venerdì 30 gennaio 2015

Occhio al Libro: "Il Tempio di Premaliuk"

In questa serata invernale, caratterizzata da gelo e neve, che cosa c'è di meglio di un libro? E allora ecco una nuova segnalazione. Uno sword and sorcery di Francesco La Manno.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "Il Tempio di Premaliuk" vol, 1 della Saga)
Autore: Francesco La Manno
Serie: Zabla Tun
Editore: Hyperborea
Copertina: Federico Sabbatucci
Editing: Maurizio Vicedomini
Genere: racconto fantasy, sword and sorcery
Formato: e-book
Pag: 39 (formato kindle)

Link per l'acquisto:
Amazon 

LA TRAMA:


Oyun, Grande Khan dei Nergui, ha unito per la prima volta tutte le tribù nomadi, diventando il Signore incontrastato delle steppe e uno dei sovrani più potenti di Mablia. Ora, dopo aver conquistato la città safida di Rajab Abluk, ha rivolto il suo sguardo verso il Regno Damani e brama di conquistare le sue ricchezze. Tuttavia ad attenderlo vi è Anurati, la procace e crudele sovrana di quei territori, che, oltre a un temibile esercito, può vantare tra le sue fila alcune creature mostruose dotate di oscuri poteri soprannaturali.

Ma questi non sono gli unici attori a prendere parte al conflitto, perché, in realtà, i signori dei mondi superni guidano come burattini gli umani e gli esseri che camminano su Mablia.

Francesco La Manno presenta il suo romanzo:

Il tempio di Premaliuk è il mio primo ebook. Si tratta di una short story di circa 10.000 parole che inaugura la saga di Zabla Tun, una serie di racconti di sword and sorcery-militare ambientati su Mablia, un mondo immaginario simile all'Asia del Basso Medioevo.
Ho tratto ispirazione da questo periodo storico e da questi territori perché mi hanno sempre affascinato, soprattutto le vicende dei mongoli e le loro grandi imprese militari, che li hanno condotti a raggiungere la parte orientale dell'Europa. Anche se potrete trovare elementi comuni ad alcune delle popolazioni vissute a quell’epoca (armi, abiti, titoli nobiliari, costruzioni, templi, ecc…), sappiate che non ho seguito in maniera rigorosa i loro usi e costumi e gli eventi storici, dato che ho scelto di collocare queste vicende in un setting immaginario.
Ne Il tempio di Premaliuk, avrete modo di leggere un racconto nel quale vengono descritte sanguinose battaglie e scontri cruenti all'arma bianca nei quali un sovrano, Oyun Khan, antepone la sua ambizione a qualsiasi valore morale, anche se ciò comporta la repulsa dei propri uomini e la dannazione eterna.
La base storica di cui vi ho parlato dianzi è stata modificata con eventi immaginari, rendendola più idonea alla mie esigenze di scrittura, come è logico che sia, ed è stata arricchita con elementi soprannaturali, tipici dello sword and sorcery. In questi racconti gli uomini sono spaventati dalla magia e gli unici ad avere queste conoscenze ancestrali sono i sacerdoti, i negromanti e gli stregoni.
Sono presenti anche delle creature mostruose di pura invenzione, differenti dalle razze tipiche che siamo abituati ad incontrare in molti libri fantasy (elfi, troll, orchi, gnomi, ecc...).
Ne Il tempio di Premaliuk un ruolo fondamentale è svolto dalle divinità infernali che prendono parte direttamente alla vicenda e che camminano su Mablia con gli uomini, terrorizzandoli e asservendoli al loro volere.
Abbiamo molta carne al fuoco e non voglio darvi troppe anticipazioni.
Se volete farvi un'idea de Il tempio di Premaliuk, potere visitare la bacheca che ho creato su Pinterest, nella quale ho inserito delle immagini che rappresentano grossomodo i personaggi, i luoghi esotici e misteriosi, le creature mostruose, le divinità, la flora e la fauna del mio ebook.

L'Autore:

Francesco La Manno,  è nato il 17.Aprile 1981 a Casale Monferrato (AL), città nella quale tuttora risiede. Ha conseguito la laurea magistrale in giurisprudenza presso l’Università degli Studi del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro di Alessandria e lavora presso lo Studio Legale Associato Setragno, Novelli, Barresi, in qualità di praticante avvocato e collaboratore. Ama la lettura fantastica e in particolare lo sword and sorcery, passione che lo ha condotto a creare un blog: Hyperborea. Da novembre 2014 collabora con TrueFantasy, occupandosi della rubrica TrueSword&Sorcery.
Il 10 dicembre ha pubblicato "Il tempio di Premaliuk", primo ebook sword and sorcery della saga di Zabla Tun.
Oltre alla lettura e alla scrittura, ama gli anime, i cartoon, i manga, i fumetti, il cinema, il brazilian jiu jitsu, le mixed martial arts, i viaggi, il fitness, la corsa e la musica (un po’ di tutto, ma in particolare la disco ’80).

Per contattare Francesco La Manno:
francescolamanno@hotmail.it
Pagina Facebook:
https://www.facebook.com/francesco.lamanno.7
Twitter:
https://twitter.com/LaMannolaw

giovedì 29 gennaio 2015

Recensione:"La Maschera del Passato"

Quest'oggi vi presento il nuovo racconto romance di Daniela Jannuzzi. Chi conosce questa autrice sa già quanto valgono le sue opere. Vediamo un po' che cosa ci ha riservato questa volta.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "La Maschera del Passato"
Autore: Daniela Jannuzzi
Genere: racconto romance
Editore: Delos
Formato: e-book
Pag: 44 (formato kindle)

Link per l'acquisto:
Amazon, Kobobooks e molti altri stores

LA TRAMA:

Viola dopo l'abbandono da parte del fidanzato a pochi giorni dalle nozze, si lascia convincere dalla sua migliore amica a staccare la spina e fare un viaggio. Decide così di tornare a Venezia, sua città natale, proprio durante il celebre carnevale. Depressa e delusa dalla vita, non può certo immaginare che proprio nella magica città la sua vita è destinata a cambiare. Tra un ballo in maschera e un giro per le romantiche calli, capirà che l'amore non muore mai.

Recensione:

Viola si porta dietro un bagaglio emotivo molto difficile: una relazione finita nel peggiore dei modi che le ha tolto la fiducia nell’amore. A trentotto anni pensa di non avere più possibilità, di dover rinunciare ad essere felice. Sarà la magia di Venezia, la gioia del carnevale e un incontro inaspettato, a farle cambiare idea?

Ho già letto altro di questa autrice quindi, quando mi ha chiesto di leggere il suo racconto, sono andata sul sicuro e infatti non mi ha deluso.
Quello che prima di tutto mi ha colpito è l’ambientazione. Venezia, il carnevale, i balli danzanti, gli eleganti vestiti, i giri in gondola, tutto rende la vicenda semplicemente magica. L’atmosfera è quasi fiabesca e quando compare questo personaggio misterioso, Don Giovanni, dolce, galante, affascinante, sai che puoi aspettarti di tutto, perché tutto è possibile. Il lettore viene conquistato come la protagonista, trascinato dagli eventi, rapito dal mistero e dall’amore.

Perché è l’amore il vero protagonista. Quello immortale ed assoluto, quello che può tutto, che oltrepassa lo spazio e il tempo, quello che rigenera i cuori e porta ad avere fiducia nel futuro e in se stessi, quell’amore che non conosce età perché non si è mai troppo vecchi per lasciarsi conquistare il cuore.
Il racconto diventa così una bellissima favola romantica dove Viola è la bella principessa salvata dal suo principe azzurro.

Ponte di Rialto a Venezia. Qui Viola incontrerà...
Viola arriva a Venezia che è una donna distrutta, spenta, abbattuta e indecisa. La città tirerà fuori il meglio di lei. La riporterà indietro nel tempo a quando era ancora una giovane ragazzina piena di sogni e di progetti, a quando non aveva smesso ancora di credere. Ed è così che Viola ripartirà dalla città: una donna piena di vita, entusiasta di scoprire che cosa le riserva il futuro e consapevole di poter ancora amare. Ma è meglio che mi fermi qui o svelerò tutto.

Comunque, come sempre, Daniela Jannuzzi caratterizza molto bene i suoi personaggi e l’ambiente. La sua scrittura è fluida, il vocabolario e la padronanza linguistica molto buoni, stile conciso ed efficace ed è davvero molto brava ad emozionare con le sue storie romantiche.

Ebbene sì, alla fine ho pianto. Perché sebbene la trama possa sembrare il solito racconto romance, il finale è inaspettato e sorprendente. Non dei miei preferiti, ma questo è solo gusto personale. Mi sono davvero commossa. Di felicità, di tristezza? Questo non ve lo dico, sta a voi scoprirlo.

Unica pecca di tutto il racconto: non ho particolarmente apprezzato l’editing. L’ho trovato difettoso soprattutto in punteggiatura e mi ha dato un po' fastidio, visto che non è un prodotto self. 

In conclusione posso dire che è un racconto sicuramente da leggere; fa sognare ed emozionare; immerge in una bellissima e romantica città e fa vivere l'atmosfera di una festa affascinante e suggestiva. Sicuramente però, è una storia che apprezzeranno più che altro coloro che credono nell’amore. Gli allergici… stiano alla larga.

IL MIO VOTO:




lunedì 26 gennaio 2015

Occhio al Libro: "Inaspettatamente a Orion Lake"

Buon lunedì e scusate i giorni di assenza ma sono in pieno editing del mio romanzo e questo mi porta a rallentare un po' i ritmi.
Tuttavia eccomi qui con una nuova segnalazione e molto altro ho in serbo per voi per i prossimi giorni. Perché... lo dico ora in anteprima, il 2 di Febbraio il blog compirà un anno, quindi ho tutta l'intenzione di festeggiare con voi con un bell'evento... libresco naturalmente.
Vi svelerò altri dettagli più avanti.
Ma ora torniamo a noi.
Oggi vi presento il romanzo thriller di esordio di un giovane autore: Luca Bonardi

SCHEDA LIBRO:

Titolo: Inaspettatamente a Orion Lake
Autore: Luca Bonardi
Genere: Thriller
Editore: Lettere Animate
Formato: e-book
Pagine: 91 circa (dati Amazon)

Link per l'acquisto:
Amazon, Ibs e molti altri stores on line

Pagina Facebook:

LA TRAMA:

Un’estate che per tre amici, giovani studenti americani di biologia, doveva essere come tante altre. Anzi meglio. Una vacanza studio al Sequoia National Park, in California, dove si sarebbero riversati numerosi universitari, provenienti da diverse città degli States. Da Scottsdale, Arizona, i compagni avevano calcolato circa 570 miglia di percorso diviso in almeno due tappe, attraversando deserti e cittadine, alcune abbandonate.
Eppure, piccoli imprevisti possono accadere durante un viaggio, andando ad interferire nel naturale corso degli eventi. 
Scelte diverse dal programma iniziale, obbligate, perché causate da un problema ai freni dell’auto dove viaggiano gli amici, permetteranno loro di fare nuovi incontri, e di scoprire aspetti poco conosciuti della psicologia, che possono caratterizzare l’essere umano.
I protagonisti troveranno rifugio, presso una cittadina semi deserta, Orion Lake, prendendo in affitto una casa da un abitante del luogo. Il sospetto di aver forse commesso un errore ad esser rimasti in quella località, crescerà in ognuno di loro nel corso della notte…

Da "Inaspettatamente a Orion Lake" di Luca Bonardi


"Tuttavia accadde qualcosa, nel momento peggiore in cui poteva capitare, che contribuì a instaurare alcuni pensieri angoscianti dentro la mente provata del ragazzo. Gli giocò proprio un brutto scherzo, quando dal nulla, gli tornarono in mente le parole di Mark. Ebbero lo spiacevole effetto di mandare a farsi benedire quella parola, 'Fine', che vedeva stampata finalmente nel suo immaginario.
'E se il vecchio ci stesse facendo un doppio gioco?' 
Il sorriso che aveva impresso sulla bocca, sparì come una nave all'orizzonte in una giornata di nebbia. 
Era una possibilità."

Qualche notizia su Luca Bonardi:


Luca Bonardi, è nato a Kuwait City il 17-03-1984, ma risiede a Roma.
E' Dott. in Scienze giuridiche, prossimo alla discussione della laurea specialistica in Giurisprudenza. Un percorso interrotto e poi ripreso dopo aver frequentato un corso di cucina ed aver avuto diverse esperienze lavorative nell’ambito della ristorazione.
Ha scritto un romanzo thriller (edito da Lettere Animate Editore), uno fantastico (attualmente inedito), una raccolta di racconti thriller/horror (in fase di revisione), e sta ultimando un altro romanzo appartenente al genere thriller-distopico.
Nonostante i suoi studi di diritto, scelti più per necessità pratica che non per vocazione o passione, ha sempre mantenuto viva la sua naturale inclinazione per l’arte, componendo, tra l’altro, numerose canzoni in inglese per la sua band, e scrivendo storie fantastiche.
In conclusione, ha sempre il desiderio di riuscire a trasmettere sensazioni ed emozioni in chi legge le sue storie.

Pubblicazioni
Nel mese di ottobre 2013, un suo racconto, "Ti puoi fidare sempre?" è stato pubblicato nell'ebook speciale di Sognihorror.com, intitolato "I racconti del concorso Buonanotte e sogni d'horror 2013".
Nel mese di marzo 2014, viene pubblicato il suo romanzo thriller d’esordio dal titolo "Inaspettatamente a Orion Lake", in formato e-book, dalla casa editrice Lettere Animate Editore. Sul sito della redazione di Letteratura Horror.it è possibile leggere la recensione. Il suddetto romanzo è stato selezionato e messo in palio in due sezioni, “Migliore Illustrazione” e “Terzo classificato” del Premio Letterario “Halloween all’italiana 2014” II Edizione.
Nel mese di Luglio 2014, il suo romanzo d’esordio viene tradotto in lingua spagnola e pubblicato in formato e-book con il titolo "Inesperadamente en Orion Lake", dalla Babelcube Inc.

Allora che ne dite? Qualcuno di voi ha già sentito parlare di questo libro o lo ha già letto?


mercoledì 21 gennaio 2015

Recensione: "Eternal Flame"

Questa sera vi parlo di un romanzo di cui avevo sentito parlare in giro per i social. E' il romanzo di esordio di una giovane autrice italiana: Martina Salice.
Titolo intrigante, cover molto hot... ecco la mia recensione di questo paranormal romance.


SCHEDA LIBRO:

Titolo: "Eternal Flame"
Autore: Martina Salice
Genere: Paranormal romance
Formato: e-book e cartaceo
Pag: 346

Link per l'acquisto:

LA TRAMA:



Dopo essere stata imprigionata e torturata, Elettra O'Connell, ultima strega della sua stirpe, ha un solo scopo: la vendetta. È disposta a tutto pur di uccidere Kieran, il Mangiatore di Anime che le ha rovinato la vita, anche a sedurre un pericoloso Lykae. Quando le cose cominciano a sfuggirle di mano, un uomo misterioso la conduce in salvo portandola con sé nella sua base operativa. Lui è Belial, un Daemon con un passato tormentato alle spalle. Da tempo non gli interessano più le donne, eppure sente un’inspiegabile attrazione per la ragazza che sembra ricambiare.

Condotta al cospetto del re dei Daemon, Elettra decide di stringere un patto con lui: la collana di sua madre in cambio del suo aiuto a uccidere Kieran. 
La caccia ha così inizio, intanto l'attrazione tra Elettra e Belial si trasforma in una fiamma pronta a divampare.
Ma potrà la loro passione riuscire a sconfiggere i tormenti del passato?

Recensione:

Elettra, El, ha un solo scopo da cinque anni: vendetta. Nonostante il suo nemico sia crudele e pericoloso, lei non si arrende ed è disposta a tutto per riuscirci. Fino a che non incontra Belial, un uomo affascinante e sexy che suscita in lei una strana e inspiegabile attrazione. Le cose ben presto cambieranno ed Elettra troverà qualcos'altro per cui vale la pena vivere, perché è l’amore e non l’odio, l’unico sentimento in grado di guarire i cuori e le ferite dell’anima.



Ho letto questo libro in pochissimo tempo. Il genere mi piace molto, l’uso del POV multiplo è il mio preferito e la trama mi attirava. Le premesse quindi c’erano tutte.

E infatti, la lettura mi ha subito catturata. Pagina dopo pagina scoprivo il mondo creato da Martina Salice. Un mondo di vampiri? No, non è così. Ci sono Lykae anche se solo accennati (ma ricordiamo che è il primo di una saga anche se abbastanza autoconclusivo), ci sono i Daemon, i Mangiatori di anime, Senz’anima, streghe… insomma un universo ricco e articolato, senza per questo essere complicato, che ho molto apprezzato.

Così come mi sono piaciuti molto i personaggi.
Elettra in primis. E’ una ragazza dal carattere d’acciaio nonostante quello che ha subìto. Indipendente, ribelle ma con delle ferite profonde che la rendono fragile. Una ragazza che sa bene quello che vuole tanto che non ci mette molto a rendersi conto quale sia la strada della felicità e a imboccarla senza ripensamenti. Un po’ più complesso il carattere di Belial, che è rimasto comunque il personaggio che ho preferito in tutto il romanzo. Oscuro, tormentato, impenetrabile, una scorza dura da perforare con le uniche armi in grado di farlo: la fiducia e l’amore.
Una bellissima coppia. Lui un “gigante buono”, pericoloso a prima vista, ma con un cuore tenero; lei piccola e apparentemente indifesa ma dal temperamento duro come il diamante. Insieme, un duo che funziona alla grande. Convince, attrae, emoziona.

Anche gli altri personaggi sono ben delineati, chi più chi meno, in attesa di essere, immagino, meglio sviscerati nei seguenti volumi. I compagni di Belial, tutti dei mega fusti Daemon, scontrosi (chi più chi meno), arroganti, determinati. Insomma quel giusto mix che s'addice alla perfezione a dei guerrieri che rischiano ogni giorno la vita per salvare gli esseri umani dai mangiatori d’anime e dai loro schiavi. C’è Eleanor, intelligente, leale, dolce, ma anche lei con i suoi segreti. Infine il cattivissimo di turno Kieran. Lui è spietato, sadico, traditore, malvagio, fino all’ultima cellula del suo essere. Non c’è un briciolo di bene in lui. Ognuno di loro svolge egregiamente il suo compito, nel bene e nel male. Mi sono piaciute le scene a volte ironiche in cui compaiono gli altri Daemon, mi hanno fatto sorridere. C’è solo un personaggio, il solitario e affranto re Eamon, che forse è stato lasciato un po’ in ombra quando invece mi sarebbe piaciuto scoprire più di lui, della sua psicologia, dei suoi tormenti.

E ora veniamo allo stile dell’autrice.
Martina Salice è al suo primo libro e devo dire che la scrittura rivela la sua immaturità. Lo stile è fin troppo semplice e lineare, a volte il vocabolario un po’ ripetitivo. Non vi sono errori grammaticali né di sintassi ma qualche ingenuità si nota.
La storia è comunque scorrevole, si legge bene, anche se con una trama piuttosto lineare e con colpi di scena prevedibili; a mio parere, e sottolineo a mio parere, c ‘è ancora molto margine di miglioramento. L’autrice ne ha tutte le possibilità e credo che ce ne darà prova.

Così come nella gestione del ritmo narrativo ho trovato qualche pecca. La prima parte del libro è avvincente, emozionante poi, nella seconda metà, c’è una battuta d’arresto. Cala il pathos, la storia d’amore diventa ridondante e quando tutto si movimenta nuovamente e si arriva alla resa dei conti, quando ti aspetti che succeda chissà che, con combattimenti e un super scontro col nemico, tutto si risolve all’improvviso lasciandoti con una punta di insoddisfazione.
Altra cosa che non mi ha convinto è il rapporto tra Elettra e la sorella. Manca di intensità, soprattutto in relazione al ruolo che occupa nello svolgimento della trama. Purtroppo non posso dire di più su questo punto perché cadrei nello spoiler, ma secondo me è stata una tematica poco approfondita.

In conclusione, ho trovato nel complesso il romanzo carino e il suo punto di forza sono sicuramente i personaggi e la storia d’amore, almeno nella prima metà. Le idee ci sono e sono valide e anche se lo stile è ancora da migliorare, credo che il romanzo sia una gradevole lettura.

IL MIO VOTO:



martedì 20 gennaio 2015

Occhio al libro: "Pat Spananza"

Questa sera è il turno di una nuova segnalazione. Si tratta di un autore esordiente con già qualche pubblicazione all'attivo: Andrea Schiavone.
Il titolo del romanzo è molto particolare, così come la cover. Andiamo a scoprire insieme qualcosa di più su quest'opera.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "Pat Spananza"
Autore: Andrea Schiavone
Genere: Noir/umoristico
Formato: e-book
Pagine: 28
Editore: Nero Press

Link per l'acquisto:
Amazon,  Kobobooks e molti altri stores

LA TRAMA:





Pat Spananza è un criminale della peggior specie, nel suo curriculum non mancano nefandezze di ogni tipo. Tra queste, ciò che più giova alla sua pessima reputazione è di certo la carriera da assassino professionista. Nulla sembra intaccare il gelo della sua anima, fin quando non gli viene assegnata una missione diversa dal solito: recuperare un oggetto rubato. Scoprire l’identità del ladro sconvolgerà la sua perfetta esistenza. Un noir irriverente da “bere” come fosse un cocktail da buttare giù tutto d’un fiato.







Chi è Andrea Schiavone:

Andrea Schiavone nasce nel 1989 a Torre Annunziata, ma cresce tra Nocera Inferiore e San Marzano sul Sarno. Si trasferisce a Roma dove consegue la laurea triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo presso “La Sapienza” con una tesi sul cinema noir e poi a Milano per la magistrale in Televisione, Cinema e New Media presso l’Università IULM. Appassionato di cinema e letteratura e amante della scrittura, collabora parallelamente agli studi con numerose testate giornalistiche online e blog in qualità di redattore e critico, tra cui www.indie-eye.it, www.letteraturahorror.it,www.fantasyplanet.it, www.latelanera.com, thrillerpages.blogspot.it www.horror.it. Tra i suoi racconti: Affetti e affettati incluso nell’antologia La Serra Trema edito Dunwich Edizioni, Er Cane per l’antologia Per le strade di Roma edito Ensemble Edizioni, Kangor per GDS, L’Oasi per l’antologia Esecranda 2014 e Africa per L’Universo di Lovecraft, entrambe edite dall’associazione culturale Esescifi. Con la poesia L’altra morale è tra i finalisti dell’Interiora Horror Fest. Attualmente lavora come autore e editor per How2 Edizioni.


Un romanzo di poche pagine ma che dalla trama sembra essere interessante. Per stuzzicare ancora di più il nostro interesse, l'autore ci ha regalato un piccolo estratto.

Pat Spananza era quel che si dice un predestinato. Le sventure che colpirono la sua famiglia, quando ancora il piccolo reietto non era conscio delle brutture della vita, contribuirono a rafforzare questo pregiudizio. Ma tutto sommato, il tormentato infelice era oggetto dello sfavore del fato meno di quanto si pensasse.
Pat Spananza era quel che si dice un discriminato. La sua appartenenza etnica, caratterizzata da marcati tratti fisiognomici tipici delle popolazioni dell’est Europa, contribuirono a rafforzare questo pregiudizio. Ma tutto sommato, il povero diavolo era oggetto dei soprusi razzisti meno di quanto si pensasse.
Pat Spananza era quel che si dice un ipocrita. Il suo costante sfruttamento della benevolenza altrui, legittimata dalla sua meschina sorte in tenera età, contribuirono a rafforzare questo pregiudizio. Ma tutto sommato, l’impudente sfruttatore era oggetto dell’irritato dissenso meno di quanto meritasse.
Pat Spananza era quel che si dice un tipo poco raccomandabile. Il ricco arsenale di armi da fuoco di cui disponeva, e che gelosamente custodiva nel suo alloggio di periferia, contribuiva a rafforzare questo pregiudizio. Ma tutto sommato, il reprobo scellerato era oggetto delle malelingue popolari più di quanto meritasse.
Pat Spananza era quel che si dice un pederasta. La sua rinomata passione per l’organo sessuale maschile, con spiccata predilezione per quelli contraddistinti da una ragguardevole circonferenza, contribuiva a rafforzare questo pregiudizio. Ma tutto sommato, l’emarginato invertito ero oggetto dei pregiudizi più di quanto meritasse.
Pat Spananza era quel che si dice un pedofilo. Le sue tre condanne per abusi su minori, scontate in quindici anni nel carcere di Rebibbia, contribuirono a rafforzare questo pregiudizio. Ma tutto sommato, il viscido pervertito era oggetto del disprezzo altrui meno di quanto si pensasse.
Pat Spananza era quel che si dice uno zoppo. Il suo passo claudicante, esigente di un supporto ulteriore per favorire un più agile movimento, contribuiva a rafforzare questo pregiudizio. Ma tutto sommato, il vacillante storpio era oggetto dei pietismi della gente più di quanto meritasse.

giovedì 15 gennaio 2015

#2 Pensieri di Blogger: Red Kedi la Musa

Qualche tempo fa, spinta dalla curiosità, avevo intervistato una blogger che conoscevo: Kia, admin del blog Parole al Vento. (Intervista QUI) Mi sono molto divertita a scoprire qualcosa di più sulla mia collega, conoscere il suo pensiero su alcune domande che io stessa mi pongo e così ho deciso di ripetere l'esperienza e di dare il via a una rubrica che si intitolerà: PENSIERI DI BLOGGER.
Sarà una rubrica senza una cadenza precisa perché a causa dei mille impegni non riuscirei a seguirla ma spero che possa piacervi.

Oggi è la volta di Red Kedi del blog 


Intervista:

1-Domanda d’obbligo. Perché hai aperto il tuo blog? Per passione immagino ma cosa realmente ti ha spinto e cosa rappresenta per te?
In realtà, ho aperto il blog quasi per caso.
Leggo per passione da circa nove anni ma sinceramente, il blog e ciò che lo circonda lo conosco da poco tempo. Per me, parlare di libri, voleva dire spaccare le scatole alle amiche (che a dirla tutta, ho contagiato con la lettura ahahahahahahah) e non andare a confidarmi davanti ad un monitor. Dalla mia più profonda ignoranza, credevo che chi avesse un blog, lo facesse per lavoro e quindi non era una cosa adatta a me.
Le cose però cambiano di continuo e nel 2011 ho conosciuto una ragazza che mi ha fatto scoprire molte cose.
Sembrerà un po’ stupido ma quando ho scoperto di poterne avere uno tutto mio, mi sono balenate in mente mille motivi per farlo e mi sono data della stupida per non averci pensato prima. Leggere per me è stata una salvezza e volevo trasmettere a molti altri questa cosa…. Donare un sorriso è la mia gioia più grande.

2-Cosa ti piace di più dell’essere una blogger? Conoscere nuovi autori, recensire, intervistare, organizzare eventi, ecc…
Essere blogger è difficile. Ci sono un sacco di cose da fare e impegni continui ma ci sono anche molte soddisfazioni.
Nel tempo mi sono resa conto che ogni cosa che faccio, la trovo bella. Creare nuove rubriche, esporre il mio pensiero su un libro, seguire alcuni eventi…. Quello che però apprezzo di più, sono le belle letture degli scrittori esordienti. Chiariamoci, è difficile trattare con loro alcune volte ma di tanto in tanto, ci sono libri bellissimi e mi emozionano tanto perché sono poco conosciuti e quindi rari.

3-Quanto tempo dedichi a questa passione? Ha sempre un posto nella tua giornata o comunque nei tuoi pensieri oppure gli riservi momenti determinati durante la settimana?
Guarda, se potessi permettermelo, ti direi anche tutti i giorni.
Scendendo dalle nuvole però, mi tocca dirti che non ci dedico tutto il tempo che vorrei. Come tanti, il mio lavoro è altro e quindi devo ritagliarmi del tempo quando riesco. Certo, io sono fortunata perché lavorando davanti al PC, mi è più facile fare tante cose ma ammetto che i post, li preparo anche con svariati mesi di anticipo (dove posso). Ci credi se ti dico che alcune rubriche, sono impostate già fino a dicembre? Ahahahahahahahah non fare quella faccia… ci sono cose che non cambiano (come le citazioni) e quindi so che se anche la preparo oggi, a dicembre sarà ancora così.

4-L’editoria è cambiata molto negli ultimi tempi. Self, case editrici, cartaceo, digitale. Come vedi questa situazione? I self possono essere una risorsa o inquinano e degradano l’ambiente? E gli e-book, possono salvare un mercato in crisi?
Mi vuoi male? Farmi questa domanda è un po’ come sparare sulla Croce Rossa…
Io amo il cartaceo. Non ne posso fare a meno e non mi do nemmeno un controllo. Adoro avere la libreria piena e trovarmeli sparsi per casa ma riconosco senza problemi anche tutti i suoi difetti.
Ingombrano e nemmeno poco, se metti una trilogia in borsa ti seghi una spalla, quando parti per le vacanze ci metti seimila ore per decidere cosa portare e quanti, costano uno sproposito se sono nuovi, raccattano polvere come se non ci fosse un domani, se ti vietano di comprarli perché ne hai troppi sono difficili da nascondere, se non ti piace hai speso tanti soldi per nulla… Sono tutte pecche che un lettore ebook cancella. Secondo me è un buon mezzo per leggere ma ci sono persone e persone e non tutti riescono ad adattarsi. Non credo però possano essere un mezzo per salvare l’editoria. Con il fatto che si possono scaricare, l’ebook è un dramma in quel verso e se dovessimo affidarci solo a questo, saremmo rovinati. La gente non vuole pagare un digitale quasi quanto un cartaceo… e con ragione. Forse con la storia dell’iva al 4% le cose possono migliorare ma non nutro troppe speranze.

Come non nutro troppe speranze per i Self.
Prima ho detto che sono queste letture la mia maggior estasi bloggeriana... vero. Ci sono però dei limiti.
Pubblicare con una CE è veramente difficile perché ci sono molti scrittori e perché, spesso preferiscono puntare sugli stranieri. Capisco quindi la voglia di farsi conoscere comunque e capisco che sottostare a dei contratti schiavisti di alcune CE Minori non sia il sogno di tutti ma il Self permette a cani e porci di pubblicare. Vediamo quindi in rete storie pessime, cover al limite del ridicolo e testi scritti con il c…. ehm, i piedi.
Con i Self spesso non esiste l’Editing. Ad oggi mi chiedo perché certi scrittori siano così superbi da pensare che il loro libro sia così bello e che quindi, non gli serva il parere di uno esterno. Ci sono tante blogger che si prestano gratuitamente per fare questa cosa, eppure no, via con il pubblicare cose assurde.
Potrei stare ore ad elencare tutti i lati negativi di questa categoria o di alcuni poveri scrittori che si affidano a persone incompetenti ma vi risparmio! Il succo, per me, è che i Self ad oggi sono più un problema che una risorsa.

5-Immagino tu legga molti libri di autori famosi o meno. Facendo il confronto con gli autori emergenti, qual è un pregio di questi ultimi rispetto ai primi. E quale invece un difetto?
Mi vuoi proprio male, eh? XD
Le CE hanno dalla loro copertine accattivanti e tanti modi per fare pubblicità. Cosa che non si può dire per gli scrittori poco conosciuti o alla prima pubblicazione…. Il fatto che poi, molti siano solo in formato digitale e che non ci siano librerie che li espongono, perdono molto quel passaggio di innamoramento che solitamente avviene con un autore molto conosciuto.
Teniamo conto però una cosa… le letture brutte ci sono anche nei Big.

6-Quando si fanno recensioni, si corre il rischio, nel caso di giudizi negativi, di “incorrere” nelle ire dell’autore di turno. Altre volte invece si trovano autori disponibilissimi e umili che accettato critiche e consigli per migliorarsi. Quale delle due situazioni ti è capitata più spesso?
Mi spiace doverlo dire ma ho trovato più persone che non sanno accettare un commento negativo. Tu sei una scrittrice, sai come sono i tuoi colleghi e come possono reagire… Certo, alcuni commenti sono fatti solo per il gusto di denigrare qualcuno, altri sono fatti da persone amiche di un “avversario” e quindi palesemente falsi ma… c’è anche una buona parte che è sincera ma mal vista comunque.
Esempio? La prima volta che ho fatto una recensione negativa ad una scrittrice, è caduto il mondo.
Non dico il libro “incriminato” ma sappi che l’avevo trovato veramente brutto. Non sgrammaticato eh, solo che la storia era confusa, i personaggi facevano quello che volevano e il titolo non centrava nulla con il contenuto (dettaglio che io trovo veramente molto importante).
La sua risposta è stata una email chilometrica dove mi diceva che non avevo capito una cippa e che addirittura sua nonna aveva capito il senso del libro. Mi disse anche che il titolo era un proverbio inglese e che a parere suo, rispecchiava appieno il senso della storia. Ecco, io non faccio mai una seconda recensione, non do mai filo a commenti del genere ma quel giorno ho perso il senno. Forse perché in tutta la sua risposta, il concetto base era che se non mi piaceva era colpa mia perché ero scema. Comunque ho scritto una seconda recensione e le ho spiegato che quel proverbio a cui lei si era tanto attaccata, era incompleto e che quindi, il significato era stato storpiato.
Io non dico di aver la ragione in mano e non abbiamo tutti gli stessi gusti ma se io non capisco qualcosa, magari è perché effettivamente io non ho recepito quello che tu volevi dire. 
 
7-Ti piace più la realtà di un piccolo blog tutto tuo in cui sei tu la padrona di casa, oppure ti piacerebbe far parte di uno di quei blog con un bel gruppo di admin, un folto numero di fedelissimi lettori e commenti e rubriche, ma che non puoi gestire autonomamente?
Ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah stai cercando di uccidermi?
Ho trattato più di una volta questo pensiero. In tre anni mi è capitato di non avere idee o voglia di mettermi a fare qualcosa, mi è capitato di voler buttare tutto all’ortica e di cercare aiuto ma no, non posso e non voglio condividere il mio posto con altri.
Un aiuto può comodamente starci ma sono io che voglio dettar legge. Sarà mania di grandezza ma io sono l’unico dio indiscusso del mio Blog.

8-Quali qualità deve possedere una una brava blogger secondo te? E cosa deve avere un blog per essere interessante? Sempre secondo il tuo parere.
Ci vuole culo.
Possiamo stare qui ad elencare molte qualità per far andare avanti un blog in maniera corretta ma ci sono molti fattori che non dipendono da noi.
Ci sono solo in Italia, più di cento blog letterari. Siamo pesciolini in un oceano e quindi, il vero problema sta nella visibilità. Dobbiamo anche combattere contro la pigrizia che ci attanaglia nel commentare i blog che seguiamo…. Comunque, secondo me, i punti fondamentali per un buon Blogger, sono quattro. Costanza, Passione, Sincerità e Varietà

9-Ultima domanda e abbastanza scontata: ti piacerebbe passare dall’altra parte della barricata e diventare scrittrice?
Sì.
Non ti nascondo che ho in lavorazione da anni un libro a cui tengo tantissimo e per questo, scriverlo per me è soprattutto drammatico. Forse non si direbbe ma sono una persona molto insicura e ho costantemente bisogno di qualcuno che mi dica se sto facendo una cavolata o no. Avrei bisogno di una persona particolarmente masochista che mi legga e approvi o meno capitolo per capitolo… difficile, vero?

Però dai, la voglia c’è e non ho fretta… prima o poi passerò dall’altra parte e vedrò come sarà. Per ora, mi limito a fare la bacchettona con il resto del mondo ;)

Beh, che dire. Grazie delle tue risposte e della tua simpatia. Nel caso sarò felice di leggere il tuo romanzo. Ti aspetto dall'altra parte allora :D

lunedì 12 gennaio 2015

Occhio al Libro. Quattro racconti di Mater Lacrimarum

Inizio di settimana impegnativo, almeno per me dopo un week end ancora peggiore. E allora riprendiamo con la segnalazione di qualche lettura.
Questa sera  vi parlo di alcuni racconti brevi, cinque per l'esattezza, di un autore italiano che si firma Mater Lacrimarum.

"LA NOTTE DEI GIARDINI"

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "La Notte dei Giardini"
Autore: Mater Lacrimarum
Genere: racconto breve
Pag: 7
Formato: e-book (PDF)

Link per l'acquisto:
Lulu

LA TRAMA:

Racconto visionario, in cui l'ennesima nefandezza commessa dall'uomo (l’uccisione del papa) si mescola con gli aspetti surreali di un intervento divino che, 2000 anni dopo la discesa in Terra del Messia, si manifesta in modo risoluto e definitivo, senza più concedere un’altra possibilità.  


Al protagonista, un uomo non peggiore di tanti altri, viene concesso di assaporare per l’ultima volta la bellezza del mondo e della vita, prima che Dio si riprenda tutto.  
Gli impressionanti scenari dei giardini sterminati e della tempesta apocalittica che vi si abbatte, sono stati concepiti durante un sogno e trascritti con la mente dell'autore ancora offuscata e pervasa dalle sensazioni oniriche.

"IL GRANDE FALO'"


SCHEDA LIBRO:

Titolo: "Il Grande Falò"
Autore: Mater Lacrimarum
Genere: racconto breve
Pag: 7
Formato: e-book (PDF)

Link per l'acquisto:

LA TRAMA:

Racconto fantasy/horror con un'originale ambientazione (una pubblica cerimonia di cremazione con una pira gigantesca), scenario che trae origine da una “visione” avuta in sogno dall’autore, che l'ha prontamente descritta su carta subito dopo il risveglio, quando le immagini oniriche erano ancora ben vivide nella mente.  
L'allucinante fuga di un giornalista che ha assistito a un fenomeno incredibile e spaventoso. Qualcosa di indefinito atterrisce l'uomo: una specie di incubo che si materializza, un essere (uomo? Animale?) che – non si sa perché – lo insegue. Il giornalista tenta di sfuggire a tale minaccia ma, allo stesso tempo, è tentato di affrontarla per poter scoprire il mistero che vi si cela; fino al sorprendente finale.
"LA CHAT"


SCHEDA LIBRO:

Titolo: "La Chat"
Autore: Mater Lacrimarum
Genere: racconto breve
Pag: 7
Formato: e-book (PDF)

Link per l'acquisto:

LA TRAMA:

Una short story che fa rabbrividire il lettore, riprendendo il tema classico del contatto con i defunti, rivisitato in chiave moderna con l’introduzione del computer e dell’universo virtuale di una chat.  
La protagonista, un’impiegata traumatizzata dalla recente perdita della madre in circostanze drammatiche, subisce un ulteriore shock nel ricevere un inquietante segno affettuoso dall’aldilà.


PERCHE' (CHI L'AVREBBE DETTO?)"


SCHEDA LIBRO:

Titolo: "Perché (Chi l'avrebbe detto?)"
Autore: Mater Lacrimarum
Genere: racconto breve
Pag: 6
Formato: e-book (PDF)

Link per l'acquisto:
Lulu

LA TRAMA:

Le brevi, angoscianti riflessioni del protagonista che, con un'arma puntata alla nuca, d'improvviso apre gli occhi sulla sua vita e sulle cose che aveva sempre ritenuto importanti, vedendo tutto con un’ottica completamente rinnovata.   Ma non può giovarsi di questa nuova consapevolezza: la sua vita è ormai al capolinea; ancora pochi secondi e un proiettile gli perforerà il cervello.




"IL CAPO DI ALFREDO"

SCHEDA LIBRO:


Titolo: "Il Capo di Alfredo"
Autore: Mater Lacrimarum
Genere: racconto breve
Pag: 4
Formato: e-book (PDF)

Link per l'acquisto:
Lulu

LA TRAMA:


Racconto breve su una straziante tragedia che sconvolge un tranquillo paese di provincia.

Trucidato barbaramente un bambino di 9 anni davanti alla madre, che rimarrà scioccata per sempre. Come è potuto succedere?