giallo che oserei definire psicologico; un protagonista (è suo il punto di vista) ferito nel corpo come nell’animo, che si ritrova a fare i conti con la propria vita, con i sogni ambiziosi ormai infranti, con i rimpianti di un’esistenza passata pensando solo al successo. Un racconto che fa riflettere, al di là dei colpi di scena, del finale a sorpresa, della suspense che cresce fino all’epilogo finale.
Un racconto che ci porta a pensare quanto vana in fondo sia la fama, la carriera, quanto basti poco per perdere tutto e quanto sia terrificate accorgersi di non aver dato spazio a ciò che veramente conta e di non avere altre possibilità. Un protagonista tormentato, distrutto, ma che nonostante tutto non smette di lottare.

Anche qui un bel giallo la cui conclusione forse alcuni arriveranno a indovinare già prima delle ultime pagine ma, come spesso accade, non è ciò che si racconta a fare la differenza, ma come lo si fa.

“Azimut”: horror
Avevo timore a leggere questo racconto. Avendo sperimentato le atmosfere che l’autore sa creare già tremavo. Per fortuna non ci sono scene spaventose o impressionanti ma una paura strisciante che si impadronisce dei personaggi e del lettore allo stesso tempo. Ansia e inquietudine sono i sentimenti portanti. Una trama ben congegnata dove il lettore non sa cosa aspettarsi, non sa dove si arriverà e dove finirà quella scia di morti che sta distruggendo i capi di una grande società.
Persone manipolatrici, arroganti, arriviste, egoiste, che per arrivare a fare carriera e mantenere il loro posto hanno accettato tanti compromessi, così tanti che non sanno nemmeno più chi sono loro stessi. Persone abituate a non considerare chi gli sta intorno, a pensare solo alla propria sopravvivenza. E così, anche nel pericolo, ognuno penserà solo a se stesso.
Interessante che la storia sia narrata con il pov di tutti i personaggi in campo così da capire nel profondo i caratteri e i pensieri di ognuno, anche in poche righe.
La soluzione degli omicidi poi mi ha lasciata sorpresa. Non l’avevo minimamente immaginata e questo è un punto a favore.
La “morale” è abbastanza lampante: nella vita si raccoglie ciò che si semina e i nostri personaggi qui non ha seminato molte buone azioni.

“Bana e le carte magiche”: fantasy
Ultima storia e si chiude in bellezza con un racconto fantasy dalle tinte dark.
Un mazzo di carte magiche che racchiudono enormi poteri sono al centro di una ricerca sfrenata da parte di un anziano mago. Nella ricerca saranno coinvolti altri personaggi molto singolari e interessanti tra cui un prelato, un mercenario e due meretrici.
Sullo sfondo, a fare da osservatrice attenta, una figura incappucciata con una lunga falce in mano. Impossibile non riconoscerla nonostante abbia un ruolo che mi è risultato particolarmente simpatico.

In realtà tutto il racconto è velato di ironia, ma troviamo anche magia, mistero, suspense, tradimenti, pericoli, avventura. E tutto questo condensato in poche pagine molto ben scritte.
Devo dire che l’autore è molto bravo a creare personaggi particolari, eccentrici e bizzarri ma che risultano subito simpatici e conquistano il lettore.
In questo ultimo racconto è particolarmente evidente e Bana ne è un esempio. Una meretrice con le idee chiare, nessuna esitazione o dubbio, una donna forte che va avanti per la propria strada senza lasciarsi intimidire da nulla nemmeno da un topo un po’ strano, da un centauro o dalla morte in agguato. Una donna pratica e semplice che sa cavarsela in ogni situazione anche nella più difficile. Insomma, una vera eroina.

E il nemico da affrontare qual è? La morte, l’anziano mago, chi? Credo che il vero nemico qui sia la cupidigia e l’avidità capace di corrompere il cuore più puro, di ottenebrare la mente e di spingere gli uomini a compiere azioni nefaste e crudeli che portano solo all’autodistruzione.


In conclusione un’antologia interessante, piacevole da leggere e molto ben scritta che offre un ventaglio di generi per tutti i gusti. Racconti originali, intriganti che catturano dall’inizio alla fine. Non ne ho trovato nessuno noioso, scontato o brutto. Ne consiglio assolutamente la lettura e do il massimo dei voti perché come racconti sono ineccepibili. Davvero si arriva alla fine dispiaciuti che non ve ne sia ancora.

IL MIO VOTO: