domenica 30 novembre 2014

"Vacanze da Tiffany" con Francesca Franca Baldacci

Oggi vi presento un'autrice italiana Francesca Baldacci il cui libro, dopo essere stato un successo del self publishing, è stato pubblicato da una grande casa editrice. Ho scambiato quattro chiacchiere con Francesca, parlando del suo romanzo, dell'editoria italiana e dei suoi progetti futuri.
Prima di tutto vi presento il suo "Vacanze da Tiffany".


SCHEDA LIBRO:

Titolo: "Vacanze da Tiffany"
Autore: Francesca Baldacci
Genere: Romance
Editore: SPERLING & KUPFER
Pubblicato: 6 Maggio 2014
Formato: e-book e cartaceo

Link per l'acquisto:
Amazon, Kobobooks, Ibs in molti altri stores nonché in tutte le librerie

Pagina Facebook:

LA TRAMA:

Ci sono svariati modi di reagire a un fidanzato che ti lascia. Per Angy, che ha un caratterino pepato, quello migliore è mettere in atto una degna vendetta, tanto per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Una volta tamponato l'orgoglio ferito, può pensare davvero di voltare pagina. E quale modo migliore di farlo se non con una vacanza? Ma non una qualsiasi, perché serve qualcosa che tenga impegnati corpo e mente. Così Angy decide di trascorrere la stagione estiva all'hotel Tiffany, un graziosissimo albergo sulla Riviera delle Palme di proprietà delle infaticabili zie Camilla e Gisella. Un luogo unico, che sembra essersi fermato agli anni Sessanta, e che, come dice il nome stesso, è un omaggio al film culto "Colazione da Tiffany". Qui potrà lasciarsi i dispiaceri alle spalle e allo stesso tempo rendersi utile, aiutando le due donne a gestire i numerosi clienti. Per fortuna, tra frequentatori abituali e nuovi arrivi, sono tutte persone con cui è facile entrare in sintonia. Tutte tranne il cliente della suite numero otto, un giovane affascinante e sfuggente che passa le sue giornate in solitudine. Di lui Angy conosce solo il nome e l'abitudine di andare in spiaggia la mattina presto, per il resto è un assoluto mistero. Il giorno in cui per la prima volta scambiano qualche parola non è esattamente memorabile, eppure qualcosa in quello sconosciuto la attira e la incuriosisce. E mentre Angy si rimprovera per non aver imparato niente dalle recenti delusioni, la magia di Tiffany fa la sua parte. Perché in quel luogo qualunque cosa può succedere. Persino tornare a credere nell'amore. Anche se non sempre tutto è come sembra…

E ora passiamo all' Intervista

1-Dici di essere nata con la penna in mano ed effettivamente, vedendo tutto quello che hai fatto, non posso dubitarne. Inutile quindi che ti chieda che importanza abbia la scrittura nella tua vita, mi sembra evidente. Eppure mi chiedo. Se non avessi avuto modo di fare la giornalista e di mettere a frutto questa tua passione, se i tuoi libri non avessero venduto, se non avessi trovato nessuno che credesse in te, se ti fossi ritrovata a scrivere nei ritagli di tempo tra la famiglia e un lavoro da impiegata che non ti piaceva ma che era necessario per portare i soldi a casa, avresti comunque continuato a scrivere alimentandoti solo della passione o credi che avresti rinunciato, scoraggiata?
Oddio! Scrivo e mi barcameno tra casa, famiglia e scrittura da talmente tanti anni che… non so che cosa sarebbe stata la mia vita senza tutto questo. Sicuramente avrei insegnato, se non avessi potuto dedicarmi alla scrittura a tempo pieno. Non so, allora, che cosa sarebbe successo. Dal momento che l’idea di insegnare non mi sarebbe risultata del tutto sgradita, penso che lo avrei fatto volentieri comunque. Ma non posso sapere se la mia passione per la scrittura avrebbe comunque trovato spazio. Penso di sì. So di molte prof che riescono a ritagliarsi il tempo per dedicarsi a questa passione. Da ragazza non pensavo di diventare una scrittrice eppure approfittavo di ogni istante libero per riempire i miei quadernetti di romanzi.

2-Hai ottenuto tanti successi e raggiunto molti traguardi. C’è un qualcosa che invece non sei riuscita a raggiungere e che ancora è lì che punge come una spina nel fianco come un fallimento?
Assolutamente no. Sono felice per ciò che ho raggiunto e guardo sempre avanti con fiducia e speranza. 

3-Qual è la cosa che ami di più dello scrivere?
Non saprei definirlo: è una gioia che nasce dal più profondo del cuore, che mi fa sentire viva, che è parte di me. Dello scrivere, dunque, mi piace… tutto!

4-Parlaci un po’ del romanzo: “Vacanze da Tiffany”. Tutto quello che vuoi, personaggi, trama, da dove è nata l’ispirazione… ciò che ti passa per la testa, a ruota libera.
L’idea di una ragazza peperino che si vendica del grave torto subito è nata in me, perché amo i personaggi dal carattere focoso. La protagonista, Angy, mi somiglia un po’ e dunque non si discosta molto da ciò che sono o che immagino di poter fare in simili situazioni. Le zie di Angy, che sono un punto di forza del romanzo, per il loro carattere, mi sono state ispirate dallo splendido rapporto che ho sempre avuto con mia madre. Sono… due aspetti di lei. Giulio invece è un uomo dei sogni, mentre Renato, assai più concreto, ricorda tanto mio marito! Quanto agli anni Sessanta, avendoli vissuti in prima persona quando ero una bambina, mi sono rimasti nel cuore, così come gli oggetti che vi vengono descritti come cimeli. Quanto allo stile che ho usato, un po’ alla “Bridget Jones”, come ha detto qualcuno, mi è del tutto connaturale, anche se non è l’unico che uso per i miei romanzi in genere. Oltre trent’anni fa, agli inizi della mia carriera, scrivevo in questo modo. Chi mi ha seguito all’epoca lo ricorda molto bene.

Audrey Hepburn in "Colazione da Tiffany"
5-Io ho letto il libro quando era ancora auto pubblicato, quindi in realtà immagino sia cambiato molto. Ma una cosa che mi aveva affascinato era tutto il riferimento alle atmosfere legate al film “Colazione da Tiffany” e all’indimenticabile Audrey Hepburn. Come mai questa scelta di legare il tuo romanzo alla famosa diva e a uno dei film che ha fatto la storia della cinematografia?
“Colazione da Tiffany” è un film che ho amato visceralmente sin da quando l’ho visto per la prima volta: ero una ragazzina. E’ stato per me il “film del cuore”. Quando ho notato, di recente, la gran quantità di romanzi usciti nelle librerie che recavano la parola “Tiffany” nel titolo, mi sono incuriosita. Anche la cover sembrava rimandare al film. Invece dalla trama si arguiva che la mia pellicola preferita era solo uno… specchietto per le allodole. Non c’entrava niente! Da qui la mia idea di… fare giustizia: e cioè scrivere una storia che rendesse davvero omaggio a “Colazione da Tiffany”. E di conseguenza alla grande Audrey.

6-Come accennavo prima immagino che il romanzo sia cambiato molto dalla versione auto pubblicata a quella attuale. Che cosa hai modificato e perché?
Alcune recensioni alla prima versione hanno sottolineato che la storia procedeva in maniera… troppo veloce. Dunque l’ho ampliato rallentando un po’ il ritmo, e anche contestualizzando meglio il personaggio della protagonista, Angy, dandole un maggior spessore psicologico, rendendola più vera. Poi ho arricchito certe scene romantiche; più altri particolari che preferisco non svelare, per chi ancora deve leggere il romanzo.

7-Una citazione dalla tua opera che ti è particolarmente cara e perché.
La frase che è riportata in quarta di copertina: “Finalmente posso guardarlo negli occhi. Sono stupendi, dello stesso colore del cielo che sta emergendo oltre il rosa dell’alba. E’ come se lui facesse parte del paesaggio. È così che nasce un amore?”. Questa citazione è stata scelta dalla mia editor, Lara Giorcelli, l’ha estrapolata dal romanzo. Ricordo che mi ha colpito molto, quasi come se non l’avessi scritta io. Curioso, vero? Mi ci sono commossa. Colgo l’occasione per ringraziare Lara, e con tutto il cuore, per questa scelta; così come Valentina Rossi e Giulia De Biase, che hanno scoperto il mio romanzo, nell’aprile dell’anno scorso, quando era ancora auto pubblicato. E lo staff dell’ufficio stampa. La Sperling & Kupfer è stata per me come una famiglia. Non so se in altre case editrici accade la stessa cosa: qui, sì.

8-Che futuro c’è per il romanzo? Cioè mi chiedo, ne vedremo un seguito? A me non dispiacerebbe come non mi dispiacerebbe una trasposizione cinematografica. Si presterebbe molto bene.
Non posso anticipare nulla. Chissà!

9-Tu “bazzichi” l’ambiente parecchio e da parecchi anni. Il mercato editoriale è in crisi, il fenomeno dell’autopubblicazione lo sta cambiando notevolmente. Vediamo sempre più autori mettersi in gioco, romanzi lunghi, brevi, racconti di tutti i generi spuntare fuori come funghi, alcuni sono ottimi prodotti altri sono illeggibili; le case editrici fanno scouting sulle classifiche delle piattaforme, gli autori cercano di farsi notare per vedere il loro sogno realizzato… che cosa ne pensi di questa “giungla” e come ti ci trovi?
Hai detto bene, è una vera giungla. Penso anche che le case editrici stesse facciano fatica a raccapezzarsi: devono fare un distinguo tra opere raffazzonate alla bell’e meglio, e in testa alle classifiche solo perché spinte dai vari “cartelli” di cui si sente parlare, e opere autenticamente ben scritte. Secondo me questo è davvero un po’ troppo! Tante persone pensano di saper scrivere e nemmeno si prendono la briga di leggere: miglior corso di scrittura creativa di questo, non esiste. Ci vuole molta umiltà: anche nel riconoscere i propri limiti.

10-Secondo te come si fa a farsi notare in mezzo a molti altri autori (parlo di auto pubblicazione)? Quali mezzi vanno usati e quali invece no?
Il mercato cambia di giorno in giorno e le regole che valevano solo un anno fa, adesso non valgono più. Prima farsi pubblicità sui vari gruppi di Facebook serviva a qualcosa, adesso non più. Anzi, lo spam spesso risulta controproducente. Come consiglio io stessa nel mio gruppo, meglio farsi conoscere, magari presentandosi e prendendo parte alle discussioni tra lettori e scrittori. So che può essere utile anche rivolgersi ai blog, per mettersi un po’ in luce. Sono veramente tantissimi!

11-Domanda d’obbligo: Progetti in cantiere?
Diversi: ma per il momento non posso svelare nulla, è ancora tutto top secret! Grazie, Manuela!

Io ringrazio tantissimo te per aver condiviso con noi un po' del tuo tempo, delle tue idee e del tuo lavoro.
In bocca al lupo per i tuoi prossimi lavori e ovviamente anche per questo, ma non credo ne abbia bisogno.

Qualche notizia in più:

Francesca Baldacci, classe 1957, è “nata con la penna in mano” e ha scritto sempre, sin da piccolissima: ma è del 1979 la sua prima pubblicazione, un racconto su Bolero. Da allora non si più fermata: Dolly, Confidenze, riviste per ragazzi, un romanzo per i Rosa Mondadori nel 1981 ed esperienze giornalistiche di vario genere, tra cui 14 anni come collaboratrice a un mensile di calcio, dove ha realizzato interviste ai più grandi campioni di serie A. Dal 1997 scrive racconti e romanzi per Intimità e Love Story. Del 2012 la biografia con Gabriele Lorenzi, tastierista della Fomula 3, “La macchina del tempo”, Miremi, e del 2014 “Vacanze da Tiffany”, Sperling & Kupfer.

venerdì 28 novembre 2014

Recensione:"Anime Assassine - Anche tu te ne Andrai"

Ho già avuto modo di parlare di questo libro il giorno della sua pubblicazione ed ero stata molto felice di segnalarvelo visto che il suo autore, Diego Collaveri,  aveva dato il via a una bellissima e importante iniziativa. "Anche tu te ne andrai" fa parte dell'iniziativa "Un Libro per un Sorriso" di cui potrete sapere di più cliccando QUI.
In poche parole posso dirvi che tutti i proventi del libro vengono devoluti a un'associazione ONLUS che si occupa di bambini in Etiopia. 



Ma passiamo a parlare del libro che finalmente ho avuto modo di leggere.

ATTENZIONE!!! COMUNICATO DA PARTE DELL'AUTORE DEL 2 APRILE 2015
Carissimi amici, che avete condiviso con me questo mio folle progetto/tentativo di voler dare un fine diverso a un prodotto editoriale autoprodotto; è veramente col cuore in mano che vi annuncio di aver preso la decisione di concludere l’iniziativa “Un libro per un sorriso” e quindi svincolare la vendita del libro “Anime Assassine – Anche tu te ne andrai” allo scopo benefico di raccolta fondi che mi ero prefissato. Purtroppo il messaggio non è stato recepito e non ha avuto il seguito sperato. Il libro ha venduto pochissimo(poco più di 100 copie), nonostante le ottime recensioni e l’impegno di tutti coloro che l’hanno promosso tramite i blog, le recensioni, gli articoli e le recensioni cliente, motivo per cui non finirò mai di ringraziarvi e considerarvi delle persone speciali. Sarà facile rendervi conto che a quel prezzo e con quel numero di vendite l’importo residuo per la beneficenza, eviscerato dalla percentuale trattenuta dagli store on line, è a dir poco ridicolo, ma d’altra parte il prezzo di vendita basso aveva lo scopo ben preciso di rendere alla portata di tutti un certo gesto di altruismo, richiedendo però al tempo stesso una massiccia adesione. Non pensiate che sia stata una decisione presa con leggerezza al primo scoraggiamento. Quando è arrivato il risultato zoppicante a fine 2014, ci siamo impegnati tutti maggiormente nella promozione, con la speranza che il successivo trimestre sarebbe andato meglio, e da parte dell’Associazione c’è stata la volontà di proseguire anche di fronte a cifre irrisorie. Questo impegno però non è bastato e l’hanno confermato i risultati ancora più bassi del primo trimestre 2015. In aggiunta a questo, un ulteriore ostacolo ce l’ha messo la piattaforma di distribuzione dell’ebook, cambiando di schianto la politica dei pagamenti; con le nuove regole il bonifico (mezzo necessario di scambio pecuniario con l’Associazione, per via della tracciabilità) delle spettanze sarebbe avvenuto solo al superamento della somma di 200€, cosa che di questo passo sarebbe lunghina, se si aggiunge il pagamento a 60 giorni a fine mese a data fattura “trimestrale”, beh... Si commenta da solo. A fronte di ciò ci siamo resi conto dell’impossibilità di realizzazione di tutto questo meccanismo. Resta la consolazione di averci almeno provato, di aver voluto tentare di far capire cosa volevamo dire con questa operazione, e ovviamente rimane anche l’amaro in bocca di un insuccesso. All'Associazione provvederò a corrispondere entro il mese, anticipando personalmente la somma che mi sarà corrisposta dal distributore quando provvederà all'accredito, quanto dovuto fino a oggi(metterò traccia). Il prossimo passo è togliere dalle descrizioni di vendita sugli store (secondo i tempi di aggiornamento delle pagine) qualsiasi riferimento all’iniziativa benefica in quanto non più attiva. Invito pertanto i blog e le pagine che ne parlano/hanno parlato a rimuovere i link alla vendita o eventuali banner di segnalazione e, se lo ritenete necessario per chiarezza, aggiungere questo mio comunicato nello spazio che avevate riservato all’iniziativa. Grazie ancora per tutto quello che avete fatto; a molti sembrerà poco, a me è già parso tanto.
Diego Collaveri

E ORA PASSIAMO A PARLARE DEL LIBRO che comunque tornerà in vendita ma slegato dall'iniziativa.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "Anime Assassine - Anche tu te ne Andrai"
Autore: Diego Collaveri
Genere: Thriller
Formato: e-book
Pag: 101 (formato kindle)
Prezzo: € 0,99

Link per l'acquisto:
Amazon

Per informazione sul'iniziativa, per seguire i dati delle vendite e delle donazioni
https://www.facebook.com/groups/707021152712819/

LA TRAMA:


Un apparente incidente stradale riporta l’ispettore Quetti su di un vecchio caso di riciclaggio di denaro sporco, legato a sabotaggi mortali avvenuti su dei cantieri. L’intuito lo metterà sulle tracce del killer professionista responsabile, unico collegamento rimasto coi vertici dell’organizzazione, ma le lancette corrono. Il tempo concessogli prima dell’archiviazione ufficiale dell’indagine si esaurisce inesorabile. Nella disperata ricerca di una prova che possa tenere ancora aperto il caso, Quetti si imbatterà in Elisa, sensuale cantante soul amata dal killer. Le malinconiche note della sua voce avvolgeranno l’ispettore, ignaro di un oscuro passato che lo porterà di fronte a una scelta che non avrebbe mai pensato di dover fare.
Il libro contiene anche il racconto breve "Doppio Gioco", prima avventura di Quetti apparsa sulle pagine del settimanale Cronaca Vera.

Recensione:


L’ispettore Quetti si aggira solitario lungo le strade della sua vita in compagnia dei suoi demoni, della sua morale e delle sue convinzioni ma soprattutto ligio al suo ideale di giustizia. Un vecchio caso in cui non era riuscito a incastrare i colpevoli, torna a tormentarlo e questa volta davvero non vuole lasciarseli sfuggire. Con poco tempo a disposizione mette in gioco tutte le sue doti investigative, la sua intuizione e il suo istinto per riuscire dove aveva fallito e trovare così soddisfazione. Ma riuscirà nel suo intento? Qualcosa interferirà con i suoi piani, qualcosa che non avrebbe mai immaginato e che lo costringerà a prendere una decisione che gli peserà come un macigno mettendo in discussione tutto il suo lavoro.

Primo libro che leggo di questo autore ma sicuramente non sarà l’ultimo perché mi ha conquistata. “Anche tu te ne andrai”, della serie “Anime Assassine”, ha le caratteristiche e le atmosfere del noir.
L’ispettore Quetti è un personaggio di quelli che ti entrano dentro e difficilmente ti abbandonano. Più che un antieroe, direi un eroe sui generis, eppure un eroe. Con i suoi vizi, i suoi peccati, i suoi demoni e il suo carattere scorbutico risulta tuttavia di una dolcezza e sensibilità uniche. E’ riuscito a conquistarmi, a farmi commuovere e anche a farmi ridere. In certi punti mi ha ricordato un po’ Dylan Dog con la sua capacità di commuoversi e intenerirsi di fronte all’ingiustizia e al dolore, al suo essere un cavaliere davanti alla bella donzella bisognosa.
Ovviamente i due personaggi differiscono poi per moltissime cose. Quetti non si fa scrupoli ad infrangere le regole o a ricattare se ciò gli serve per arrivare al suo obiettivo ma questo lo rende solo più umano, reale, quasi un compagno in carne ed ossa al nostro fianco.
Io sono stata completamente trascinata nel suo mondo e nella sua malinconia e non è bastato finire il libro per uscirne fuori perché dopo un’intera notte, le sensazioni regalatemi dalla lettura sono ancora qui.

E proprio la malinconia fa da colonna sonora e compagna di viaggio per tutto il romanzo. E’ presente in ogni scena, in ogni descrizione e ambiente, in ogni dialogo e soprattutto nel finale. Una malinconia data dal rendersi conto che nella vita non tutto è bianco o nero, che le persone non sono solo buone o cattive ma che c’è altro. Spesso i fatti ci costringono a fare scelte, a intraprendere strade che non avremmo mai pensato, strade non sempre condivisibili e giustificabili, ma che rappresentavano l’unica via per trovare un po’ di pace da un dolore insopportabile.
E’ questa l’umanità, il non essere perfetti, il poter sbagliare convinti di fare la scelta più giusta e non pentirsene affatto, l’aver bisogno sempre e comunque di qualcuno al nostro fianco che ci dia calore, comprensione, affetto o amore e in cui poterci rifugiare per sentirci protetti, o al contrario, da poter abbracciare per fare da scudo col proprio corpo alla sofferenza dell’altro. Ogni persona che ha nel proprio cuore un po’ di amore, inteso in tutte le sue sfaccettature, ha in sé entrambi gli istinti, dona e riceve ed è proprio questo il significato di questo sentimento che spesso rende felici quanto tristi ma dal quale nessuno può scappare.

Parlando con l’autore di questo libro, a un certo punto mi ha detto (e qui spero mi perdoni se riporto le sue parole): “il rimpianto e la malinconia sono i veri protagonisti.”
Io non sono d’accordo. Io credo invece che sia proprio l’amore il vero protagonista, appunto per le ragioni che ho detto sopra. Almeno io l’ho visto così.

Passiamo agli altri personaggi o non finisco più di scrivere questa recensione oggi.
Elisa… Elisa è fantastica. Sensuale, ammaliatrice, determinata ma anche dolce, amorevole e fragile. Anche lei reale e vivida come una donna vera, con mille sfaccettature; una donna che nasconde se stessa dietro molte maschere e forse nemmeno lei sa più quale sia la vera se stessa. La scena in cui sale sul palco del locale e inizia a cantare mi ha ricordato molto la stessa situazione nel film “Chi ha incastrato Roger Rabbit”. Credo sia la giusta compagna per Quetti in questo romanzo, un’accoppiata perfetta. Ma non voglio dire di più su di lei per non cadere nello spoiler.
Comunque sia lei che tutti gli altri “attori sul palcoscenico”, positivi o negativi, secondari o semplici comparse, tutti sono resi così bene da poterli quasi toccare con mano come fossero vivi.
Persino una piccola bambina di scuola elementare, che fa la sua comparsa per poche righe, risulta perfettamente caratterizzata nella psicologia, negli atteggiamenti, nel carattere e nel modo di fare.
Se consideriamo che la narrazione è in prima persona con unico POV… lascio trarre a voi le conclusioni sulla bravura dell’autore. E’ infatti il suo stile ad essere molto suggestivo ed evocativo.

E qui devo aprire una piccola ma importante parentesi. Per chi mi segue già da un po’, ormai sa bene quanto io sia fan delle descrizioni. Non ci posso fare nulla, le leggo e il mio cervello non focalizza le parole, non ne capisce il significato. Se poi sono in numero eccessivo inizio a sbadigliare. Lo so, non è normale ma sono così e non ci posso fare nulla e questo significa che raramente mi succede di ricordare un personaggio nei suoi tratti fisici, un ambiente o un paesaggio. Eppure lo stile di Diego Collaveri è così vivido da non lasciare scampo nemmeno a me. Sarà il suo mestiere di sceneggiatore ma davvero leggere un suo libro è come guardare un film.
Voglio citarvi qualche riga e potrete capire ciò che intendo.

La pioggia battente cadeva incessante sopra di me.
A tratti il vento forte faceva ondeggiare nell’aria quella furia d’acqua, creando, nel riflesso giallo dei lampioni, strane forme di creature spaventose. Quelle figure incorporee, dalle sembianze minacciose, sembravano lentamente sbucare fuori dall’ombra, divenendo reali, come se, silenziose, avessero atteso il momento più giusto per colpire. Poi d’improvviso svanivano, correndo via nel buio della notte, che austera le inghiottiva, richiamandole a sé.
Mentre camminavo, le mie scarpe ormai fradice, disegnavano evanescenti passi nelle pozzanghere sparse come macchie sull’asfalto.
Lampi abbaglianti rompevano prepotentemente l’oscurità, che d’improvviso restituiva alla vista i contorni della città, rendendola meno indefinita.

Ecco, questo è l’incipit e lo trovo stupendo. E qui mi ha ricordato un po’ il mio amato Charles Dickens e la sua capacità di descrivere egregiamente anche un granello di polvere senza risultare banale o noioso. Ma appunto, potete valutare voi stessi.

Che altro posso dire. Il ritmo narrativo e il pathos non subiscono pause, non ci sono punti morti o noiosi, la lettura scorre via come niente. Emoziona, commuove, affascina. Il linguaggio non ha fronzoli ma è diretto, semplice così come richiesto dal genere.

L’unica pecca, se così vogliamo chiamarla, è la parte investigativa. Non è chissà quanto sviluppata, tanto che quasi subito ho capito chi fosse dietro a tutto, ma è lampante come sia stato fratto appositamente da Collaveri per focalizzarsi su altre tematiche senza voler distogliere l’attenzione del lettore con elementi polizieschi. E questo tra l’altro è proprio tipico del genere noir.


In conclusione consiglio sicuramente questo libro a tutti. Non ci sono scene forti, il linguaggio è pulito e sicuramente è una lettura di quelle che valgono. Personalmente credo che leggerò altri libri della serie perché a questo punto voglio godermi altre ore in compagnia dell’Ispettore Quetti. A proposito il nome è perfetto. Particolare tanto da rimanere subito a mente e con quella durezza nel pronunciarlo che dà l’idea del carattere del personaggio.

IL MIO VOTO:


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mercoledì 26 novembre 2014

Recensione "Senza Fiato"

Ho appena finito di leggere questa antologia di racconti romantic suspense, genere che io adoro e quindi eccomi qui per darvi la mia opinione. La pubblicazione è a cura del blog La Biblioteca Romantica, blog dove i racconti erano già stati presentati e pubblicati. Per questa antologia sono stati tuttavia rivisti ed estesi.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "Senza Fiato"
Autori: Emma Bianchi, Angela D'Angelo, Liliana Fiume,  Laura Gay, Sabrina Parodi, Christiana V, Maria Cristina Robb
Genere: Racconti Romantic Suspense
Editore: E' Romantica
Pag: 203 (formato kindle)
Formato: e-book
Cover: Francy Della Rosa

Link per l'acquisto:

LA TRAMA:

Il brivido del suspense, la passione e l’erotismo del romance si fondono perfettamente in questi sette racconti che vi terranno con il fiato sospeso e vi faranno battere il cuore. 

In "Scia di Fuoco" di Emma Bianchi Hailey Monroe è una giornalista investigativa alle prese con gli affari sporchi di una gang della droga russa. Ma qualcosa nel suo piano va male e l’ultimo che si aspetta di vedere arrivare in suo aiuto è Zach McCoy, il suo ex marito. 
In "Mai più senza di te" di Angela D’Angelo un agente della SWAT è pronto a tutto pur di salvare una donna tenuta ostaggio all'interno di una banca. Soprattutto se quella è la donna che ama. 
In "Shadow" di Liliana Fiume una scoperta sensazionale mette in pericolo la vita di Sasha, un’abile ricercatrice. A difenderla c’è Nick, un rude mezzosangue che per lei rischierà tutto, anche il suo cuore. 
In "Resta con me" di Laura Gay una guardia del corpo dura e spietata si innamora della bellissima modella che lo ha assunto per proteggerla dalle minacce di uno sconosciuto. 
In "Handle With Care" di Sabrina Parodi Orlando Fuentes, agente di polizia, è arrivato a un punto della vita in cui tutto sembra pesargli. Unica eccezione è l’amicizia con un giovane collega, membro della task force. Sarà un’azione contro un gruppo di narcotrafficanti a far luce sui veri sentimenti nei confronti del giovane amico. 
In "Alla conquista di te" di Christiana V Grace Shirnan si trova nel mirino di un noto malvivente. A proteggerla viene ingaggiata una guardia del corpo che altri non è che il suo primo grande amore che lei vorrebbe aver dimenticato. Ma la vicinanza forzata farà divampare fra i due il fuoco che covava sotto la cenere. 
In "Non con un poliziotto" di Maria Cristina Robb l’agente Pam O’Reilly si trova davanti a una difficile scelta: seguire fino in fondo la sua regola numero uno “non con un poliziotto” o arrendersi al grigio acciaio degli occhi del tenente Ziegler, il suo capo? 

Recensione:

Un’antologia di sette racconti romantic suspense… il sogno di ogni lettrice come me e infatti mi sono goduta proprio la lettura. Ho sempre qualche difficoltà a recensire antologie di racconti e quando si tratta di uno stesso autore faccio un discorso generale, ma visto che qui abbiamo più autrici parlerò brevemente anche dei singoli racconti. 

Innanzitutto come ho già detto, mi è piaciuta molto questa lettura. Io adoro il genere e i racconti permettono di leggere storie che vanno dritte al punto senza perdersi in tante cose. Avere poi di fronte autrici varie ti permette di metterti a confronto con stili, modi di fare, personaggi e ambientazioni differenti rendendo la lettura ancora più interessante.
In realtà frequentando il blog “La mia biblioteca romantica” dove questi racconti erano stati pubblicati in forme leggermente differenti, avevo avuto modo di leggerne già due o tre ma sono stata felice di ritrovarli.

Non potevo non citare "The Bodyguard" film cult
con Kevin Costner e Whitney Houston 
Allora partiamo dal discorso in generale.
Il romantic suspense unisce romanticismo e azione. C’è lui, maschio alpha, macho, forte, sicuro e determinato e ovviamente bello da far paura, spesso appartenente alla polizia, forze speciali, truppe d’assalto, insomma, uno che si sa difendere. Spesso è anche un tipo un po’ sulle sue, scorbutico e introverso anche a causa del lavoro che fa, arrogante ma senza eccedere eppure a suo modo dolce, sensibile, protettivo e anche geloso ma soprattutto, cosa che fa sciogliere il cuore di ogni lettrice, pronto a tutto per proteggere la persona amata davanti alla quale diventa un pezzo di gelatina, incapace di domare la forza dei sentimenti che prova.

Devo dire la verità, uno dei momenti che preferisco dei romantic suspense è quando il duro di turno crolla davanti all’amore, o meglio si scopre non più soldato addestrato ad uccidere, impenetrabile, invulnerabile ma essere umano come tutti gli altri, con il cuore che batte forte, le ginocchia che tremano e le mani sudate.
In ognuno di questi racconti ho trovato questa scena e come sempre l'ho adorata.

E poi dall’altra parte c’è lei. Bella per lo più, intelligente e apparentemente fragile ma con un carattere forte e deciso (per forza, se deve tenere testa a un concentrato di testosterone) testarda quanto basta da irritare il suo lui, grintosa e che non si lascia mettere i piedi in testa. Dicevo "apparentemente fragile" perché la dinamica che si instaura è un po’ sempre la stessa ed è propria del genere: lei in pericolo e lui che deve proteggerla col suo fare brusco e imperativo.
E quindi assistiamo a svariate situazione in cui i due si incontrano e subito iniziano a volare le scintille o perché già si conoscono magari anche con qualche dissapore passato tra loro o si piacciono al primo colpo.

Altra cosa infatti che adoro del romantic suspense, e anche questa l'ho ritrovata nei sette racconti, è vedere come il carattere duro di lui, venga smussato dalla protagonista di turno, come l’intenzione iniziale di non voler cedere all’amore alla fine non può non capitolare di fronte alla forza dei sentimenti; come il macho, "l'uomo che non deve chiedere mai", si renda conto che la paura non sta tanto nell’affrontare bombe, sparatorie, assassini, maniaci, ma nel rischiare di perdere per sempre la persona amata.
Ora, io sto parlando di un uomo e una donna ma le cose non cambiano se si parla di rapporti omosessuali. Nell’antologia è presente un racconto M/M ma ne parleremo fra poco.

Per il resto... Non fraintendetemi, ogni storia può differire in mille modi dalle tipicità, sto appositamente spiegando un po' quello che questo genere rappresenta perché, come scrittrice di romantic suspense, so bene quanto venga spesso frainteso. Non sono storie gialle o thriller né prettamente storie romantiche. Non ci si può lamentare se lui è macho e figo, un supersoldato e lei sempre in pericolo.

Ma torniamo alla nostra antologia. Come anticipato, essendo questi, sette racconti, ogni storia va dritta al dunque, iniziando al centro dell’azione, col fiato sul collo. Non vi sono intrecci complessi, ma il suspense è subito alto così come la parte romance e la passione.
Un giusto connubio tra i due elementi che si intrecciano l’uno con l’altro e la bravura sta nel bilanciarli senza tralasciare nessuno dei due.

Ed eccoci qui a parlare dei singoli racconti, premettendo che ho apprezzato ognuno di essi, per un motivo o per un altro.

1-"Scia di Fuoco" di Emma Bianchi
La storia è molto ma molto carina e inizia subito con un bel suspense. I personaggi intriganti e soprattutto ben equilibrati tra loro. Il Seal e la giornalista entrambi intrepidi e senza paura, tranne quella di perdere l’altro. Una storia d’amore dolce e toccante dove piano piano si svela il passato dei protagonisti, le loro paure e fragilità, la gioia di un sentimento mai sopito. Lo sviluppo è ottimo, il ritmo serrato, non ha pause, e mi piace anche la presenza dell'amico del protagonista, la spalla a portare un pizzico di humor che non guasta mai. Emma Bianchi scrive bene, linguaggio semplice e diretto ma soprattutto buoni dialoghi, molto credibili che in poche battute fanno capire il rapporto complicato tra i due. 
VOTO: 4 FORZIERI E MEZZO

2-"Mai più senza di te" di Angela D’Angelo
Questo è in assoluto il mio preferito. Lei, Claire, ostaggio in una rapina in banca, lui Nick, pronto a tutto per salvarla... innamorati da sempre, senza aver mai trovato il coraggio di dichiararsi finché il pericolo e la paura di perdersi non danno loro il coraggio mancante. Claire è dolce e innocente, davvero sembra una ragazza fragile ma tira fuori le unghie se si tratta di salvare la vita del suo uomo; e lui che entra nel panico, ma proprio nel panico, al solo pensiero che la ragazza abbia potuto rischiare di farsi male.
La delicatezza dei sentimenti dei due giovani è toccante e commovente: la gioia nello scoprire il proprio amore ricambiato, il considerare l’altro la propria felicità, ciò che dà un senso a tutto il resto e di cui non si può fare a meno. L’autrice poi è stata così brava nel raccontare le emozioni anche con una sola battuta, nel far capire in un battito di ciglia o in un tremolio di ginocchia ciò che si nascondeva nell’animo dei due protagonisti, che la scena di passione finale, quella hot, sinceramente non era nemmeno necessaria. Non che non mi sia piaciuta solo che il racconto era perfetto anche senza. E’ comunque stato carino vedere la complicità e l’intesa dei due.
VOTO: 5 FORZIERI

3-"Shadow" di Liliana Fiume
Una cosa che ho apprezzato molto in questo racconto: la protagonista non è la solita bella ragazza né un brutto anatroccolo che si trasforma in un bel cigno appena toglie un paio di occhiali e lascia sciolti i capelli. Sasha è una donna come tante, in carriera, anche un po’ acida ma Dominick se ne innamora ugualmente perché l’amore è proprio così. Non siamo tutti fotomodelle mancate e uomini col fisico mozzafiato eppure l’amore lo troviamo lo stesso.
Ho già avuto modo di conoscere Liliana e so che questa è una sua caratteristica: il realismo. Non edulcora i sentimenti, i suoi personaggi non sono tutti perfetti ma sono quotidiani, un po’ più vicini a noi. Intrigante anche qui la storia d’amore, e il suspense ha un alone di mistero che ti tiene in sospeso fino alla fine. Un piccolo appunto però qui ce l’ho. Liliana Fiume scrive bene ma deve fare un uso maggiore dei dialoghi e diminuire le scene raccontate.
VOTO: 4 FORZIERI

4-"Resta con me" di Laura Gay
Una modella con problemi di autostima, una guardia del corpo che deve difenderla da un maniaco. L’attrazione e la passione sono quasi inevitabili. La protagonista, non ha proprio suscitato la mia simpatia. Un po’ capricciosa e molto ingenua per far parte di quel mondo così come lui un po’ freddo e distante. Mi sarebbe piaciuto sapere qualcosa di più di Joe Callaghan, che fosse stato approfondito un po’ di più. La parte suspense non mi ha riservato molte sorprese dal momento che ho capito subito chi fosse il maniaco ma nonostante questi piccoli particolari che sono considerazioni assolutamente personali, anche questa è stata una bella lettura.
Ben scritto, italiano perfetto, stile asciutto e senza fronzoli come piace a me, ritmo serrato, giusta dose di suspense e romance, storia ben congegnata anche se non proprio originalissima.
VOTO: 4 FORZIERI

5-"Handle With Care" di Sabrina Parodi
E’ la prima storia M/M che leggo e non sapevo cosa aspettarmi anche se non credevo che sarebbe stato molto diverso da leggere una storia tra una coppia etero. E infatti così è stato. Questo racconto si differenzia molto dagli altri ma per un altro motivo. Il suspense è ridotto al minimo, sono i sentimenti i veri protagonisti.
L’autrice spende molto tempo a scavare nella psicologia del rude poliziotto Orlando Fuentes, nel descrivere la presa di consapevolezza, la scoperta dei suoi sentimenti e l’accoglienza. Infatti il POV di David c’è solo in brevissimi punti e solo verso la fine.
Il racconto in realtà è tutto incentrato sul percorso di crescita di Orlando.
Molto bello e molto ben fatto, l’autrice ha trattato un argomento molto delicato con tatto e delicatezza e soprattutto è riuscita a emozionare e commuovere. Il rude poliziotto mostra un animo sensibile e tenero e David… David è dolcissimo, proprio un angelo biondo eppure tutti i due trasudano forza e virilità. Due bei personaggi che mi hanno conquistata. L'unico appunto è per la scena hot. Troppo particolareggiata dopo un racconto in cui i sentimenti hanno avuto la parte predominante. Mi ha un po' stonato. Avrei preferito che venisse sfumata.
VOTO: 4 FORZIERI E MEZZO

6-"Alla Conquista di te" di Cristiana V
Ancora una donna minacciata da un pazzo a cui questa volta dovrà fare da guardia del corpo una sua vecchia conoscenza. Bella dinamica tra i due: lei innamorata fin da ragazzina, lui che le ha spezzato il cuore, salvo poi scoprire che…
Mi è piaciuto molto il personaggio di Joshua Gathor. Duro, sprezzante, arrogante ma con il suo passato non proprio felice e un attaccamento totale alla bella Grace. Grace dal canto suo è sicura di sé, forte, indipendente, non se lo vuole ritrovare tra i piedi perché in passato ha sofferto a causa sua e non vuole farlo ancora. Ma si sa, l’amore e la passione sono più forti delle nostre convinzioni e trovano sempre un modo per infilarsi nelle nostre barriere. Così succede a questi due ragazzi.
Divertente e simpaticissima la fine anche se… poverino! Ma non voglio svelarvi nulla.
Anche qui avevo presto capito chi fosse la minaccia e perché, ma comunque una storia godibilissima, intrigante e ben scritta.
VOTO: 4 FORZIERI

7-"Non con un poliziotto" di Maria Cristina Robb
Coppia particolare per l’ultimo racconto. Kurt un tenente di polizia e Pam… anche lei poliziotta con un carattere tutto pepe e un dono particolare.
Questa coppia è un po’ diversa dalle precedenti raccontate ed esce un po’ dai canoni più comuni. Diciamo che la parte del macho che salva la persona amata la interpretano a turno un po’ lui e un po’ lei. Entrambi sono gelosi, iperprotettivi, testardi... Insomma una bella lotta per capire chi comanda. Non vi sono scene hot, se non un bacio, ma non per questo il romance è meno coinvolgente o toccante. Vedere come due cuori solitari si trovino e si riconoscano come gemelli è sempre commovente.
Certo, se di solito è l’uomo che fugge e la donna che lo accalappia, qui è l’esatto contrario. E’ Pam quella che deve essere convinta e Kurt quello che deve trovare il modo di farla cedere. Ci riuscirà?
La parte poliziesca presenta un piccolo caso da risolvere e un colpo di scena finale, niente di eclatante ma tale da mantenere alto il pathos. Anche qui stile asciutto e diretto, lettura scorrevole e senza errori.
VOTO: 4 FORZIERI

In conclusione questa antologia rispecchia davvero il suo titolo e lascia senza fiato sia per la parte suspense ma soprattutto per quella romance. Un concentrato di emozioni, amore, passione ed eros che fa battere il cuore. Stuzzica, intriga, affascina e cattura e sicuramente la consiglio agli amanti del genere. Complimenti a tutte le autrici.

IL MIO VOTO 



lunedì 24 novembre 2014

Occhio al Libro: "Un Romanzo per Amarti"

Questa sera vi segnalo il romanzo che non ho ancora avuto modo di leggere ma ne ho sentito parlare molto bene. Così come dell'autrice, Malia Delrai, che sembra essere molto talentuosa. Come sempre, mi astengo dal dare giudizi prima di essermi fatta una mia opinione personale.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: Un romanzo per Amarti
Autore: Malia Delrai
Genere: Romance contemporaneo
Prezzo: 0,99 euro
Data pubblicazione: 10 novembre 2014
Formato:e-book
Pag: 233 (formato kindle)

Link per l'acquisto:


LA TRAMA:

“Vivere la passione non è un gioco, un corpo senz’anima non può bruciare,
perché il fuoco del desiderio si nutre dello spirito. Non c’è scampo.
La salvezza vive nell’abbandono,
e la voglia, nel cedere all’assoluta brama di provare quelle sensazioni.
Ma trovare il limite che rifugga il sentimento,
rende povero l’uomo, rende povero l’amore”.

Tutto comincia in una libreria su Largo Argentina, a Roma. Fuggire dalla realtà si può grazie ai libri, Diana lo sa bene, per questo trascorre le giornate lontana dalle preoccupazioni e immersa nelle sue amate letture di classici e romanzi d’amore. Leggere, per dimenticare, è diventato ormai parte di lei.
Daniel è uno scrittore affermato, impiega il tempo tra gli scaffali alla ricerca di ispirazione, e quando vede lei, la sua musa, seduta a leggere su un divanetto rosso, non riesce a resistere e si avvicina per parlarle.
Può l’amore avere la forma di un romanzo? Scrivere diventa l’ossessione dell’autore, che non può fare a meno di parlare di lei, la ragazza della libreria che lo ha affascinato. Deve fare qualcosa, conoscerla, scoprirla fino in fondo, e non potrà fare a meno di amarla.
Ma Diana come reagirà al sentimento che la vita le sta donando? Il passato per lei è stato duro, non riesce a capacitarsi che l’amore stia bussando alla sua porta. Riuscirà a vivere le emozioni senza farsi condizionare dalle paure? Si sa, il lieto fine è possibile solo nei libri romance e i cavalieri dall’armatura scintillante non esistono più in questo mondo.
                                                                                              

Alle volte un romanzo può cambiare la vita. Una storia d’amore che ha come protagonisti uno scrittore e una lettrice, capace di toccare le corde di tutti gli amanti dei libri, ma soprattutto dell’amore vero. 

Due piccoli estratti...

«Conosce Charlotte Bronte?». Di nuovo mascherai il mio fastidio dietro un’espressione sorpresa.
Lo sconosciuto scoppiò a ridere e scosse la testa divertito, in modo affettuoso quasi, come se provasse compassione verso di me.
Riaprì il libro e lo sfogliò, con una cautela che aveva dell’assurdo; non si sarebbe certo spezzato, era abbastanza resistente, le pagine erano fatte apposta per essere aperte e lette. La cosa doveva essergli sfuggita.
«Dovrebbe essere più paziente con la gente che non conosce» mi consigliò riprendendo a sfogliarlo.
Mi guardai intorno, credendo per un attimo che fosse un brutto scherzo, ma nessuno sembrava far caso a noi, perciò sospettai che fosse uno squilibrato che amava parlare con le persone a sproposito. Uno dei tanti che in libreria andavano soltanto per attaccare bottone con gli altri: un povero pazzo, per essere chiari. 
«Parla sempre con persone che non conosce in una libreria?» chiesi, ignorando la sua velenosa constatazione. «Oppure sono io l’unica fortunata ad aver avuto il grande privilegio?».
Certo non si poteva dire che ora mi fossi rivolta a lui in modo garbato, ma mi giustificai pensando che le molestie andavano sempre denunciate. 
«Parlo con loro solamente quando sono interessato a comprare il loro stesso libro, come in questo caso» rispose schietto, richiudendo il romanzo e porgendomelo con galanteria.

****

“Semplice. Sono una tua ammiratrice”.
Avrebbe dovuto bastarmi e invece mi sentii insoddisfatto.
Era lusinghiero che una persona si definisse una mia fan, ma non lei. Diana stava diventando un pensiero fisso e l’avevo conosciuta da un solo giorno.
“Solo un’ammiratrice? Sei sicura?” digitai.  
Ripresi a controllare ossessivamente fino a che non aggiunse la risposta.
“Che altro vorresti da me?”.
Ora la faccenda iniziava a farsi complicata. Mi imposi di non pensarci, di ignorare il blog e rilassarmi scrivendo, ma la domanda si fece martellante e non sarei riuscito a sgombrare la mente finché non le avessi risposto. Non potevo fare passi falsi con lei.
Avrei potuto dirle la sincera verità, ma avevo mille dubbi e insicurezze. Mi grattai il capo e inveii contro il soffitto, tanto per dimostrarmi un uomo maschio e dominatore.
“Stare con te”. Ecco la mia risposta, scritta e ormai inviata.
Mi portai la mano sulla fronte, gomito sul tavolo, e guardai fisso il legno di mogano sotto di me.
Dovevo avere qualche problema di memoria breve, perché le mie dita si erano mosse da sole e non ricordavo di aver scritto io una simile scemenza.


Mmmm, mi ha davvero incuriosita. Spero davvero di riuscire a leggerlo presto.


Qualche cenno su Malia Delrai

Malia Delrai abita a Milano, ma è nata e ha studiato a Roma. Vive col suo cane Semola, un grasso grosso volpino pugliese, e il suo ragazzo storico con cui spera prima o poi di sposarsi. Ama il mondo della scrittura in ogni sua forma e si è accostata all’editoria grazie alla sua passione per la lettura e per l’oggetto libro. Ha studiato per diventare redattore editoriale ed è giornalista pubblicista. Scrive da sempre, ma non ha mai avuto il privilegio di farlo per una casa editrice. I sogni, si sa, sono difficili da realizzare, ma lei non demorde e ora ha deciso di auto pubblicare le sue opere romance. 

Contatti:


domenica 23 novembre 2014

Recensione "Liberami, disse l'uomo"

Non credevo che sarei mai tornata a leggere una tipologia di libro come questa e invece... La sua particolarità sta nel fatto che il romanzo di Davide Bonvicini è un libro game.
Inviatomi dall'autore stesso per avere un parere, sono stata ben felice di leggerlo. Ma prima di passare alla mia opinione, vi presento la scheda del libro.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "Liberami, disse l'uomo”
Autore: Davide Bonvicini
Data di uscita: 19 settembre 2014
Genere: Fantascienza
Tipologia: Racconto interattivo / Racconto gioco
Prezzo: 1,49€
Formato: ebook (epub, mobi, pdf)
Protezione: DRM Free (Watermark)
Pag: 70 (formato kindle)
Codice ISBN: 9786050322545


Link per l'acquisto:
Amazon, Kobobooks e molti altri stores on line

Sito Libro:
http://ostrakalogia.wordpress.com/liberami-disse-luomo/

SINOSSI:


Un mondo perfetto, dove gli abitanti seguono l’unica legge del piacere, da cui solo un uomo è escluso: Cameron K.L. Una malattia lo rende inabile alla connessione globale, la “liberazione”, e lo costringe a vivere ai margini della società. Le sue speranze sono riposte in Jordan A.U., un medico che gli aveva promesso di aiutarlo. Ma quando questi scompare, Cameron si trova davanti a un bivio: accettare la sua condizione, oppure rischiare tutto per cercare Jordan.
Questa e altre scelte saranno a carico del lettore, che alla fine di ogni paragrafo deciderà come proseguire la vicenda, sino a raggiungere uno dei possibili otto finali. E ogni rilettura svelerà nuove, inquietanti sfaccettature, diverse risposte alla domanda “cos’è la libertà?”



Recensione:

Cameron agogna una sola cosa: la libertà. Essere esattamente come tutti gli altri e non colui che viene riconosciuto a vista come il malato, come un elemento escluso dalla società e dalla vita stessa dove tutti lo trattano solo come qualcosa da cui trarre un beneficio (cavia di laboratorio, oggetto di piacere, inserviente, ecc…). Infelice della propria situazione Cameron dovrà a quel punto scegliere se lottare contro il suo destino e il suo mondo oppure rassegnarsi e ringraziare per quel poco che ha.

Questo è un romanzo interattivo, un libro game tanto per capirci, uno di quei libri dove è il lettore stesso a decidere come evolve la storia scegliendo tra le varie opzioni che l’autore gli fornisce.
Premetto una cosa. Questa tipologia di libri non mi ha mai fatto impazzire per un motivo preciso. Quando leggo un libro voglio perdermi nella storia, voglio leggere e non scegliere e soprattutto ho una mente troppo logica e selettiva che ad ogni svolta mi fa chiedere: “E se avessi preso l’altra strada? Che cosa mi sono persa?”. E’ questo pensiero a non farmi godere la lettura.
Ho cercato comunque di essere più obiettiva possibile, incuriosita anche da una tipologia di libro che non leggevo da circa due decenni.

L’idea della trama in realtà mi piace molto. La ricerca della libertà… uno dei temi più significativi nella storia dell’uomo fin dalla sua creazione e qui l’autore la tratta in modo molto particolare. Il mondo creato è nebuloso, confuso, si capisce qualcosa ma non tutto e il lettore può solo andare avanti e lasciarsi trascinare, esattamente come fa Cameron. Ci si sente proprio come lui, sballottati, confusi, disorientati e proprio come lui, nelle opzioni di “gioco” si cerca di fare di tutto per scappare da questa situazione, per capire.
Almeno io ho fatto proprio così. Calata nei panni di Cameron ho compiuto ogni scelta cercando di fare di tutto per non arrendermi alla sconfitta, alle difficoltà, alla rassegnazione. Beh… meglio che non vi dica dove mi ha portato la mia prima lettura. Insoddisfatta ho ricominciato cercando di cambiare qualcosa di essere ancora più coraggiosa e determinata ed è finita pure peggio. E così ho ricominciato per la terza volta. Volevo davvero riuscire a trovarla questa libertà e mi sono intestardita per riuscirci. Posso dire che alla fine, tra tutti gli otto finali disponibili (non li ho però esaminati tutti) ho trovato la mia soddisfazione. Però mi rimaneva sempre quel dubbio, anzi quei dubbi: “E se avessi fatto diversamente?”. Credo che I libri game siano una bella metafora della vita. Ogni scelta che fai, il personaggio avrà un destino diverso così come le nostre scelte di tutti i giorni influenzano la nostra vita.

Cameron poi è l’esatta personificazione dell’uomo alla ricerca di qualcosa di più, di un proprio senso e di uno scopo ma che spesso non si accorge nemmeno che ciò che ha è esattamente ciò che vuole. Scappa, cerca e cosa trova? Può trovare tante cose: la vita, la felicità, la morte, la verità, la propria vera casa, la rassegnazione. Ma per un Cameron che scappa ce ne è anche uno che non trova il coraggio e rimane esattamente fermo dov’è, cercando di accontentarsi ma chiedendosi sempre se c’è qualcosa di più al di là del suo piccolo mondo.

E queste sono le cose che mi sono piaciute di questo libro. Ora passiamo a quello che non mi è piaciuto. Come già detto non è la trama, l’idea, il personaggio. No, ciò che mi ha creato difficoltà è stata proprio la strutturazione del libro. Le opzioni sono troppe, spesso riportano sempre allo stesso finale e nella mia ricerca di questa libertà è stato alquanto frustrante.
Tra tutti i tentativi fatti ho trovato traccia di Jordan A.U. solo una volta e so che devo aver lasciato indietro circa mezzo libro ma mi ero stancata di provare perché mi perdevo letteralmente. Ogni svolgimento (almeno quelli fatti da me) è troppo breve tanto che dopo cinque minuti è tutto finito e questo mi ha lasciato insoddisfatta. A volte il raccordo tra la fine di un capitolo e quello successivo non è perfetto così che dà l’impressione di essersi persi qualcosa o di aver sbagliato capitolo. Il fatto poi che il libro non sia cartaceo ma un e-book rende la fruizione a mio parere più difficile. Vi è mai capitato mentre leggete di dover tornare indietro di una o due pagine per rileggere un particolare di cui si fa menzione che però vi è sfuggito? A me sì e appunto in questo romanzo è difficile farlo perché se tu vai indietro di due o tre pagine in realtà vieni sbalzato in un capitolo che molto probabilmente non fa parte del filo narrativo che stai seguendo.
Queste ovviamente sono mie considerazioni personali e mi sono chiesta se dipendessero dal mio scarso amore per i libro game. Possibile e proprio per questo prendete comunque il mio giudizio con il beneficio del dubbio. A qualcuno potrebbe comunque piacere.

Certo non posso che lodare l’autore perché credo non sia affatto facile creare una cosa del genere, o per lo meno io non ne sarei capace ma non posso nemmeno dire che mi ha entusiasmato.

In conclusione un romanzo dalla trama interessante che porta a riflettere e farsi delle domande ma la cui struttura vanifica un po’ i pregi del libro rendendone difficile la fruizione e la comprensione.

IL MIO VOTO:




Un discorso a parte merita invece l’autore. Sentendolo in privato per riferirgli quello che pensavo del suo libro mi aspettavo mi chiedesse di non pubblicare la recensione. Niente di più sbagliato. Con grande umiltà ha accettato le mie critiche, ci siamo un po’ confrontati sulle mie impressioni e mi ha chiesto di scrivergli comunque la recensione deciso a trarre il meglio da ciò che avevo da dire. Quando poi l'ha letta in anteprima ci ha tenuto a specificarmi di non aver paura di stroncare un libro che non mi era piaciuto. Ma non vedo perché dovrei dare un voto ancora più basso se invece vi ho trovato degli discreti elementi. Comunque... beh, è un piacere “incontrare” persone così e per questo motivo ci ho tenuto a menzionare la cosa.
Al di là del singolo libro credo che l’autore abbia tutte le possibilità di creare belle opere e sinceramente spero lo faccia.
E allora do un voto anche a lui, a Davide Bonvicini, come persona dalla grande umiltà e simpatia.

IL MIO VOTO ALL'AUTORE: