sabato 28 febbraio 2015

Intervista: David Pratelli e il suo "Tenebra"

Ho fatto qualche domanda a David Pratelli, imitatore e personaggio conosciuto della radio e della televisione che ora ha pubblicato un racconto horror. Scopriamo di più su di lui e la sua opera.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "Tenebra"
Autore: David Petrelli
Genere: Giallo, Horror
Editore: Kimerik
Formato: Cartaceo
Pag: 182

Link per l'acquisto:
Amazon, FeltrinelliMondadoriIBS


Pagine facebook:

Sito Autore:

LA TRAMA:

Il romanzo narra la storia di un uomo, Lucas, che sin dall’età di 16 anni compie gesti folli e atroci in nome di una vendetta personale, uccidendo e poi seppellendo tutte le donne che lo deridono e lo rifiutano. Il mistero che avvolge il Tenebroso è il filo conduttore di tutto il racconto. Dopo il primo omicidio compiuto ai danni di Ginevra, ragazza conosciuta a scuola che si era presa gioco di lui facendogli credere di esserne innamorata, Lucas sparirà nel nulla senza lasciare alcuna traccia. Dell’omicidio se ne occuperà il commissario Taddei che, nonostante le ricerche fatte tutte inutili fanno si che il caso venga archiviato , non perderà le speranze di trovare l’assassino. Dopo 20 anni una palestra di Roma sarà luogo di un omicidio che trova sconcertanti corrispondenze con quello compiuto tanto tempo fa dal Tenebroso: la ragazza dopo essere stata brutalmente uccisa viene seppellita. Gli omicidi si susseguono, sempre con gli stessi rituali e la polizia brancola nel buio, Taddei, ormai in pensione, convinto che dietro a questi delitti ci sia la mano di Lucas decide di collaborare con il commissario Soavi responsabile delle indagini.

Intervista:

1-Imitatore e attore, televisione e teatro, attraverso una carriera di tutto rispetto. Ora la scrittura e il primo romanzo. Come mai questa scelta? Hai sempre desiderato scrivere o è una cosa nata solo recentemente?
La scrittura del romanzo è nata spontaneamente, volevo scrivere una sceneggiatura poi è nato un romanzo che mi ha coinvolto appassionatamente.

2-Cosa significa per te scrivere? Cosa ha di diverso da ciò che hai fatto finora?
Il voler tirare fuori una parte di me, voler uscire per un momento dal classico personaggio brillante e avventurarmi in un modo misterioso come quello dei gialli horror.

3-“Tenebra” è un giallo horror. Perché questo genere? Cosa ti affascina dell’horror, quali sono le sue potenzialità?
Perché mi ha sempre attratto questo genere, ti avvolgi in un nuovo mondo e cerchi di indagare, capire, curiosare cosa si nasconde dietro un serial killer.


4-Hai qualche autore preferito? Qualcuno da cui trai ispirazione come modello letterario?
Autori di libri non proprio, però ho preso spunto dai racconti di Dario Argento e i vari horror di oggi.

5-Parlaci un po’ del tuo romanzo. Quando è nata l’idea, dove hai preso l’ispirazione per la storia e i personaggi, insomma tutto ciò che vuoi.
Proprio dalla pellicola di Dario Argento, dal film “Tenebre”, “Non ho sonno”, e tanti altri. Ti chiudi fra quattro mura, un PC e cominci a scrivere l'estremità di una qualsiasi persona che ha fame di vendetta, che prova odio ma con intelligenza, tenendo il racconto col fiato sospeso tutto il tempo fino a che arriverà la sorprendente stesura finale che spesso lascia colpiti i lettori. Alcuni ci hanno indovinato ma nessuno potrà capire la misteriosa origine delle vendette del protagonista.

6-Una citazione dal tuo libro e spiegaci perché proprio questa.
Ogni inganno che una donna commetteva ai suoi danni rischiava di essere punito con un atto senza pietà: l'omicidio.
Chi di noi accetta di essere raggirato da una donna che magari ci interessa? Credo nessuno, ecco che Lucas, il protagonista, all'inizio del romanzo, non accetta che una donna possa prendersi gioco di lui. Un chiaro messaggio per tutte quelle persone che intendono raggirare gli altri colpendo le loro debolezze. Ovvio che non intendo assolvere il killer per le sue atroci vendette ma nemmeno assolvere quelle vittime che in vita avevano tenuto atteggiamenti falsi e ambigui.

7-Ora volevo farti una domanda più generica. Come valuti il panorama editoriale italiano? Secondo te c’è spazio per gli autori emergenti? Quali sono, sempre a tuo parere, i problemi della nostra editoria e quali i punti di forza, se ve ne sono?
L'editoria lascia molto a desiderare, vuoi perché mancano soldi, vuoi perché come nelle produzioni televisive si va sul sicuro. Non c'è la voglia di investire su scrittori emergenti. Il mio racconto ad esempio, sono certo che, se messo in mano a una Mondadori o altre case importanti, avrebbe ben altro riscontro. Viviamo in un mondo imbalsamato dove il successo va solo a chi già ce l'ha e perché gli viene data la possibilità. Poi se esce qualcuno è perché grazie a quella casa c'è stato il coraggio e la voglia di investire in maniera forte e decisa. Peccato, perché talenti in giro ce ne sono ma, o risultano meteore o vengo chiusi nel loro piccolo mondo di sogni.

8-Grandi, medie e piccole case editrici fino all’autopubblicazione. Cosa ne pensi?
Le grandi, come ho detto prima, vanno sui nomi e sul sicuro e facendo così non si va da nessuna parte, tranne che gli introiti nelle loro tasche e potrei anche capirlo. Le medie e le piccole ti danno la soddisfazione di pubblicare il tuo libro ma poi niente più e allora Amen.

9-Domanda d’obbligo. Hai già un nuovo romanzo in cantiere e sempre dello stesso genere? Oppure stai lavorando ad altro? Ce ne puoi parlare?
Sì, avrei un altro racconto giallo nel cassetto che pubblicherò fra diversi anni. Adesso sono preso da un musical su Celentano che girerà inizialmente nel Lazio e Toscana fino al territorio nazionale, poi radio in Toscana e... Passione forza e tanta pazienza.

                       

venerdì 27 febbraio 2015

Recensione: "La Riconquista di Eden"

So che ho recensito da poco questo autore ma questa recensione è il mio regalo di compleanno per lui. Buon Compleanno Diego Collaveri!
Ma a voi poco interessa questo piccolo particolare e quindi parliamo dell'opera in questione.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "La Riconquista di Eden"
Autore: Diego Collaveri
Genere: racconto, fantascienza
Formato: e-book
Pag; 28

Link per l'acquisto:

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LA TRAMA:

2247 – Il dottor Jonathan Barge guida la sua equipe nell’esperimento finale del progetto Eden: ricreare da una materia primordiale un pianeta vivente totalmente nuovo. Sulle spalle ha tutte le aspettative dei superstiti terrestri che, costretti ad abbandonare la Terra, vivono ormai da molti anni sulla stazione spaziale Esmeralda, così chiamata in onore della figlia del suo creatore Davison, il più grande genio che sia mai vissuto. Esistono però altri loschi scopi legati al risultato del lavoro del brillante scienziato e ben presto Jonathan si ritroverà a scoprire a sue spese la verità su quanto accaduto realmente alla razza umana.

Recensione:

Son passati 150 anni da quando gli uomini sono stati costretti ad abbandonare la e finalmente, grazie alla mente brillante di Jonathan, un nuovo pianeta potrà diventare la loro casa. Jonathan è sicuro di sé e del suo progetto. Tutto è pronto, gli esperimenti son positivi, serve solo un po’ di coraggio e di speranza e lui ha entrambi. Vede davanti a sé un nuovo futuro e una nuova vita, lontano da quella artificiale, seppur agiata, della stazione Esmeralda. Ma per ogni grande progetto ci son sempre grandi pericoli e rischi da affrontare finché lo scienziato si accorgerà di una cosa: la salvezza dell’umanità è nelle sue mani.

Rimango basita ogni volta che leggo un’opera di Diego Collaveri. Che fosse bravo già lo sapevo eppure la facilità con cui passa da un genere all’altro con perizia e conoscenza del genere, mi lascian sempre di stucco.

“La riconquista di Eden” è un racconto lungo di fantascienza e ha tutti gli elementi del caso: l’umanità esiliata dalla Terra dopo averne esaurito le risorse compromettendo con la civilizzazione e l’inquinamento la sopravvivenza del pianeta; la vita nello spazio alla ricerca di una nuova casa, intelligenze artificiali, androidi, razze aliene, teorie scientifiche per creare nuovi pianeti…
Eppure, nonostante i temi classici, ho trovato molta originalità oltre, come sempre, a tanta bravura nello scrivere. Magari io non sono un’esperta del genere ma i colpi di scena mi hanno sorpreso.

Lo stile semplice e diretto è perfetto per creare le atmosfere, le descrizioni rendono perfettamente l’ambientazione come ci si trovasse in un film, il vocabolario è adeguato al genere, la trama breve eppure ricca e avvincente. Insomma poche pagine ce ti tengono col fiato sospeso.

Di solito in questi racconti brevi, soprattutto se di fantascienza, in cui il mondo non è quello che conosciamo e la vita e le regole son diverse da quelle cui siamo soliti, un autore rischia di perdersi nelle descrizioni e spiegazioni di questo universo immaginario, penalizzando così una trama che risulta misera e priva di fondamento.
Qui non accade. Collaveri integra benissimo informazioni “di servizio”, sentimenti e azione, senza tralasciare il pathos.

I personaggi poi son costruiti benissimo, nella psicologia e nella caratterizzazione.
Jonathan mi è piaciuto molto. Uno di quegli uomini che, ce ne fossero di più, il mondo sarebbe un posto migliore. Calmo e paziente eppure determinato e sicuro di sé; leale, coraggioso, onesto, un uomo innamorato di ciò che fa, sia nella sfera lavorativa che privata. Molto dolce il rapporto con la moglie Karen. E anche lei una bella figura. Tenera e pacata ma decisa nel sostenere l’uomo che ama, fiduciosa in lui. Insomma un bel modello di rapporto di coppia.

Anche qui l’autore ha dimostrato la sua bravura nel trasmettere i sentimenti dei personaggi, nel creare empatia nel lettore con poche parole e gesti. Le speranze, le ambizioni, i dubbi, la gioia e il dolore, si vivono sulla propria pelle.

Persino il cattivo di turno, che compare per poche battute è inquietante e perfido.

Questo racconto ha solo una pecca. Non è un romanzo. Mi sarebbe piaciuto leggerne di più perché mi ero appassionata e mi è dispiaciuto arrivare alla fine, lasciata un po' in sospeso. Capito l'intento ma è un peccato.

Il messaggio poi che trasmette è affascinante e fa riflettere. Non parlo del discorso dello sfruttamento selvaggio delle risorse planetarie e dell’indifferenza delle persone fino alle estreme conseguenze, oppure del non arrendersi mai e lottare per i propri scopi. Sì, ci sono anche quelli ma qui mi ha colpito altro. Prima di tutto il fatto che l’uomo ha dentro di sé le conoscenze e la forza per crearsi il proprio futuro, sia nel macrocosmo della società che nel microcosmo della sua persona, deve solo aver il coraggio di provare. In secondo luogo il fatto che ognuno, nella propria individualità, è chiamato a dare un contributo per la salvezza di tutti.
Esmeralda funziona infatti grazie all’aiuto e al lavoro simbiotico di ogni singolo membro. Inoltre, Jonathan è il protagonista eppure non è il salvatore assoluto ma solo una guida che senza l’aiuto di tutta la colonia, non può far nulla.

In conclusione una lettura che consiglio, piacevole, affascinante e ben scritta. Una mezz’oretta da concedersi per evadere dalla realtà e nello stesso tempo fare quattro considerazioni sul proprio ruolo come individui nella società e nella vita personale.

IL MIO VOTO:


martedì 24 febbraio 2015

Occhio al Libro: "I Guardiani degli Inferi - Genesi"

Una segnalazione per questa serata. Da pochi giorni è uscito il secondo volume della saga scritta dall'autrice italiana Daniela Ruggero. Vediamo di che si tratta.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "I Guardiani degli Inferi - Genesi" (vol. 2 della Saga)
Autore: Daniela Ruggero
Genere: Urban Fantasy
Saga: "I Guardiani degli Inferi"
Editore: Lettere Animate Editore
Formato: e-book (presto anche in cartaceo)
Pag: 296

Link per l'acquisto:
Amazon, Kobobooks e molti altri stores on line

Pagina Facebook:

LA TRAMA:

Il tempo delle scelte è giunto al termine. I giochi sono fatti. I destini della Congrega della Luce e dei Guardiani degli Inferi si sono intrecciati irreversibilmente. La strada delle profezie ha imboccato la follia. Marcus ha portato via dall'altare di morte l'Eletta pronto a compiere qualsiasi atto per ricondurla a se. E' sua. La desidera. Nulla potrà separarlo da lei nemmeno la morte. Fino a che punto il figlio di Lucifero si spingerà per ottenere ciò che più brama? Quali saranno le conseguenze delle sue decisioni? 
I Gran Maestri corrotti decreteranno per sempre la loro posizione a favore delle forze demoniche. Due grandi fazioni si scontrano per un unico premio. Il sangue di colei che sola può sovvertire i mondi.



Qualche notizia su Daniela Ruggero

Daniela Ruggero è un autirce torinese leva 1976. Le piace definirsi lettrice compulsiva, ama leggere principarlmente gi Horror i noir, i fanrtasy in tutte le loro forme, ma se la trama la attira non disdegna altri generi.
La sua saga Urban Fantasy I GUARDIANI DEGLI INFERI si apre con LA SPOSA OSCURA

Il Booktrailer:

                              

domenica 22 febbraio 2015

Recensione: "Le Pergamene di Ankor"

Visto che ho scoperto questo autore e ho letto i suoi romanzi sull'ispettore Quetti, non potevo non leggere anche il suo romanzo fantasy. Sicura di andare a colpo sicuro, in un pomeriggio di una domenica di relax mi sono tuffata nel mondo fantastico creato da Diego Collaveri.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "Le Pergamene di Ankor - La morte dagli occhi di ghiaccio"
Autore: Diego Collaveri
Serie: Le Pergamene di Ankor
Genere: Fantasy
Formato: e-book e cartaceo
Pag: 236

Link per l'acquisto:
Amazon, Kobobooks, Google Play

Pagina Facebook:
https://www.facebook.com/DiegoCollaveriautore?fref=ts

LA TRAMA:


Nell'era della dittatura del feroce Xalatron l’ultima speranza dei ribelli è l’avvento di un leggendario guerriero, profetizzato dalle pergamene ritrovate sul sacro monte Ankor. Per annientarne questo credo, il tiranno invia la figliastra Maril, un’orfana che ha cresciuto nel sangue per farne un invincibile combattente senz’anima, conosciuto come la morte dagli occhi di ghiaccio. Dovrà raggiungere in incognito lo sperduto monastero di Tinien, fonte del culto, per scoprirne i segreti e distruggerlo. Nel viaggio però la ragazza incontrerà qualcuno capace di incrinare la gelida crudeltà che l’avvolge, fino a far riaffiorare il suo vero io; ma è davvero il compiersi della misteriosa profezia o un oscuro piano ordito dalla nera mano dello spietato patrigno?

Recensione:

Sapevo che Diego Collaveri non mi avrebbe deluso e così infatti è stato. Questo è il primo volume della serie di cui spero di poter vedere pubblicato presto il seguito.

Maril è una ragazza cresciuta nella solitudine, con due soli fidati compagni: l’odio e la morte. A questo è stata addestrata, ad uccidere senza pietà, senza coscienza, come un demone dagli occhi di ghiaccio che distrugge tutto ciò che le si para davanti. E così si apre il romanzo. Un campo di battaglia, morte e sangue ovunque intorno a lei, lei che ha fronteggiato e cancellato l’esercito della resistenza composto da 500 uomini. Eppure quel campo di battaglia è l’inizio di un lungo e tormentato risveglio della sua coscienza che l’accompagnerà per tutto il romanzo. E quando le verrà affidata la missione più importante, un’ulteriore prova per mostrare la sua devozione al tiranno che l’ha cresciuta e che con la sua violenza domina quelle terre, si ritroverà faccia a faccia con qualcosa che non si sarebbe mai aspettata: dei sentimenti ben diversi dai suoi due soliti compagni. Gli occhi limpidi di un ragazzo, il suo sorriso sincero, l’altruismo e la fiducia che il giovane ha in lei, forse saranno in grado di spezzare le catene che hanno imbrigliato il suo cuore e la sua anima. Tra profezie, combattimenti sanguinari e magia, Maril dovrà affrontare molte prove ma la più dura e difficile sarà quella contro se stessa.

          

Questo romanzo presenta molte caratteristiche del genere fantasy: la battaglia tra bene e male, antiche profezie, un tiranno malvagio da sconfiggere, misteriose pergamene, culti magici, un prescelto che salverà il mondo, ecc… ecc… eppure non si riduce tutto a questo.
Al contrario ciò che veramente colpisce della storia è ben altro.
La vera indiscussa protagonista è lei, Maril. Una ragazza forte e indistruttibile che si scopre fragile e indifesa di fronte a ciò che non è morte e distruzione.
E’ molto bello vedere la sua trasformazione, la scoperta e la conquista del suo vero io e l’autore è stato molto bravo a delineare la sua crescita psicologica.

Nonostante le molte scene in cui vediamo la nostra eroina faccia a faccia col proprio passato e con i dubbi che la tormentano, il romanzo non è mai noioso o statico. Al contrario: azione e sentimento sono intrecciati molto bene, tanto da essere l’uno sostentamento per l’altra. Maril è una donna in crisi, una donna molto reale che deve affrontare i propri demoni e decidere cosa fare della sua vita. Deve decidere chi vuole essere e riconquistare la propria identità. In fondo è questo a cui ogni giorno siamo chiamati tutti noi; nelle cose più piccole come in quelle più grandi, siamo sempre davanti ad una scelta.

Se non si fosse capito, il personaggio di questa ragazza mi è piaciuto molto. E ancora di più mi ha conquistato lui, Tarek. Tarek non è certo un maschio alpha; anzi, è un ragazzo dolce e gentile ma goffo e buffo. E’ anche gioviale e semplice, testardo e coraggioso. Per questo fa breccia nel cuore impietrito della ragazza. Tarek, al contrario della donna, sa molto bene chi è e cosa deve fare; non ha ripensamenti, mai, nemmeno negli scontri anche se le sue possibilità di vittoria sono pari a zero.
Lui rappresenta la gioia, il sole nell’oscurità che circonda Maril; lui è spensieratezza e pace, tutto ciò che Maril non è mai stata e non ha mai avuto. Ma soprattutto, lui è capace di andare oltre gli occhi di ghiaccio che incutono timore agli uomini più crudeli, per cogliere la vera Maril. E paradossalmente la trova proprio lì, in quegli occhi.
Una coppia davvero formidabile che mi ha lasciato tante belle sensazioni.

Che dire degli altri personaggi. Qui i cattivi sono davvero cattivi. Xalatron è un tiranno che incute timore, da cui si può solo scappare. Malvagio, demoniaco direi perché c’è solo una cosa che vuole: il potere e il dominio. La vita, qualsiasi vita per lui è insignificante.
Lo stesso vale per il mercenario Kurt, il cattivo in seconda ma che può rivaleggiare per crudeltà con il suo padrone. Poi vi sono tutti gli abitanti di Tinien, un allegro e battagliero gruppo pronto a dare la vita per ciò in cui crede. Ognuno di loro è tracciato molto bene nel proprio carattere, con peculiarità, pregi e difetti.
Ma è meglio se mi fero qui o rischio di svelare tutto il romanzo.

Non mi rimane che parlare dello stile e poi chiudere questa recensione.
Dello stesso autore ho letto due romanzi della serie “Anime Assassine”. Questo libro è precedente e soprattutto di un genere del tutto diverso. Lo stile di Collaveri si vede e mi piace ma qui lo ho trovato leggermente più immaturo (in fondo è il suo primo vero romanzo e magari io avessi scritto un romanzo d’esordio così). Qualche ripetizione qua e là e alcune frasi un po’ troppo articolate ma niente di che, niente insomma rispetto tutti gli altri pregi. L’autore ha uno stile fluido, sa creare atmosfere magiche e immagini evocative, non scade mai nel banale, caratterizza bene i personaggi e la trama è ricca e affascinante; il linguaggio è adatto al genere, né troppo articolato né troppo semplice. Ecco, magari ho trovato qualche descrizione di troppo. Ok, gusto mio e credo che anche il genere richieda tutti questi particolari quindi rimane un’osservazione puramente soggettiva. Conosco almeno una persona che invece ci andrebbe a nozze con tali descrizioni e sono convinta ce ne siano moltissime altre.

Non posso però non lodare la fantasia nell’immaginare paesaggi, luoghi misteriosi e le armature dei guerrieri. Anche i combattimenti, sanguinosi ma che non danno mai fastidio, sono molto vividi tanto da permettere di seguire bene l’azione senza però appesantire con inutili particolari.

In conclusione non posso che consigliare questo romanzo che è sì un fantasy fatto di avventura, magia, mistero, azione, ma che è anche e soprattutto la storia di un’anima perduta che riscopre se stessa grazie soprattutto all’amore. Amore inteso in tutte le sue forme, come generosità, altruismo, amicizia, fiducia, sacrificio e qualsiasi altro sentimento buono che la parola possa racchiudere.

IL MIO VOTO:



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sabato 21 febbraio 2015

#3 Pensieri di Blogger: La romantica Deb

Eccomi qui per il terzo appuntamento con questa rubrica che ho creato per conoscere le blogger che si occupano di libri. Dopo Kia e Red Kedi, questa volta ho posto le mie domande a un'altra blogger di cui stimo tantissimo il lavoro.

Oggi è la volta di Deb del blog 
Leggendo Romance


Intervista:

1-Prima domanda sempre d’obbligo. Come mai hai aperto il tuo blog? Che cosa rappresenta per te?
Innanzitutto ti ringrazio per l'invito in questo tuo angolino. Non sono mai stata intervistata in vita mia e devo dire che mi trovo un po' in imbarazzo a parlare di me, ma ho accettato volentieri e quindi mettiamoci in gioco!

In realtà ci ho pensato parecchio prima di decidermi ad aprire il blog. I libri, assieme alla musica sono sempre stati un po' il mio rifugio, il momento in cui lasciar venire fuori le emozioni. Mentre leggo nella mia mente si formano tremila pensieri e altrettante sensazioni che però fuggivano via una volta terminata la lettura. Da quando a Natale dello scorso anno mi hanno regalato un Kobo ho iniziato a leggere davvero moltissimo, e quindi mi serviva un modo per fissare questi pensieri, per poterli rivivere magari a distanza di tempo e ricordarmi cosa mi aveva lasciato quel libro. Mi potresti dire “allora potevi tenere un diario!” - vero,  ma in realtà stavo attraversando un momento nel quale sentivo la necessità di trovare qualcuno che condividesse la mia stessa passione.
Ci ho messo un anno prima di decidermi ad andare online ed ero piena di dubbi. Leggevo altri blog e recensioni  e non ero sicura di essere in grado, facevo prove su prove cercando di seguire esempi che mi avevano colpito ma essendo ipercritica non ero mai soddisfatta .Poi ho capito che dovevo trovare la mia personale chiave di scrittura, e allora ho deciso di seguire quello che mi aveva spinto ad aprire il blog, e cioè trasmettere quelle emozioni che avevo vissuto leggendo. Non so se mi riesce, ma sicuramente quella che si legge sono io che mi racconto attraverso i libri che leggo. Poi c'è stata anche tutta la parte grafica e di programmazione  che ho voluto affrontare da sola, perché volevo rispolverare vecchi studi scolastici mai utilizzati e che invece mi appassionavano. Quindi alla fine, anche se ci pensavo da gennaio dello scorso anno il blog è “funzionante”solo da qualche mese, ed è diventato un po' come una creaturina con una sua vita, la “mia” creaturina. :-D

2-Ti piacerebbe diventasse un blog molto seguito, tanto da esser costretta a chiedere aiuto a qualcuno, oppure ti piace la tua piccola realtà?
 Proprio perché per me è come un diario mi piace che sia un angolo tutto mio. Anche se le richieste sono tante e  lavorando  a tempo pieno e avendo impegni familiari da seguire non è sempre semplice riuscire ad accontentare tutti! Mi piace molto però avere modo di  collaborare con altri blog,  mi permette di incontrare altri appassionati di libri che era poi il mio scopo.

3-Il tuo blog parla di romance in tutti i suoi sottogeneri. Cosa ti piace delle storie romantiche?
Questa è una domanda difficile!  In realtà ho solo seguito il mio istinto naturale. Sin da piccolissima nei libri che leggevo cercavo la storia romantica, a partire da Pollyanna per passare a Piccole Donne e via via altri di generi diversi crescendo. Quello che mi piace è entrare nella psicologia dei personaggi, capire perché si comportano in un certo modo, sentirmi addosso le loro emozioni, scoprirli e in un certo senso “scoprirmi” attraverso le loro storie. In genere si pensa che la letteratura romantica sia qualcosa di leggero per passare qualche ora di evasione, è in parte vero ma io credo che siano il genere in cui gli autori hanno la possibilità di trasmettere meglio emozioni e messaggi. O forse sono semplicemente un’inguaribile romantica...

4-Quanto tempo dedichi al giorno al tuo hobby di blogger?
Beh al momento molto più di quanto potrei permettermi in realtà! Lavorando durante il giorno e come dicevo con gli impegni familiari, sto cercando di concentrare la preparazione degli articoli e delle recensioni nei fine settimana, per poi dedicarmi  durante la sera alle letture. In realtà vorrei poter fare molto di più perché mi vengono un sacco di idee e vorrei poterle mettere tutte in pratica, ma mi sto rendendo conto che non posso farcela e quindi sto piano piano “prendendo le misure” scegliendo le rubriche che posso concedermi di seguire realmente.

5-Una peculiarità del tuo blog sono le belle ed accurate recensioni. E’ facile trattare con autori di cui ti è piaciuto il libro, ma come ti comporti invece quando un romanzo non ha riscontrato un tuo parere positivo? Hai mai dovuto discutere con qualche autore?
Beh, grazie del complimento! (e ora sono arrossita per l'imbarazzo). Onestamente fino a questo momento non è mai successo di avere discussioni (sono stata fortunata?!?). Il fatto di avere un blog che parla di un genere letterario specifico mi aiuta sicuramente, perché principalmente mi arrivano richieste di autori e autrici di romance (anche se ho creato un piccolo spazio sul blog dove segnalare e recensire generi diversi) , perciò è difficile mi capiti qualcosa di totalmente fuori dalle mie corde e dai miei gusti, e  poi, proprio per il genere di recensioni che scrivo, solitamente c'è comunque qualcosa che mi è arrivato di positivo. Ad ogni modo cerco di segnalare i difetti con tatto senza dimenticarmi dei pregi. Per ora ha funzionato, gli autori con cui ho avuto modo di entrare in contatto hanno accettato le critiche tutt'al più spiegandomi il perché di certi errori o scelte.

6-Quale aspetto ti piace di più dell’essere blogger?
Sicuramente poter scrivere di ciò che mi appassiona e conoscere appassionati di libri come me.

7-So che tu cerchi di dare visibilità a testi italiani e di autori emergenti. Perché? Quali sono i pregi di tali autori? E quali invece i loro difetti?
Allora, adesso dirò una cosa che sembra una sviolinata alla padrona di casa ma vi assicuro che non vuole esserla! Il mondo degli autori italiani e del self in particolare li ho scoperti grazie a te e ai tuoi primi due romanzi . Ebbene è così, avevo appena ricevuto il famoso Kobo-reader (anche lui ha le sue colpe in tutto questo!) e stavo girovagando sullo store in cerca di qualche novità del genere paranormal romance per chi come me non era più tanto adolescente e ho letto la trama de I Custodi della Notte, mi ha incuriosito e l'ho acquistato. Mi ha colpito  e ho letto anche il tuo suspense, e lì ho capito che forse oltre agli autori più famosi c'era un mondo da scoprire, e non me ne sono pentita! Mi piace avere la possibilità di conoscere l'autore di cui leggo la storia, di vedere la passione che mette nel suo sogno e questo mi invoglia a dargli spazio e incoraggiarli. Ho sempre pensato che è semplice dire “segui il tuo sogno per fare in modo che si realizzi”, ma se poi non c'è nessuno che ti da fiducia e spazio? Ecco io spero di offrire nel mio piccolo quella possibilità.
Per quanto riguarda i pregi devo dire che al contrario di quel che si potrebbe pensare i testi sono spesso molto curati, si nota il lavoro di ricerca e di correzione, e il fatto di non essere frutto di una traduzione  evita qualsiasi filtro tra autore e lettore, è una “comunicazione” diretta. Un difetto? Soprattutto per gli emergenti al primo lavoro secondo me è il rischio di farsi prendere dall'entusiasmo per la nuova avventura da scrittore avendo troppa fretta e magari “rovinando” una buona storia con grossi errori di battitura o grammaticali che potrebbero essere evitati con un attento lavoro di revisione.

8-Beh, adesso sono io quella arrossita. Andiamo avanti va.
Una citazione da un libro che ti è piaciuto particolarmente e perché.
Difficile scegliere un libro solo, ne ho molti tra i miei preferiti , dal classico Jane Eyre ai più attuali libri di Colleen Hoover...se proprio devo fare una scelta allora ne citerò  uno che ho letto di recente: “Buonanotte amore mio” di Daniela Volontè. Un romanzo che dimostra come due persone totalmente diverse tra loro possano trovare l'una nell'altra quell'amore speciale fatto di piccoli gesti, di piccole accortezze quotidiane che piano piano abbattono i muri di apparenza che li separano.

Sei entrata nella mia vita in punta di piedi, quasi scusandoti della tua presenza. Avevo tutte le donne che volevo. Ero forte, potente e ricco. Ero solo un povero stupido. Arrogante e presuntuoso.Ho ignorato i tuoi buongiorno, le tue parole gentili e mi sono preso beffa di te.Ma quando ho avuto bisogno che qualcuno mi tenesse la mano per non farmi commettere altri errori, tu eri lì. È bastato così poco, amore mio.È bastato solo un tuo semplice tocco per sanare il mio animo adirato”

9-Ultima domanda e anche qui d’obbligo. Hai mai pensato di saltare la barricata e provare a scrivere?

Sai che non ci ho mai pensato? In realtà di solito mi fa strano anche sentirmi definire una blogger, io mi sento proprio “lettrice”, quindi al momento direi di no, non credo di esserne capace. Però mi hanno insegnato che nella vita non si può mai sapere cosa accadrà, quindi…

Beh, Deb, sono io a ringraziarti per la tua disponibilità e per il tuo lavoro. A me piace molto il tuo blog e da autrice posso essere solo contenta che vi siano persone come te che ci diano spazio e possibilità di farci conoscere. Quindi grazie a nome di tutti gli autori per la tua fiducia in noi.

Per tutti gli altri, al prossimo appuntamento con la rubrica.

venerdì 20 febbraio 2015

Occhio al Libro: "Acqua Naiade"

Nuova segnalazione. Come promesso questi giorni vi bombarderò un po'. Oggi è la volta di un racconto di un giovane autore italiano di cui vi ho già parlato in precedenza. Si tratta di Andrea Schiavone

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "Acqua Naiade"
Autore: Andrea Schiavone
Genere: Fantasy Psicologico, racconto
Editore: Wizards&Blackholes
Formato: e-book
Pag: 34

Link per l'acquisto:
 
LA TRAMA:

Ad un ambizioso e inesperto uomo d’affari viene offerta la possibilità di siglare un contratto milionario dal signor Casati, un eccentrico imprenditore multimilionario. Ma prima della firma ufficiale, l’anziano magnate del gruppo Acqua Naiade, produttrice di una linfa dalle miracolose facoltà, rivelerà al giovane il segreto della sua scalata al successo, ripercorrendo le tappe della sua giovinezza alla ricerca di un essere sovrannaturale e della sua vecchiaia corrotta proprio da questa entità fantastica e spietata. Il prezzo del successo assume delle forme seducenti e mostruose, ed il giovane si ritroverà a fare i conti con un’eredità allettante ma dai risvolti fatali. 

Estratto:

Si dice che le città e i paesi posseggano grandi forme astrali che possono diventare visibili al cosiddetto occhio della mente, e senza dubbio l’anima di quel luogo, per me così importante, trovò la sua trasfigurazione in una figura di un fascino ineguagliabile. Era l’essere vivente ideale, lo scopo della mia decennale ricerca. Ero finalmente ad un passo dal tanto agognato contatto con la natura.
La naiade mi appariva nella sua genuina sensualità. I lunghi capelli la coprivano quasi totalmente, fungendo da morbida e raffinata veste regale. Era una creatura in piena armonia con il suo habitat. Il suo sguardo spietatamente seducente mi inibiva ogni azione. Quando giunse al mio fianco mi inebriò del suo profumo silvestre. Non proferì parola, quasi attendesse che fossi io a dimostrarle il mio interesse. E quando mi ripresi dal primo smarrimento le porsi docilmente una mano, chiedendole tutto tremante: «Chi sei tu, creatura divina?».
Un sorriso inquietante si disegnò sul suo volto, mentre con la stessa voce melodiosa rispondeva: «Io sono colei che tu amerai!».
Mi tese la sua mano, come a sancire la nostra unione, e nel momento del contatto si dissolse in una pioggia fredda che mi bagnò da capo a piede. Quell’acqua gelata mi avvolse totalmente, come in un’enorme goccia azzurra. Quando gli ormai caldi raggi del sole si sostituirono al grigiore della mattina e asciugarono i miei vestiti fradici notai la stupefacente qualità di quell’acqua. La mia pelle era linda. Lo sporco incrostatosi negli anni di notti all’addiaccio era sparito, il mio volto era depurato e soffice al tatto e un nuovo vigore animava i miei nervi provati da anni di stenti. Non avevo dubbi, quell’acqua aveva avuto un effetto vitalizzante sul mio fisico sporco e debole.

L’AUTORE

Andrea Schiavone nasce nel 1989 a Torre Annunziata, ma cresce tra Nocera Inferiore e San Marzano sul Sarno. Si trasferisce a Roma dove consegue la laurea triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo presso “La Sapienza” con una tesi sul cinema noir e poi a Milano per la magistrale in Televisione, Cinema e New Media presso l’Università IULM. Appassionato di cinema e letteratura e amante della scrittura, collabora parallelamente agli studi con numerose testate giornalistiche online e blog in qualità di redattore e critico, tra cui www.indie-eye.it,www.letteraturahorror.it, www.fantasyplanet.it, www.latelanera.com, thrillerpages.blogspot.it e www.horror.it.

Tra i suoi racconti: “Pat Spananza” edito da NeroPress Edizioni, “Affetti e affettati” incluso nell’antologia La Serra Trema edito Dunwich Edizioni, “Acqua Naiade” edita Wizards&Blackholes, “Er Cane” per l’antologia Per le Strade di Roma edita Edizioni Ensemble, “L’Oasi” per l’antologia Esecranda 2014 e “Africa” per l’antologia L’Universo di Lovecraft, in cui è incluso anche un suo saggio dal titolo “Lovecraft e il cinema degli abissi”, entrambe edite dall’associazione culturale Esescifi. Con la poesia “L’altra morale” è tra i finalisti dell’Interiora Horror Fest 2014. Attualmente lavora come autore ed editor per How2 Edizioni.

mercoledì 18 febbraio 2015

Occhio al Libro: "Ci vediamo su FB"

Come potete vedere oggi vi segnalo un libro dal titolo molto attuale. E' la prima opera di Lavinia Brilli ed è autopubblicata. Non ho letto il romanzo però volevo fare i miei complimenti all'autrice per aver scelto un tema particolare e sociale proponendone una lettura in chiave ironica. Ma passo a presentarvelo.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "Ci Vediamo su FB"
Autore: Lavinia Brilli
Genere: Humor
Formato: e-book
Pag: 162 (formato kindle)
Kindle Unlimited: disponibile

Link per l'acquisto:

Pagina Facebook:


LA TRAMA:

Lisa ha superato da un po’ i quaranta e si sente in piena mezza età. Tra supermercato e parrocchia, tra un marito misantropo e un lavoro deprimente la sua vita è spumeggiante come una coca sgasata. Eppure guardandosi intorno vede gli altri quarantenni in pieno fervore, a caccia di divertimento  come adolescenti in ritardo di qualche decennio.
Mentre lei occupa il suo tempo preparando la merenda agli amici dei figli, le sue uniche due amiche passano da un pub a una discoteca, pubblicando immancabilmente i selfie su Facebook per dimostrare ad amici e conoscenti quanto si divertano. E Lisa è proprio tra quelli che si collegano a Facebook per guardare la vita degli altri dal buco della serratura senza mai pubblicare niente (chi vorrebbe guardare le foto di una consulta scolastica o di una serata davanti alla tv?)
L’annuncio della visita di sua cugina Diana, regina delle serate milanesi e desiderosa di conoscere la vita notturna della provincia, getta Lisa nella disperazione e la costringe a cercare un modo per allargare il suo giro di amicizie.
Dopo aver tentato di tutto, Lisa ha un’illuminazione e architetta un piano per rendere la sua vita più interessante  proprio con l’aiuto di Facebook, ma imbranata com’è le sarà difficile evitare figuracce e camminare in equilibrio sul filo delle bugie. 
E adesso anche il rischio di perdere il marito è dietro l’angolo…

Un Estratto dal Libro:

Gettando i cento chili di borse sul tavolo mi precipito ad accendere la fatidica coppia pc-modem. Dopo un tempo che mi sembra eterno accedo a Facebook... sì! Sara ha accettato la mia amicizia! E’ fatta!
Guardo l’orologio e mi rendo conto di avere la casa a disposizione ancora solo una mezz’oretta, prima che si riempia di bocche affamate e di borsoni traboccanti tute sudate e calzini puzzolenti.
Apro la credenza della nonna e mi ritrovo a fissare i vari servizi “buoni” di bicchieri: servizio da cinque, da sette, da otto, sospetto che non fossero i numeri originali, probabilmente qualche bicchiere si è buttato di sotto dalla disperazione per non essere praticamente mai stato usato. Perfino io che sono la legittima proprietaria non ricordo che faccia abbiano i miei bicchieri e li guardo come fossero nuovi, nonché piuttosto impolverati. Ne prendo uno per tipo, bicchiere da vino, da champagne, bicchiere basso e largo, bicchierone (ma che ci dovrei bere in questi bicchieroni? Birra in stile Oktoberfest?) e comincio ad armeggiare tra le bottiglie di liquore, leggendo il mitico libretto.
Una serie di cocktail (a un’orrenda temperatura ambiente) comincia a prendere forma sul tavolo di cucina.
Devo sbrigarmi: ma poi che mi importa di rispettare le dosi? Mica li devo bere veramente.
All’improvviso un pensiero mi fulmina. Ho speso un capitale in liquori. Se avessi usato acqua e le tempere di Jacopo avrei ottenuto dei bellissimi bicchieri di liquido colorato a costo zero!
Mi viene da piangere. Questa storia mi sta ottenebrando la mente. Intanto compongo cinque bicchieri alternando scorze di limone, cannucce, bandierine e ombrellini (sì, ho comprato anche quelli, in confezione da 25). Mi guardo intorno frenetica per trovare la location adatta al servizio fotografico. Se deve sembrare un bar, ci vuole una luce artificiale. Il tavolo del soggiorno è illuminato dai faretti a ottomila watt, è perfetto. Basta eliminare i centrini della nonna che sono tutto tranne che trendy, anzi già che ci sono li metto nel cassetto definitivamente, non sono adatti alla nuova stagione di eventi mondani che sta per cominciare. Faccio una bella composizione, i bicchieri più bassi davanti, quelli più alti dietro, e scatto.
Guardo ansiosa il risultato, e.. orrore! Nell’inquadratura vedo, oltre ai cocktail, un pezzetto di tenda, un angolo di divano, e addirittura un orecchio di gatto! Che a un’attenta analisi dell’FBI si rivelerebbe lo stesso gatto della foto sul profilo di Valeria (ma penso che l’FBI sia impegnata su altri fronti, per fortuna).

Beh, l'estratto è davvero molto carino e divertente. Prima o poi riuscirò a leggere anche questo così saprò dirvi di più. Nel frattempo però, se qualcuno di voi lo avesse letto, non faccia il timido e ci dica i suoi commenti. Sono curiosa.

martedì 17 febbraio 2015

Recensione:"L'attesa"

Come promesso ecco qui con nuovi romanzi. Questo è davvero un piccolo tesoro che ho scoperto grazie alla sua autrice, Pamela Gotti. Vi avevo già segnalato il romanzo tre mesi fa e oggi son qui a raccontarvi le impressioni avute leggendolo.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "L'attesa"
Autore: Pamela Gotti
Editore: La Piccola Volante
Anno: 2013
Formato: 12,5x21 cm
Pagine: 182
Collana: Un'ora d'aria
Genere: Narrativa – Romanzo a cornice
ISBN: 9788897785057

Link per l'acquisto:
La Piccola Volante

Pagina facebook: https://www.facebook.com/pages/Lattesa/620427554637004?ref_type=bookmark

Per contattare l'autrice:

LA TRAMA:

Penelope aspetta ogni notte che Lui arrivi e la liberi dalla sua prigione. Dal Padiglione A della clinica in cui è relegata e da cui ogni notte sogna di fuggire. Nel frattempo, vive e racconta. Inventa delle storie avventurose, ironiche, nostalgiche e vivide per Martina, la ragazzina che non vuole parlare. Oppure elabora ingegnosi piani di fuga con Eligio, il vecchietto del Padiglione C che ha girato il mondo per i suoi studi d'etologia. Delle volte si immerge a Valencia con Lola, la donna che ha perso il suo vero volto, nei ricordi del Passato Migliore ricco di passione e risate. E poi ci sono quella ficcanaso di Olga, Damiano con la sua sciarpa calcata sul naso, Ettore e la sua mamma Mangusta... L'attesa è un romanzo a cornice, in cui le storie dei personaggi e i racconti fantastici di Penelope convivono e si fondono in un'unica trama. Per dar vita a un ordito prezioso, microcosmo in cui si muovono tutte le vite che le pagine riescono, per un poco, a illuminare.
Dal romanzo “L'attesa”, l'autrice ha tratto una riduzione teatrale, dal titolo omonimo, in collaborazione con l'autore e regista triestino Gianfranco Sodomaco e la stessa è stata messa in scena per la prima volta dall'associazione culturale “La Macchina del Testo”, nel mese di maggio 2014.

Recensione:

Il titolo credo rappresenti al meglio questo romanzo. Penelope è una donna che attende Lui, vive per quel momento. Ogni notte si mette la sua camicia di seta e aspetta paziente sicura che Lui verrà a liberarla. Passa così le sue notti ma le sue giornate sono tutte meno che un’attesa. Le storie raccontate a Martina, gli spettacoli di Lola, i piani di fuga con Eligio, movimentano la sua vita all’interno di quella clinica per disadattati. Ma forse non è solo Lui che Penelope attende, forse aspetta solo il momento di trovare il coraggio di liberarsi dalla sua prigione, di smettere di aspettare per cominciare ad agire. Arriverà mai il momento per Penelope di uscire dalla sua prigione e volare via o farà come quell’uccellino che rimane in gabbia, nonostante la porta sia spalancata?

Penelope è la protagonista principale eppure ci vengono presentati anche gli altri personaggi con brevi capitoli a loro riservati. L’autrice ci fa entrare nelle loro menti ed è affascinante. Vedere come questi disadattati altro non siano che persone che vedono il mondo in maniera diversa, che però la società ben pensante e sana non accetta. O forse semplicemente le persone “per bene” non vogliono dedicare il loro tempo prezioso ad ascoltare e conoscere questi individui che percorrono il nostro stesso cammino ma su una strada diversa.

Penelope lo fa. Nella sua attesa, dedica il proprio tempo agli altri. Ha un’intelligenza pronta, è sveglia, vede e capisce cose che ad altri sfuggono. Non a caso è proprio lei a stringere amicizia con Martina, la ragazzina muta. Le racconta le sue storie perché sa che le piacciono e perché in fondo crede che la giovane abbia diritto di conoscere altro oltre quelle quattro mura.

E qui un altro elemento prezioso del romanzo. Le storie di Penelope. Sono come favole, un libro nel libro, piccoli universi paralleli alla storia principale. Magiche, evocative, fantastiche, istruttive. Delle piccole perle insomma.

Ma torniamo ai personaggi. Inutile dire che ognuno di loro è caratterizzato benissimo. Si vedono gli studi di psicologia dell’autrice. Ognuno è un microcosmo a parte, che interagisce con gli altri a formare un microcosmo leggermente più grande. Entriamo nelle menti di dottori, infermieri, e pazienti. Ne conosciamo i pensieri, le ambizioni, le gioie, le paure e le storie passate. Sembra di trovarsi insieme a loro dentro quella clinica. Damiano, Ettore, Eligio, Ada, il dottor Alberto, Olga e tutti gli altri, diventano compagni di vita quotidiana. Mi è piaciuto vederli prima con gli occhi di Penelope e poi scoprire come si vedono loro, come si raccontano e come vedono chi li circonda.
Il mio preferito? Damiano. Non so perché eppure ha suscitato subito la mia simpatia e forse proprio per questo il finale che lo riguarda mi è particolarmente piaciuto. Ovviamente non lo svelo. Questo è un romanzo da godersi pagina dopo pagina. Mentre lo leggevo non sapevo proprio come sarebbe andato a finire.

Lo stile dell’autrice è semplice, senza termini complicati ma adattissimo al tipo di storia. La lettura scorre via veloce, fluida. L’italiano è molto buono, ottima la padronanza linguistica. Nonostante il tema delicato, che l’autrice ha saputo trattare magistralmente, non annoia mai, al contrario, suscita interesse e verso la fine anche un certo pathos.


IL MIO VOTO: