domenica 31 maggio 2015

Recensioni: "Lampo Oscuro"

E finalmente sono riuscita a leggere questo libro di Matteo Silanus. Ve lo presentai anche troppi mesi fa e se qualcuno aspettava la mia opinione in merito sarà nel frattempo invecchiato. Eccomi qui allora, meglio tardi che mai.

SCHEDA LIBRO:


Titolo: Lampo Oscuro
Autore: Matteo Silanus
Genere: Avventura / Fantasy
Casa editrice: Lettere Animate
pubblicato: 10 novembre 2014
formato: e-book (kindle store)
pagine: 210
ISBN: 978-88-6882-232-3

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LA TRAMA:

Siamo a Philadelphia ai giorni nostri e Jason, un giovane di belle speranze nel campo dell’insegnamento universitario, nasconde una doppia vita: nel tempo libero è Lampo Oscuro.
Lampo Oscuro è un supereroe alle prime armi; non possiede nemmeno un costume, ma ha la facoltà di percepire la paura delle persone in difficoltà, di teletrasportarsi da loro e combattere per difenderle, aiutato più dal fisico atletico che da poteri sorprendenti. 
Infatti Jason, alias Lampo Oscuro, non è invincibile: può essere ferito, può provare dolore, può anche morire, ma, per fortuna, ha grandi capacità di rigenerazione. I poteri che possiede li ha acquisiti per un caso davvero fortuito.
Jason (e il suo alter-ego Lampo Oscuro) è affiancato da altri personaggi: Renée, bella e intelligente protagonista dei suoi sogni più romantici e il geniale amico Peter, giovane inventore e brillante studente.
Quando il destino lo mette a confronto con Heinz, un personaggio duro e spietato, ma che in passato ha patito sofferenza e dolore, Lampo Oscuro incontra anche un commissario della polizia di Philadelphia. Gli salva la vita ed egli diventa il suo mentore, il padre affettuoso che Jason ha perduto quando era piccolo. 
Le molte avventure di Lampo Oscuro lo portano a incontrare persone comuni minacciate da delinquenti, a salvare donne in difficoltà e bambine imprudenti e persino a togliere dai pasticci la stessa Renée.

Recensione:

Jason è un ragazzo come tanti, professore all’università e pieno di ideali. Questo almeno fino a che non gli accade qualcosa di imprevisto e inaspettato che gli cambierà la vita. Come? Grazie a dei superpoteri. Ma Jason non è un supereroe, non è indistruttibile, non è super forte o super veloce. E allora? Che cosa lo spinge a fare il difensore dei deboli e accorrere in aiuto di chi ha bisogno? Che cosa lo smuove a sacrificare la sua vita mettendola più volte a repentaglio e combattere contro il crimine?

Dalla trama è piuttosto ovvio. Jason è un supereroe non tanto nei poteri quanto nell’onestà e senso di giustizia.
In un mondo afflitto da delinquenza e dolore Jason non ha dubbi: le sue capacità gli impongono di aiutare i più deboli, le vittime dei malviventi, salvare loro le vite, a qualsiasi prezzo anche a costo della propria. Un eroe assolutamente positivo dunque, che tuttavia ha le sue paure, speranze, fragilità.

Ha anche dei dubbi, primo fra tutti quello che è alla base della storia e che ritorna più volte sotto forma di domanda: qual è la vera giustizia? Chi decide cosa è giusto e sbagliato? Un Giustiziere comincia a uccidere criminali e persone malvagie, terroristi e trafficanti di droga, i signori del crimine mondiale insomma. Fa la cosa migliore per tutti? E’ un salvatore? Oppure solo un pazzo che crede di poter decidere della vita e della morte degli altri a proprio piacimento? Questo è un po’ il filo conduttore dell’intero romanzo e al quale Jason dovrà trovare risposta.

Ho trovato il personaggio molto ben costruito. Forse un po’ irreale nella sua positività e incrollabilità morale, però in fondo è un supereroe che deve dare il buon esempio e un insegnamento quindi… ben venga. Mi è piaciuto molto infatti come l’autore abbia voluto sottolineare il fatto che in realtà ognuno di noi può essere Jason e può fare qualcosa per gli altri. Dietro la maschera di Lampo Oscuro c’è un ragazzo come tanti. I suoi unici vantaggi sono il teletrasporto e la capacità di guarire; ma sente dolore, sanguina e ha paura come ognuno di noi. Ha bisogno di allenarsi per diventare più forte e resistente, di imparare tecniche di combattimento per affrontare i nemici e ogni volta per salvare qualcuno finisce ferito e malconcio. Insomma anche lui ha il suo bel da fare.

E allora perché anche noi non possiamo fare qualcosa? Non dico di andare per le strade e affrontare il crimine, ma molto spesso si tende a chiudere gli occhi anche verso le piccole ingiustizie a cui assistiamo senza volerci immischiare. Ci facciamo i fatti nostri che è meglio e si vive di più, senza andarsi a cercare grane. Purtroppo è un po’ questo il pensiero comune. Ma lasciamo stare questi discorsi o si va su temi molto complessi e delicati in cui poi entrano in gioco tante variabili e non voglio certo fare la morale a nessuno.

Torniamo a parlare dei personaggi. Al fianco dell’onesto, simpatico, coraggioso protagonista, troviamo Peter, coinquilino timido e un po’ goffo ma genio esperto di ingegneria informatica; la bella e dolce Renee che fa battere il cuore al nostro eroe; il saggio commissario della polizia, esperto del mestiere che capisce subito il valore di Lampo Oscuro prendendolo a benvolere; infine i cattivi, dai semplici delinquenti ai più crudeli e spietati. Ognuno di loro ha un suo ruolo nella storia e accompagna l’eroe nel suo viaggio alla scoperta del proprio compito e ruolo.

Una scena del libro... più o meno :-)
L’autore ha creato dei bei personaggi e una trama molto carina. Un po’ troppo lenta all’inizio ma dopo prende il via e cattura l’attenzione tanto che l’ho finito in 24 ore. Inoltre la parte romance, non invadente ma presente, soprattutto dalla seconda metà in poi, mi ha piacevolmente sorpreso. Delicata, dolce, ben sviluppata e mai forzata.

La scrittura di Silanus tuttavia è ancora un po’ immatura ed è un peccato perché il libro ne avrebbe guadagnato tantissimo soprattutto per il genere di storia. Nei momenti degli scontri e delle lotte, nei momenti in cui Lampo Oscuro rischia la vita, nei momenti più difficili per il nostro eroe, la mancanza di un’efficace tecnica del mostrare, sminuisce la partecipazione del lettore, l’empatia. Sono descritte troppo le azioni a discapito dei sentimenti. Questo fa calare la suspense e il pathos narrativo.
Ma non dimentichiamo che Matteo Silanus è giovane e al suo primo romanzo. Ha quindi tutto il tempo per migliorare, ma soprattutto ne ha le capacità. Anzi non mi dispiacerebbe leggere un secondo libro di questo eroe così umano e dei giorni nostri.

Per il resto l’autore usa uno stile semplice e lineare, senza parole ricercate ma godibilissimo, almeno è quel che io preferisco. Le descrizioni non abbondano e se a qualcuno questo potrebbe far storcere il naso, per me, lo sapete, non è un problema. La lettura è piacevole e scorrevole. L’unica pecca è qualche difetto di editing che comunque non disturba più di tanto e che è più da imputare alla casa editrice che non all’autore stesso.

In conclusione consiglio la lettura per passare qualche ora piacevolmente sia ad adulti che a ragazzi. Magari qualche scena e immagine un po’ violenta non me lo fanno consigliare a ragazzi sotto i quattordici anni, ma per i più grandi credo che invece sia un bello spunto di riflessione sul concetto di giustizia e dovere morale. Proprio per questo ho deciso di dare un voto leggermente più alto di quanto avrei fatto in un primo momento, anche in virtù del fatto che ho apprezzato molto la trama.

IL MIO VOTO:


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venerdì 29 maggio 2015

Occhio al Libro: "Solo una Storia d'Amore e di troppe paturnie"

Buon venerdì sera a tutti. Questa sera vi presento un romanzo che già dal titolo è tutto un programma. La trama poi ne fa immaginare delle belle.
Ma ora andiamo a vedere meglio di cosa parla quello che è il romanzo di esordio di Momi Gatto.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "Solo una Storia d'Amore e di Troppe Paturnie"
Autore: Momi Gatto
Genere: Romance
Formato: e-book e cartaceo
Pag: 540 (formato kindle)

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Amazon, Kobobooks e molti altri stores

Pagina Facebook:
LA TRAMA:

Giulia e Davide, due ventenni di Milano, così genuini eppure a modo loro tanto complicati, aprono e chiudono questo romanzo fresco e ironico che li vede unici protagonisti. Il loro è un rapporto insolito fin dal primo sguardo, così intenso e assuefacente da spaventarli. Lo sconosciuto senso di irrinunciabilità che sentono l’una per l’altro, e la conseguente paura di perdersi, li spingono a nascondere, agli altri e soprattutto a loro stessi, quale sia il vero sentimento che li unisce. Solo il precipitare repentino delle cose, e l’immancabile batosta, li costringeranno ad aprire gli occhi. Impossibile non affezionarsi a questi due ragazzi e non immedesimarsi con i loro cervellotici ragionamenti, attraverso i quali tutti noi siamo passati almeno una volta nella vita.

Qualche Notizia sull' autrice

Monica Gatto, affettuosamente chiamata da tutti Momi grazie a un nomignolo affibbiatole in tenera età dal fratello, è una quarantacinquenne milanese doc. Diplomata al liceo artistico ha poi lavorato per un lungo periodo come grafica pubblicitaria. Ora collabora col marito e fa la mamma di Davide... adolescente, chitarrista e pallanuotista. È un'amante della lettura; negli anni le sue preferenze hanno spaziato dai classici agli horror, dai gialli ai fantasy, ma solo quando è approdata ai romanzi rosa ha scoperto il piacere della scrittura. Il desiderio di creare da sé i personaggi dei quali innamorarsi, la smania di mettere su carta una storia che non si stufa mai di rileggere, la curiosità di scoprire le opinioni di altri, hanno dato vita al suo primo libro. Un romanzo adatto a tutte le età, alle donne mature che vogliono rivivere i primi batticuori, alle giovanissime che li stanno vivendo, e ai ragazzi che li provocano. 

Email autricemomigatto1@gmail.com

giovedì 21 maggio 2015

Recensione: I primi passi dell'ispettore Quetti

Oggi giornata di recensione e di uno dei miei autori preferiti nel mondo degli italiani emergenti: Diego Collaveri.
Avendo letto già diverse sue opere (cliccare sui vari titoli per le recensioni di "Anime Assassine - Anche tu te ne Andrai", "Anime Assassine - La vendetta del Cigno Nero", "Le Pergamenne di Ankor", "La Riconquista di Eden") ho voluto completare "la collezione" dei suoi scritti finora in circolazione e così mi sono comprata i primi due libri, composti da racconti, della serie "Anime Assassine" e ritrovare le avventure dell'ispettore Quetti. Essendo entrambi raccolte di storie brevi, ve ne parlerò insieme.

"ANIME ASSASSINE - I CASI DELL'ISPETTORE QUETTI"

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "I Casi dell'Ispettore Quetti - Ombre e Misteri"
Autore: Diego Collaveri
Serie: "Anime Assassine"
Genere: noir, poliziesco, racconti
Editore: GDS
Formato: e-book
Pag: 128 (formato kindle)

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Amazon, Kobobooks, Google Play

Pagina Facebook:
https://www.facebook.com/DiegoCollaveriautore?fref=ts

LA TRAMA:

Intrighi nascosti, macchiati di sangue innocente, si agitano all’ombra del quotidiano, divorando come un mostro il ventre molle di una città inconsapevole,nei cui vicoli bui si muove Quetti,figura cinica e solitaria, un antieroe con la sigaretta sempre tra le labbra. Sette casi di questo ispettore di polizia,legato a doppio filo all’oscura realtà che combatte e che sembra scorrergli dentro da un lontano passato misterioso, capace di smascherare intricate macchinazioni,nascoste dietro efferati delitti,e di ergersi come ultimo baluardo di speranza… poiché solo chi ha attraversato l’oscurità può senza paura squarciare l’apparenza per guardare in faccia il mostro.

"ANIME ASSASSINE - MARIONETTE"

SCHEDA LIBRO:


Titolo: "Marionette - Ombre e Misteri"
Autore: Diego Collaveri
Serie: "Anime Assassine"
Genere: noir, poliziesco, racconti
Editore: GDS
Formato: e-book
Pag: 102 (formato kindle)


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LA TRAMA:

Quattro episodi che ci immergono nella realtà quotidiana di una città corrotta e malata, dove l’ispettore Quetti, cinico e burbero poliziotto con la sigaretta sempre tra le labbra, si trova faccia a faccia col male dell’animo umano. Un antieroe pronto a smascherare il “mostro” dietro l’anonima facciata della normalità.



Recensione:

Dopo aver letto e apprezzato gli altri libri dell'ispettore Quetti non potevo non risalire agli inizi di questo bel personaggio, quando cioè mosse i suoi primi passi nascendo dalla penna di Diego Collaveri. Volevo cogliere ogni sfaccettatura e ne sono stata contenta. Di solito non amo i racconti ma diverso è se sono polizieschi o similari, come in questo caso. Ricordo quando mio padre al mare si metteva sulla spiaggia a leggere “Estate Gialla”, la collana di libri di racconti polizieschi edita da Mondadori. Qualche volta anche io ne lessi qualcuno e questi me li hanno ricordati molto.


Ma passiamo a parlare dei due romanzi in questione: “I Casi dell’Ispettore Quetti” e “Marionette” rispettivamente primo e secondo volume della serie “Anime Assassine”.

Quello che mi ha colpito di queste brevi storie, è che ognuna è un piccolo caso a parte, una giornata di lavoro nel mondo di Quetti. Casi all'apparenza semplici ma che in realtà nascondono molte sfaccettature, dove l'assassino non è poi così facile da smascherare, dove ci vengono presentate varie situazioni sociali.
Curioso, questo libro è come parte di un viaggio nell'animo umano con le sue passioni, sogni, intrighi, perversioni. Che cosa può spingere un uomo o una donna ad uccidere? Soldi, potere, vendetta, passione, amore...
E il nostro eroe affronta tutto questo con la sua solita grinta e tenacia oltre che con un acume e una capacità di osservazione e comprensione davvero invidiabili.

Ho dedicato già molte parole sul personaggio dell'ispettore e le riassumo con: sensibile, intelligente, acuto, orgoglioso, scorbutico, ma un vero cuore d'oro. Quello che questa volta sono riuscita ad apprezzare meglio è, oltre alle sue doti investigative, il rapporto di "odio/amore" col suo segretario Tarzelli.
I due sono una bella coppia comica e Tarzelli è in grado di tirare fuori la parte gioviale dell'ispettore che si diverte a prenderlo in giro, farlo arrabbiare, punzecchiarlo. E se questo era già presente anche negli altri romanzi, anche se in modo più velato, qui si capisce il vero rapporto che c'è tra i due. Tarzelli non è un personaggio secondario ma oserei dire la spalla di Quetti. Un po' come Groucho per Dylan Dog. Insieme li trovo fantastici.

Ma non sono solo loro a dare vita a queste storie interessanti e intriganti.
Accanto a Quetti troviamo sempre Farinelli, il responsabile della sezione scientifica, a volte qualche collaboratore e anche numerosi personaggi secondari che l’ispettore incontra durante le sue indagini.
E qui devo per forza fare una nota. Ho già evidenziato questo talento dell’autore negli altri suoi romanzi. I personaggi secondari sono incredibili, piccoli universi all’interno del racconto che coinvolgono quanto il protagonista. Sono così ben delineati e caratterizzati che basta leggere di una loro parola o gesto che subito hai davanti il quadro della situazione.
O almeno così credi perché poi, non dimentichiamolo, la sorpresa è sempre dietro l’angolo.

Non mi posso soffermare sui singoli racconti, anche se vorrei, perché mi dilungherei troppo, ma voglio indicare i miei preferiti. Nel primo libro sono stati due. “Il Branco” per il tema trattato dell’adolescenza e “Omicidio al Pub”, perché l’autore dà prova di quanto sia bravo a creare in pochissime pagine un caso poliziesco e una storia di soldi, potere e vendetta.
Nel secondo volume invece il mio preferito è “Corridoi Silenziosi” anche qui per la tematica trattata. Ma in tutti quanti ho apprezzato i piccoli messaggi che l’autore manda con i suoi scritti. Quetti è un uomo molto attento e sensibile e le sue considerazioni su ciò che sporca il mondo e l’animo umano fanno riflettere.
Riporto qui una frase dell’ultimo racconto che dà il titolo al secondo libro: “Marionette”.

“Il mio pensiero corse a Luisa, ennesima e ingenua vittima delle trame di un potere che corrode gli uomini e li spinge a manovrare i più deboli, come marionette di uno squallido teatrino.

Sullo stile di Diego Collaveri c'è poco da dire che non abbia già esposto in precedenza. Tuttavia non posso non sottolineare ancora una volta quanto siano coinvolgenti e dettagliate le descrizioni e le atmosfere che sa creare. Ti proietta nel mondo dell’ispettore, ne senti i profumi, i sapori, il calore del sole e il freddo pungente della notte, vivi la città e la vita del poliziotto, e percepisci sulla tua pelle ciò che prova il protagonista, persino la voglia della sua droga preferita: il fumo.

E allora perché se la lettura mi ha coinvolto così tanto, quel mezzo punto mancante nel voto? Colpa dell'editing. E questo non è certo un appunto per l'autore che so come lavora.
L'editing lascia a desiderare con errori grossolani che davvero non mi aspetto in una casa editrice. Oltre a refusi, ci sono molti accenti e apostrofi sballati, che disturbano qualche volta la lettura. Peccato, davvero. E' il modo peggiore per rovinare dei bellissimi libri.

In conclusione, consiglio sicuramente la lettura di queste brevi storie permeate da malinconia e amarezza ma anche speranza, fiducia e voglia di cambiare un mondo che a volte va troppo storto. Sono scritti molto bene, con un linguaggio adatto al genere e mai violento o volgare. Il protagonista è affascinante e gli omicidi appassionanti. Non sempre è facile capire chi sia l’assassino e il movente. Per fortuna ci pensa l’ispettore a guidarci verso la verità.
Attenzione però. In questi racconti c’è pathos, suspense, sentimenti e molto altro, ma non ci sono storie d’amore sdolcinate o lieto fine, non c’è avventura e non c’è azione. Quindi se non vi piace il genere non so quanto possiate apprezzarli davvero.

IL MIO VOTO:


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martedì 19 maggio 2015

Occhio al Libro: "Il Tradimento di Andersen"

Ed eccoci alla seconda segnalazione promessa in compagnia di un autore davvero giovanissimo: Michel Manetti.
Ho già avuto modo di parlare di lui (QUI) recensendo il primo volume della sua saga edita da Libromania: "Jenny Turner e la dinastia perduta delle fiabe". Questa sera vi parlerò del secondo episodio che leggerò... a breve? Farò il possibile ma ultimamente, come avrete notato, non riesco a mantenere un ritmo costante. Intanto però vediamo di cosa parla e quali nuove avventure dovranno affrontare Jenny e Dean, i due ragazzi conosciuti nel primo libro.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "Il Tradimento di Andersen" 2° vol della saga
Autore: Michel Manetti
Serie: "Jenny Turner e le dinastie perdute delle fiabe"
Genere: Avventura, fantasy
Formato: e-book
Editore: Libromania
Pag: 273 (formato kindle)

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Amazon, Kobobooks

LA TRAMA:

La missione di Jenny e Dean nel mondo delle fiabe non è terminata. Salvata Cenerentola, i due giovani protagonisti non tardano a rendersi conto di essere letteralmente sulla strada per una nuova fiaba. Perché Charles Perrault li ha trascinati in questo assurdo mondo parallelo? Perché Andersen li vuole ostacolare? Cosa è davvero successo tra i due scrittori? Ma soprattutto, di chi fidarsi? Messi di fronte a ostacoli ogni volta più difficili da superare, sempre più irrimediabilmente attratti l’una dall’altro, Jenny e Dean insieme cercano le risposte. Come per le mogli di Barbablù però, sanno di doversi muovere in fretta perché anche un solo errore può essere fatale.

La storia sembra ancora più misteriosa e pericolosa del primo. Chissà davvero cosa accadrà. Devo ammetterlo, sono curiosa. Qualcuno di voi ha già avuto modo di leggere questa saga?

Occhio al libro: "Alethè"

Visto che in questo periodo ho rallentato un po' con il blog oggi per farmi perdonare farò due belle segnalazioni. La prima ora la seconda oggi pomeriggio.
Iniziamo con un'autrice, sempre italiana, giovanissima, alla sua prima pubblicazione: Federica Caglioni.


SCHEDA LIBRO:

Autore: Federica Caglioni
Titolo: "Alethè"
Editore: DuDag
Genere: Urban Fantasy, Young Adult
Pubblicazione: Febbraio 2015
Formato: e-book
Pag: 384

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DuDag


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 LA TRAMA:

Trasferirsi in un’altra città e lasciarsi alle spalle gli amici e gli affetti di tutti i giorni non è semplice, ma Kelia deve farlo se vuole scoprire qualcosa sui genitori che non ha mai conosciuto. Sa che, qualunque cosa verrà a sapere a proposito di Edward e Sophie, la sua vita non sarà più la stessa.
Quello cui non era preparata è l’imprevedibile piega che prendono gli eventi da quel momento in avanti. Sono solo coincidenze o forse c’è qualcosa di più dietro ai misteriosi oggetti che compaiono dal nulla e agli strani sogni che le impediscono di dormire e che minacciano di accadere davvero? Tra una normale giornata dietro i banchi di scuola in compagnia di Grace e Matt, il solo che riesca a farla stare bene, e i misteriosi rapimenti che bloccano la città, Kelia si trova davanti a una scelta difficile: credersi pazza oppure fidarsi di Alex, uno sconosciuto che dice di sapere ciò che le sta accadendo e che, a quanto sembra, non è il solo a conoscere la verità.
Quando Kelia scopre che anche la sua famiglia è coinvolta e che l’ha tenuta all’oscuro di tutto per proteggerla, non ha altra possibilità che accettare l’incredibile: lei è una Nephilim, discende dai figli di uno dei quattro Arcangeli, e la realtà è ben più complessa e pericolosa di quanto si sarebbe mai aspettata.
Inseguita e braccata da più nemici, Kelia deve guardarsi anche dalle assurde pretese dell’Arcangelo Raphael e per sfuggire a chi cerca di ucciderla, Kelia sarà costretta a scegliere da che parte schierarsi. Ma ogni decisione ha un prezzo e quello che lei dovrà pagare sarà ben più alto di quanto avesse mai immaginato.
Tra nuovi alleati e incontri che cambieranno per sempre la sua vita, in questo primo volume Kelia si troverà a fare da spartiacque in una lotta plurisecolare e che la metterà in marcia verso l’Apocalisse, la guerra che metterà fine al mondo, senza possibilità di ritorno. 

Che dire, dalla trama sembra interessante. Vediamo di scoprire qualcosa di più sull'autrice e sul libro grazie a un piccolo estratto donatoci dalla stessa Federica:

Estratto:
Il cielo grigio minaccia di rovesciare a terra una quantità di acqua considerevole nel giro di pochissimi istanti; l’asfalto della pista, già bagnato dal temporale di questa notte, non vedrà un raggio di sole per tutto il giorno e nemmeno io potrei lasciare tanto presto l’Irlanda se la perturbazione che ha fatto ritardare la partenza del mio volo non si decide a scivolare verso l’entroterra e a sgombrare l’aria dalla sua pesante cappa. L’hostess si ferma per la terza volta in quell’ora per chiedermi se voglio qualcosa e quando scuoto la testa, passa alla fila successiva; ho già comprato da bere e da mangiare, tutte e due le volte, perciò non mi sembra il caso di prendere dell’altro dal super rifornito carrello della compagnia dal trifoglio verde stampato in ogni angolo, dalla carlinga dell’aereo alle divise di chi ci lavorava.
Con un unico gesto abbasso il telo per coprire il finestrino, attirando su di me lo sguardo dell’uomo seduto al mio fianco. È grasso, tanto che le braccia faticano a trovare una posizione sugli esili braccioli del sedile, perennemente mosse su e giù, destra e sinistra, per cercare una combinazione che gli permetta di appoggiarsi, quasi come se dei fili invisibili di un burattinaio si divertano a tormentarlo, e indossa una maglietta bianca con stampato, proprio all’altezza della pancia, uno gnomo con la pentola d’oro, entrambi sformati. Vicino alla testa dell’omino è disegnata una nuvoletta con scritto “Sono il tuo tesoro”. Un pessimo souvenir, su cui un’invocazione a dimagrire sarebbe stata meglio.
[…]
Mio nonno ha detestato l’idea del viaggio sin dal principio e adesso mi rendo conto che ha raggiunto il suo scopo: finché non arriverò, questi dubbi e il risentimento continueranno a tormentarmi, a crearmi il malessere che mi da le vertigini e mi chiude lo stomaco come una tenaglia. Sono divisa in due me contrapposte, in lotta tra loro per avere la meglio sull’altra, senza sapere quale vincerà o se finirà tutto nell’arco di un volo aereo tra il vecchio e il nuovo continente. Un forte rumore si alza dal sedile al mio fianco e voltando la testa, scorgo l’uomo grasso dormire profondamente dopo nemmeno due ore dalla partenza, russa pure; lo gnomo e la pentola d’oro stampati sulla maglietta si muovono su e giù con tranquillità e con il sedile reclinato all’indietro si vede meglio anche quello che c’è scritto nella nuvoletta bianca: quasi in tono malevolo, il membro del piccolo popolo gli chiede “Dimagrisci se mi vuoi bene”. Strano, avrei giurato ci fosse scritto qualcos’altro.

L'Autrice:
Federica Caglioni nasce in provincia di Bergamo nel 1993. Coltivando la passione per la lettura fin da bambina, intraprende una formazione umanistica frequentando il liceo linguistico e iscrivendosi alla facoltà di Lettere Moderne dell’università di Bergamo. Oltre allo studio, si occupa del suo blog On Rainy Days su Wordpress. Ha pubblicato il suo primo romanzo, Alethè, a Febbraio 2015 grazie alla piattaforma online Dudag.com. 

lunedì 11 maggio 2015

Recensione: "La Principessa degli Elfi"

Finalmente sono riuscita a fare una recensione. Sto andando molto ma molto a rilento tuttavia prima o poi arrivo anche io.
Passiamo quindi a parlare di questo libro, della giovanissima autrice italiana Licia Oliviero, che già vi presentai qualche mese fa insieme al secondo volume (QUI). La serie è composta da tre libri e l'ultimo è stato pubblicato proprio il mese scorso (per saperne di più QUI).

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "La Principessa degli Elfi" vol.1
Autore: Licia Oliviero
Saga: "La Principessa degli Elfi"
Genere: Fantasy
Formato: E-book (ePub, formato Kindle)
pubblicazione: 7 Settembre 2014
codice ISBN: 978-60-5032-075-6

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Sito web:

LA TRAMA:

Layra ha vissuto i primi dieci anni della sua vita completamente all’oscuro delle sue origini e del suo retaggio, consapevole solo di essere diversa da tutti gli altri, per il  diadema azzurro che le cinge la fronte come un tatuaggio.
Quel simbolo la contraddistingue come Principessa degli Elfi della Luce e il suo destino è riscattare il suo popolo dalla tirannia degli Elfi Oscuri, che hanno usurpato il suo trono.  Appena scopre la verità, tuttavia, è rapita dai demoni e, nonostante lei tenti più volte la fuga, solo quattro anni dopo ritrova la libertà. 
La prigionia l’ha marchiata e la sua fiducia nel prossimo è quasi scomparsa, eppure riuscirà a trovare l’amore e l’amicizia, che le resteranno accanto, sebbene il suo destino sia incerto, costellato di tradimenti, fughe e nemici potenti. 
Un racconto magico capace di evocare le forze del Bene e del Male sovrane del destino di ognuno di noi.

Recensione:

Ho iniziato questo romanzo senza sapere cosa mi aspettava e dalle prime pagine mi è sembrato chiaro fosse un fantasy adatto a un pubblico giovanile. Conosciamo infatti Layra, la protagonista, a soli dieci anni quando viene a scoprire le sue origini. In poche pagine tutto precipita nel peggiore dei modi tanto da lasciare il lettore a bocca aperta per poi spostare la storia in avanti di quattro anni. Layra è cresciuta ed è pronta a iniziare un lungo “viaggio” che la porterà in un mondo a lei sconosciuto e ad affrontare prove forse troppo grandi per la sua ancora tenera età. Ma lei è forte, più di quanto lei stessa pensi e troverà sul suo cammino amici fidati e, chissà, forse anche un sentimento più grande e profondo che l’aiuterà nel suo difficile cammino.

Ho adorato la protagonista fin da subito. Wow, davvero una tigre con le sembianze di una dolce fanciulla. Indomita, coraggiosa, determinata ma anche molto dolce e generosa. Una vera principessa che partecipa delle sofferenze e delle gioie altrui, che pensa agli altri prima che a se stessa, che è disposta a tutto per salvare un popolo che forse nemmeno la vuole. Forse in alcuni momento un po' troppo decisa e sicura, un po' artificiale però l'ho comunque apprezzata.

E al suo fianco troviamo altri due personaggi eccezionali; Anter e Ally, fratello e sorella con un passato difficile alle spalle e per questo così legati l’uno all’altra da essere inseparabili. Che dire di Anter? Dolce, sensibile, leale e coraggioso, onesto e una miriade di altre doti positive che faranno breccia nella dura corazza che Layra si è costruita. Forse un po’ troppo perfetto, ma in fondo chi se ne importa. I libri, soprattutto se fantasy, son fatti per sognare e allora ben venga un personaggio maschile senza macchia, positivo e impeccabile che fa sempre la cosa giusta e nel modo giusto. E Ally? Una sorellina minore molto più saggia di quello che possa sembrare, forse più degli adulti. I battibecchi e le punzecchiature tra i due fratelli mi hanno suscitato molti sorrisi e tanta tenerezza.

Per quanto riguarda i cattivi… beh, sono veramente cattivi. Dall’ambiguo Drew, al demone Urien al cattivissimo per eccellenza, Amos, re degli elfi Oscuri. Ognuno di loro riserva delle sorprese e la loro presenza suscita sempre tensione e ansia, come ogni antagonista dovrebbe fare. Solo una piccola pecca. Forse sono troppo intercambiabili, troppo simili, sarebbero potuti essere meglio differenziati tra loro nella personalità.

Passiamo a parlare della trama. Io la suddividerei in due parti molto distinte.
La prima è straordinaria. Il romanzo parte subito in quarta. Cattura l’attenzione e non la lascia più e man mano che la storia procede diventa più movimentato e interessante. Il plot è abbastanza lineare, senza chissà che colpi di scena o, se vi sono, abbastanza prevedibili, tuttavia la storia scorre via che è un piacere. A questa prima parte avrei dato quasi il massimo dei voti. Momenti di tensione stemperati da momenti di ilarità o tenerezza, giusta dose di azione e romance e uno stile che fa buon uso dello show don’t tell, che fa partecipare il lettore alle vicende come se si trovasse lì.

A un tratto però succede qualcosa, un evento che capovolgerà le sorti di tutto il romanzo e dei protagonisti.
E qui ho le mie critiche. Una su tutte: troppa violenza e tensione. Come già detto, nella prima parte questi due elementi erano smorzati tanto da non appesantire la lettura. Qui invece è una lunga serie di torture, violenze, cattiverie e percosse. Scene dure con protagonisti anche donne, bambini e anziani e la capacità dell’autrice di creare empatia peggiora la situazione. Ora, se questo a qualcuno può piacere io non lo apprezzo particolarmente.

Se per la prima parte avrei potuto consigliare la lettura anche a dei ragazzini, sinceramente qui non me la sento. Troppe crudeltà, a volte ridondanti per non parlare del fatto che il libro è il primo di una trilogia quindi non è autoconclusivo. Tutto rimane In standby insomma. Una tensione narrativa che cresce continuamente senza mai trovare il suo momento clou perché il romanzo finisce così, lasciandoti un po’ appeso.

Detto questo, il romanzo si divora in una notte (sì, io ho letto iniziandolo alle 23 e finendo alle 4 di mattina perché proprio non potevo chiudere senza sapere cosa sarebbe accaduto ai protagonisti) e questo è positivo. Come è positivo che l’autrice riesca a far vivere al lettore sulla propria pelle le paure, i dubbi, la sofferenza della protagonista, come la speranza e la forza d’animo.
Perché Layra è un vero modello di forza di volontà e valori positivi come ho detto all’inizio, così come Anter e la sorella. Tutti e tre pronti a sacrificare la propria libertà o la propria vita per salvare chi amano.

Licia Oliviero ha uno stile semplice, lineare, pulito ma molto gradevole e che coinvolge. Ho molto apprezzato anche l’accuratezza del prodotto (ho trovato in tutto due refusi). Mi sarebbe piaciuto forse avere qualche informazione in più su questo mondo di elfi, streghe e demoni, sui loro poteri, il modo di vivere ecc… tuttavia è solo un desiderio personale.


In conclusione un romanzo che consiglio perché nel complesso mi è piaciuto. Ben scritto e strutturato, soprattutto avvincente, che sottolinea valori morali importanti e positivi: lealtà, coraggio, onestà, sacrificio, generosità e a base di tutti questi l’amore, in ogni sua forma. Come detto tuttavia, sebbene la storia sia semplice, non lo consiglierei a dei tredicenni o quattordicenni. Ma attenzione, gli adulti potrebbero trovare la storia un po' troppo infantile quindi diciamo che a questi ultimi debbano piacere le favole per apprezzare il libro della Oliviero.

IL MIO VOTO:



Chi è Licia Oliviero

Licia Oliviero è nata a Torre del Greco nel 1995, nel 2014 ha conseguito la maturità Scientifica con il massimo dei voti e si è iscritta alla facoltà di Lettere Moderne.
Ha da sempre una fervida immaginazione e una predilezione per tutto ciò che appartiene al mondo della fantasia. Considera la lettura un bisogno primario, adora perdersi nei mondi di carta e inchiostro.
L’amore per la scrittura deriva direttamente da queste passioni, scrivere è stato inizialmente il mezzo per dare sfogo alla fantasia, mentre adesso è una necessità, capace di rapirla anche per giornate intere.
Il suo esordio letterario è stato "La Principessa degli Elfi", seguito da "La Principessa degli Elfi - La Rivolta". La sua ultima pubblicazione, "La Principessa degli Elfi - La Maledizione", è il volume conclusivo della trilogia fantasy.

venerdì 8 maggio 2015

Occhio al Libro: "Una Parola per Salvarsi"

E dopo la bella recensione regalataci da Federico, oggi una segnalazione del libro di un'autrice, sempre italiana e sempre emergente: Viviana De Cecco. Perché in fondo son sempre alla ricerca di piccoli tesori nascosti e mi piace dare spazio alle tante voci di questo panorama editoriale che si sta facendo sempre più ampio e complesso. E allora vediamo di che si tratta.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "Una Parola per Salvarsi"
Autore: Viviana De Cecco
Genere: Giallo/Thriller
Editore: Lettere Animate
Formato: e-book (presto in cartaceo)
Pag: 214 (formato kindle)

Link per l'acquisto:
Amazon, Kobobooks, Libreria e-book e molti altri stores on line

Pagina Facebook:
https://www.facebook.com/profile.php?id=100006135947972

LA TRAMA:

Una parola di otto lettere da indovinare per salvare la vita alle persone più care. È questo il compito che uno spietato assassino ha scelto di affidare alla giovane fotografa Elena, proprio alla vigilia delle sue nozze. Un macabro gioco, fatto d’incomprensibili indovinelli e agghiaccianti delitti, in cui le vittime saranno scelte fra amici e familiari della ragazza e del suo futuro marito. 
In un crescendo di paura e rimorso, Elena dovrà fare i conti con i suoi stessi sensi di colpa, con inganni, tradimenti e verità che affondano le radici in un lontano passato. Le persone che la circondano sono davvero innocenti? O il colpevole si cela fra gli insospettabili ospiti che si trovano riuniti in una piccola isola, situata di fronte alla costa bretone? E perché l’omicida ha scelto proprio lei per trovare la parola che potrà mettere fine all’inquietante catena di delitti? 
Ma ad aiutarla a risolvere il caso, ci sarà un intuitivo e riflessivo commissario francese, soprannominato “il pittore di crimini” per il suo ossessivo rituale di dipingere su carta la scena del delitto e i suoi principali indiziati. E, inaspettatamente, sarà proprio da questi schizzi che, nell’imprevedibile finale, giungerà la soluzione dell’intricato rompicapo.

Viviana ci parla di sé

Viviana De Cecco nasce a Cagliari e la si è vista fin da piccola con un libro in mano e uno sguardo attento verso la realtà circostante. Curiosa per natura, si è avvicinata alla scrittura per inventare le storie che lei stessa avrebbe voluto leggere. Vive con i piedi per terra, ma quando s’immerge in un romanzo adora viaggiare tra le nuvole. Ha studiato Lingue e Traduzione Letteraria, è stata guida museale e turistica, receptionist d’albergo e traduttrice. Ama chiacchierare, fare lunghe passeggiate al mare e d’inverno spezzare il grigiore della pioggia con musica, parole e disegni. Da qualche anno, pubblica romanzi e racconti, in particolare di genere thriller e narrativa femminile. Nel 2014 ha pubblicato i thriller “Il Bunker” (ePubblica editore) e “L’Uomo della Tempesta” (Lettere Animate Editore), il fantasy “Astro – La Regina della Luce” (Gds Edizioni).

Il Booktrailer:

                        

martedì 5 maggio 2015

Recensione: "Emma la Strega - Orrore a Lago Maggiore"

E torna a farci compagnia Federico Negri con un'altra delle sue belle recensioni. Federico ha letto e commentato per noi il primo libro di una serie fantasy/horror ad opera di Gianni Gregoroni.
Andiamo subito al dunque e vediamo di che si tratta.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "Emma la Strega - Orrore a Lago Maggiore" (vol 1 della serie)
Autore: Gianni Gregoroni
Serie: "Emma la Strega"
Genere: fantastico/horror/romanzo breve
Formato: cartaceo
Pag: 142

Link per l'acquisto:
Amazon, Lulu

LA TRAMA:

A volte le cose che capitano per caso ci portano su strade che mai ci saremmo sognati di intraprendere, è quanto accade ad Emma. Inizia quasi come in un gioco ma poi diventa tutto vero.

Recensione:
(ad opera di Federico Negri)


Il romanzo breve "Emma la strega – orrore a Lago Maggiore" di Gianni Gregoroni è in realtà costituito da due parti distinte, anche abbastanza diverse come ritmo e sviluppo narrativo.
In entrambe si raccontano le avventure di Emma, ragazzina quasi-undicenne in vacanza al Lago Maggiore con i genitori, che viene coinvolta in un misterioso intrigo di sparizioni di bambini e case infestate. L'azione si svolge ai giorni nostri e l'ambientazione è fedele ai luoghi descritti.

Nella prima parte vi è l'inizio dell'avventura e i suoi fatti scatenanti, mentre nella seconda parte il quadro narrativo si sposta dall'horror al fantasy, poiché Emma viene irreggimentata in una specie di scuola di magia, dove risolverà finalmente il mistero del lago.

L'incedere è buono e il libro si legge volentieri, tuttavia io ho preferito di gran lunga la prima parte rispetto alla seconda. Emma si deve inserire nella comunità del lago, farsi nuovi amici, trovare persone di cui fidarsi e capire di chi diffidare… proprio nell'età più complessa dove le insicurezze e i primi bagliori della pubertà iniziano a spingere sotto la pelle.
Ho trovato questi temi trattati con leggerezza e maestria dall'autore e il personaggio di Emma risulta molto riuscito in questa sezione. Inoltre la storia vagamente horror genera la giusta ansia, l'avvicendarsi degli eventi è dosato con ritmo e le trovate non sono mai scontate o noiose.
E' una lettura adatta a tutti, non vi sono scene splatter o violente, quindi è più un romanzo di tensione che un vero e proprio horror, ma secondo me è estremamente equilibrato e piacevole.

La seconda parte invece l'ho trovata più insipida. Conosciamo già Emma e non vediamo l'ora di vederla affrontare nuove sfide, ma… le sfide non arrivano. O meglio Emma agisce da comprimaria, a margine di eventi decisi e orchestrati da altri. E' un'eroina troppo passiva per questa seconda parte, forse perché l'autore si rende conto che gli avvenimenti sono troppo importanti per essere condotti da una ragazzina di undici anni, ma comunque non è una giustificazione che mi soddisfa. Se si decide di raccontare la storia da un punto di vista il personaggio deve essere l'assoluto protagonista, deve guidare le circostanze e decidere il corso della storia. Sennò è un semplice bystander e tutto l'esercizio narrativo perde di interesse.

Quindi il secondo libro l'ho trovato meno incisivo e soprattutto meno centrato su Emma. Il plot della vicenda è accettabile anche in questa seconda parte, così come lo scorrevolezza della narrazione, ma nel complesso non mi ha pienamente soddisfatto.

Dal punto di vista dello stile il registro è molto semplice e diretto e secondo me azzeccato per rendere il punto di vista di una bimba di undici anni. Se siete dei grammarnazi tuttavia rimarrete delusi, poiché il libro avrebbe la necessità di una revisione, i refusi abbondano. Ma io non lo sono, quindi a me non ha dato fastidio ^__^

In conclusione consiglio l'acquisto a chi ama i romanzi con protagonisti bambini, il primo libro è veramente molto bello. Il secondo magari io l'ho apprezzato meno, ma comunque è scorrevole, quindi vi potrà intrattenere senza difficoltà sotto l'ombrellone ammesso che qualcuno di voi già sia spalmato al sole, di questi tempi piovigginosi.