giovedì 30 ottobre 2014

"Cuori Sotto Tiro": Un romantic Suspense per Antonio Scotto

Finalmente posso darvi la mia opinione su questo bel romanzo di Antonio Scotto Di Carlo. Un romantic suspense in stile italiano, ambientato in Italia e su cui nutrivo tantissima curiosità.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "Cuori Sotto Tiro"
Autore: Antonio Scotto di Carlo
Genere: romantic suspense
Formato: e-book e cartaceo (cartaceo disponibile da metà  Novembre)
Pag: 214 (formato kindle); 234 (cartaceo)

Link per l'acquisto:
Amazon, Kobobooks e molti altri stores on line


LA TRAMA:

Jenny è una bella e giovane imprenditrice. Il suo bisogno di indipendenza la rende una ragazza forte, ma l’innata diffidenza le crea qualche problema con gli altri. Poi un giorno incontra l’amore. Più che un incontro, uno scontro. Un frontale, proprio. Per lei tutto cambia, anche perché il suo cuore non sarà l’unico bersaglio di Eros… 

Le indagini di polizia su alcuni loschi eventi che rallentano la costruzione di un nuovo grande albergo in città, le stravolgeranno ancor di più la vita.


Pagina Facebook dell'autore:
https://www.facebook.com/pages/Antonio-Scotto-di-Carlo/727952230585880?fref=ts


Recensione:

Jenny è una ragazza indipendente e così vuole rimanere. La sua libertà e la capacità di cavarsela da sola sono le cose più importanti, nella vita privata come nel lavoro. Un po’ cinica un po’ testarda, preferisce perdere qualche occasione piuttosto che rischiare e accorgersi dopo di essere rimasta fregata. Proprio queste paure la frenano nella sua vita amorosa, almeno finché non incontra il vero amore, quello a cui non si può dire di no, costi quel che costi, in confronto al quale tutto il resto è superfluo; ciò che importa sono solo quelle due braccia calde e forti che la stringono a sé. Saprà Jenny accogliere nella sua vita questo amore? E potrà veramente fidarsi di un sentimento tanto potente quanto improvviso? Chi è veramente Chris?

Aspettavo questo libro con impazienza, non posso negarlo. Come non posso negare di conoscere l’autore, basta infatti leggere la dedica per trovarvi il mio nome e cognome. E’ un amico di facebook conosciuto attraverso la passione in comune: la scrittura.
Ho imparato ad apprezzarlo attraverso i suoi altri libri, libri che, per un motivo o per un altro, mi hanno stupito.
Scrittura pulita, padronanza linguistica lodevole, creatività e imprevedibilità, nonché genialità e profondità. Questa volta Antonio Scotto si cimenta in un genere diverso eppure molte cose sono sempre lì.

Lo stile è proprio il suo, anche se il linguaggio è più diretto e semplice (cosa che ho apprezzato tantissimo), l’originalità non si può mettere in dubbio, soprattutto nel finale inaspettato (stava per fregare anche me), la trama che incuriosisce, la scrittura che cattura, la fluidità e la scorrevolezza che lo caratterizzano non mancano di certo.
E così il libro si divora in pochissimo tempo, trascinati dagli eventi insieme ai personaggi, desiderosi di scoprire la verità e di vivere questa intensa storia d’amore.

E sì, perché, in un romantic suspense troviamo la parte d’azione e quella romantica. Ben calibrate entrambe, ben equilibrate, sono l’una al servizio dell’altra. Entrambe riescono a stupire e tenere col fiato sospeso. Il tira e molla dei due innamorati, quel sottile filo di un rapporto appena cominciato in cui due cuori devono ancora conoscersi bene, devono scoprire e imparare ad amare l’altro nei pregi come nei difetti… ecco, quel filo è sempre lì lì per spezzarsi. E mentre si parteggia per loro e si spera che non avvenga nulla che li possa separare, la storia poliziesca va avanti seminando dubbi sulle poche certezze acquisite, mettendo pulci nelle orecchie e sospetti nei cuori più fiduciosi.

Ma di chi sono questi due cuori donatisi dopo un solo sguardo? Jenny e Chris. Due giovani con i propri scheletri, con un carattere forgiato da esperienze passate e sogni futuri, che dovranno essere in grado di fare alcune rinunce se vorranno avere una speranza di stare insieme.

Qui devo fare una parentesi. Il libro ha una sorta di colonna sonora, una canzone che rappresenta i momenti di maggior significato e impatto emotivo.
Ascoltatela! Se volete vivere appieno il magico momento del primo incontro, il lasciarsi andare e il riappacificarsi dopo aver creduto di aver perso tutto, mentre leggete queste pagine, ascoltate questa canzone:

           

Torniamo a noi. Devo dire la verità: Ho odiato Jenny per quanto ho adorato Chris. Purtroppo non posso spiegare bene il perché altrimenti svelerei colpi di scena che invece vanno gustati e vissuti attraverso la propria sensibilità (sapete che non mi piace fare spoiler) ma lei mi appare molto immatura e capricciosa, indecisa nei momenti in cui invece non avrebbe dovuto avere nemmeno un dubbio e determinata quando invece si sarebbe dovuta porre delle domande. Chris al contrario, seppure affetto da quel male incurabile che è il sentimento della gelosia, è troppo dolce e innamorato per non perdonargli qualche eccesso.

In fondo però, poiché un personaggio può dirsi riuscito male solo quando risulti piatto, quando non abbia un carattere preciso, quando potrebbe scomparire o confondersi con la folla che nessuno se ne accorgerebbe, posso dire che Antonio è riuscito a caratterizzarli bene entrambi.  Possono piacere o no, si può condividere o meno le loro scelte e le azioni, ma comunque provocano forti reazioni.
Anche i personaggi secondari come Martina o Luca, le due “spalle” per intenderci, sono ben fatti e proprio per questo mi sarebbe piaciuto vedere qualche scena di più che li riguardasse. Non che siano stati lasciati in secondo piano ma, appunto, sono molto interessanti e quindi avrebbero meritato più spazio.

C’è solo una cosa che mi frena dal dare al romanzo il voto più alto. Non che la parte “gialla” non sia ben fatta o manchi di qualcosa ma secondo me, con l’arguzia, l’intelligenza e la genialità che possiede, Antonio Scotto avrebbe potuto osare di più e cerare una componente poliziesca di prim’ordine. Avrebbe potuto creare un giallo e un thriller mozzafiato se non si fosse limitato. Spero che rimedierà con il prossimo libro.

In conclusione un romanzo sicuramente che vi consiglio. Una bella e intensa storia d’amore, delle scene piccanti che danno vivacità alla trama ma che non scadono mai nel volgare, un protagonista maschile che rimane nel cuore, molti colpi di scena mai banali e una componente suspense che crea comunque pathos e attesa.
Bravo Antonio… ancora una volta!

IL MIO VOTO:



Il Booktrailer


Gli altri romanzi dell'autore:

"Il dio sordo - mia immortale amata" (recensione QUI)
"Il dio sordo - IX"
"Il dio sordo - 10 estratti"
"2 Mogli, 2 Mariti e 1 Lampadario" (recensione QUI)




mercoledì 29 ottobre 2014

Occhio al Libro:"Il Cuore di Quetzal"

Oggi vi segnalo un nuovo fantasy dell'autore italiano Gianluca Malato. Un altro emergente che si presenta con un romanzo che, dalla trama e dalla copertina, sembra molto interessante. In attesa di poterlo leggere e darvi la mia opinione, vi snocciolo qualche informazione.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "Il Cuore di Quetzal”
Autore: Gianluca Malato
Editore: Nativi Digitali Edizioni
Data di uscita: 3 settembre 2014
Genere: Fantasy, Sword and Sorcery
Collana: NSF (Non Solo Fantasy)
Prezzo: 3.99€
Formato: ebook (epub, mobi, pdf)

Link per acquisto e altre info:

LA TRAMA:

Baltak è un mercenario freddo e riservato, che vaga per le terre di Midgard accettando i lavori più pericolosi e cruenti. Una missione in particolare, la ricerca del dio Quetzal, la cui scomparsa sta causando una guerra tra umani e giganti, lo porta sulle tracce della Terra delle Nebbie, dominata dal malvagio Loki e dal suo seguace Regas. L'avventura di Baltak, tra scontri di magia, indagini, tradimenti e trappole, rivelerà progressivamente il mistero dietro il cupo mercenario: perché padroneggia le rune, poteri tipici dei druidi, e di chi è la voce di tenebra che lo accompagna e lo tormenta continuamente?
Il Cuore di Quetzal, romanzo fantasy con sfumature sword and sorcery di Gianluca Malato, autore de “Il Golem”, raccoglie a piene mani personaggi, suggestioni e tematiche dei miti nordici per raccontare da una parte una storia di guerra, complotti e macchinazioni, tra dei e uomini, tra sete di potere e virtù, e dall'altra quella di Baltak, un antieroe che cela dietro la sua immagine burbera e scontrosa un terribile dramma e un disperato desiderio di vendetta. Quale sarà il destino del cuore di Quetzal e del mercenario?


Qualche notizia sull'Autore:

Gianluca Malato è nato a Erice nel 1986. Scrive per diletto sin dall'età di 16 anni, scrivendo romanzi brevi e racconti di genere fantastico pubblicati in vari siti Internet specializzati.
Nel 2008 entra a far parte della redazione del giornale online Fantascienza.com, per il quale scrive notizie sul mondo del cinema e articoli di divulgazione scientifica. Ha inoltre collaborato come redattore con il portale Silenzio-In-Sala.com, con la rivista Fantasy Magazine e con il blog Ossblog.it. Trasferitosi a Roma, si laurea in Fisica Teorica con indirizzo Meccanica Statistica dei Sistemi Complessi presso l'Universita "La Sapienza", trovando successivamente lavoro nel settore informatico.
Nel 2014 ripropone il suo primo romanzo, Il Golem, in una seconda edizione pubblicata con la formula del self-publishing. Nello stesso anno la rivista Fantasy Magazine pubblica il suo racconto di genere sword and sorcery Razziatori di tombe, ambientato nello stesso contesto fantasy del romanzo Il cuore di Quetzal, sempre del 2014 ed edito da Nativi Digitali Edizioni.

Segui Gianluca su:

Sito web: www.gianlucamalato.it
Indirizzo e-mail: gianluca@gianlucamalato.it
Pagina Facebook: www.facebook.com/gianlucamalato
Profilo Twitter: www.twitter.com/gianlucamalato

lunedì 27 ottobre 2014

Recensione: "Il Delegato Poznan è Stanco"

Buon lunedì. Iniziamo la settimana con il mio commento a questo romanzo di Stefano Valente. Un titolo un po' enigmatico ma molto significativo per questo thriller sui generis. Vediamo per bene di che si tratta.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "Il Delegato Poznań è Stanco"
Autore: Stefano Valente
Genere: Giallo, thriller
Editore: Libromania
Pag: 71 (formato kindle)
Formato: e-book

Link per l'acquisto:
Amazon, Kobobooks, Libromania, e molti altri stores on line



La pagina dell’autore: http://www.stefanovalente.com

LA TRAMA:

Nei territori della vecchia Europa, nell’era successiva al IV Conflitto, il delegato per la Salvaguardia Pubblica Poznań è alla prese con il caso più delicato della sua carriera. Una cellula terroristica ha rapito il giovane amante del Ministro della Propaganda e i vertici del nuovo ordine annaspano nel panico più totale. Rimettere insieme i pezzi di un mosaico di cui si conosce solo un frammento è un’impresa ardua anche per uno degli investigatori più esperti dell’apparato. Così, mentre Poznań fatica a sciogliere tutti i nodi dell’intricata vicenda, la realtà intorno a lui, lentamente, perde nitidezza. Ombre si addensano sui volti dei più insospettabili esponenti del regime, solo maschere di cui lo stesso Poznań comincia a dubitare. Chi è la vera vittima in tutto questo caos? Cosa si nasconde dietro al rapimento dell’amante del Ministro? Ma soprattutto, perché è stato scelto proprio lui? Perché proprio Poznań?

Recensione:

Poznań sa qual è il suo posto e qual è la sua missione. Non ha dubbi, lui è il delegato per la Salvaguardia Pubblica, al servizio del Ministro della Propaganda che ora lo vuole per risolvere un caso delicatissimo perché molto personale. Poznań non ha dubbi che sarà in grado di risolvere il caso perché lui è un segugio. Eppure piano piano le sue certezze iniziano a sgretolarsi. Piano piano, la fiducia nei suoi capi e in tutto il sistema inizia a vacillare. In un mondo dove il Presidente è solo un fantoccio, dove a capo di tutto c’è proprio il Ministro e la Propaganda, dove è vietato leggere e sognare e si può solo obbedire, alla fine Poznań si ritroverà proprio come dice il titolo: stanco o per meglio dire, esausto.

Il romanzo è scritto per lo più dal punto di vista del protagonista, Poznań, anche se vi sono cambi di POV qua e là, giusto per far comprendere al meglio la vita in questa società che non è come la nostra. La storia è infatti ambientata in un’ epoca successiva a un IV conflitto. A capo di tutto vi è la Propaganda e il suo ministro, burocrazia è un virus che blocca anche le situazioni più elementari, la lingua comune è imposta così come qualsiasi altra cosa. Una dittatura travestita da Democrazia. I miserabili e i reietti non possono che nascondersi lontano dalla città in un fantomatico Livello Zero, in un ghetto e non si tratta di poche persone ma di ben due milioni. Tra loro vi sono anche i ribelli, i dissidenti: l’Emmeagì. Ma che cosa c’entra tutto questo con Poznań e con il rapimento dell’amante del Ministro? Beh, non posso certo svelarvelo io.

Posso però svelarvi che questo romanzo è davvero particolare. Molto breve in realtà eppure l’autore è riuscito a costruire una bella storia, molto originale, piena di suspense e tensione.

Lo stile è molto diretto. Le frasi sono brevi e sicuramente non ci sono parole di troppo visto che molti elementi sono lasciati sottintesi. Eppure non c’è niente che non si capisca perché l’autore è stato molto bravo a guidare il lettore in questa particolare “mondo” attraverso l’essenziale.
E l’essenziale non è il nuovo ordine,la trama, il rapimento o altro. No, l’essenziale è proprio lo stato d’animo di Poznań, il crollo delle sue illusioni. E’ come se tutta la storia venga costruita proprio per arrivare a capire la stanchezza mentale e soprattutto morale del delegato.
La stessa risoluzione del rapimento finirà in secondo piano, finalizzato solo ad essere la famosa goccia che fa traboccare il vaso.
Poznań diviene lo specchio di un qualsiasi cittadino che ha creduto di agire per il benessere comune, per il raggiungimento di uno scopo più grande e invece si ritrova ad aver fatto solo gli interessi personali di qualche subdolo individuo che aspirava al potere. Eppure non c’è nulla che il nostro “eroe” possa fare. Può solo scappare.

Anche tutti gli altri personaggi in campo sono in funzione di Poznań. Federico e Curtius Lerbeck, Solomon, Tatiana, il sottosegretario, il Ministro stesso, il Presidente Ogarkov, che compare solo in un sogno e Kreblitz l’Eliminatore, che appare solo in Appendice… ognuno di loro farà al massimo due comparse in tutto il romanzo (alcuni nemmeno una per la verità perché se ne sente solo parlare), eppure se ne intuisce subito, attraverso una frase o un’azione, il carattere e lo stato d’animo. In questo Stefano Valente è stato bravissimo.

In conclusione, il romanzo è sicuramente molto ma molto particolare ma mi è piaciuto. E’ una storia che porta a soffermarsi e riflettere. Forse non a tutti piacerà, eppure l’autore rivela un gran talento.
Non aspettatevi una storia come le altre, né una trama lineare. Forse non arriverete a capire tutto, ma solo perché quel tutto non è importante.
L’importante è il messaggio. La coscienza non può essere messa a tacere perché prima o poi tornerà a farsi sentire, non esiste un bene superiore che venga costruito a scapito della vita dei singoli individui e chi vuol far credere questo è solo perché in realtà sta inseguendo il suo profitto personale.

IL MIO VOTO:




sabato 25 ottobre 2014

Intervista: Jessica Maccario ci parla di sé

Conosco Jessica da un po' e proprio per questo, parlando, collaborando e condividendo con lei la passione per la scrittura, mi è nato il desiderio di farle qualche domanda. Ho approfittato quindi della recente uscita del suo ultimo romanzo ed eccola qui, in tutto il suo splendore. Ah ah ah.

Mettetevi comodi però, perché Jessica... beh, diciamo che si è lasciata prendere la mano e ha scritto, ha scritto, ha scritto...

1-Non ti chiederò come e quando hai iniziato a scrivere perché immagino che te lo abbiano chiesto già in tanti. Quindi partiamo non dall’inizio ma dal presente. So che ultimamente hai scritto molti racconti e che ancora ne scrivi. Come hai cominciato e cosa ti attira nei racconti?
Ciao Manuela, grazie per questo spazio! :)
È vero, sono tutti curiosi sulle origini della scrittura... ma mi fa piacere parlare anche un po’ dei miei racconti, parlo sempre dei romanzi. Dunque, penso di scrivere racconti da sempre. Anche se mi sono sempre impegnata con i romanzi, anche se non ho mai effettivamente pensato alla pubblicazione dei racconti prima di entrare in questo “mondo”, ho iniziato a scrivere racconti fin da molto piccola. Alle elementari mi piaceva particolarmente, ho delle agende piene di questi racconti fantastici di una decina di pagine... mi piaceva scriverli perché parto sempre molto entusiasta quando scrivo e questo entusiasmo vista la brevità del genere non si esauriva facilmente. Ho ripreso a scrivere racconti un anno fa, dopo la pubblicazione del fantasy. Il motivo principale è che avevo voglia di mettermi in gioco, per questo ho partecipato a parecchie sfide con altri autori; in più, penso che scrivere racconti aiuti molto a capire come gestire una storia; ultimo motivo, avevo voglia di trattare temi che non sempre vengono presi in considerazione. Mi piace l’idea di sviluppare un tema specifico nel racconto, non sempre con i romanzi ci riesco. Tuttavia, adesso ho deciso di rallentare un pochino con i racconti: ne sto pensando uno per una prossima sfida, ma ho detto di no a molte altre. Dopo averne inseriti dieci in antologie e siti vari, voglio dedicarmi un po’ ai romanzi...

2-Il tuo libro “Insieme verso la libertà” è stato scritto quando eri più giovane e lo hai tenuto per un po’ dentro un cassetto. Qual è stata la molla che ti ha fatto decidere di pubblicarlo e perché con una casa editrice e non da indipendente.
Sì, l’ho scritto durante le scuole superiori, quando non pensavo minimamente alla pubblicazione. L’unica interessata a leggerlo era la mia migliore amica e con lei discutevo a lungo dei personaggi. Poi l’ha letto il mio ragazzo e ho iniziato ad avvertire il bisogno di pubblicare qualcosa, più che altro per me stessa, per capire che potevo farcela. Ma quando ho mandato il file alle varie case editrici non ero per niente consapevole di cosa mi sarebbe aspettato... non avevo la più pallida idea di ciò che avrei dovuto fare e, non conoscendo nessun autore, non sapevo a chi chiedere. Chi mi ha spinto a provarci è sempre stato il mio ragazzo, anche se ne sapeva quanto me. Penso che l’input a crederci, a rendere più reale la prospettiva, me l’abbia dato Argeta (direttrice della Butterfly). Avevo cominciato a collaborare con una casa editrice per valutare i manoscritti, ma non avevamo grandi rapporti. Con Argeta (che era molto presente su facebook) invece ci sono state fin da subito discussioni e rapportami così con una direttrice già parecchio conosciuta mi ha permesso di vedere come funzionavano le cose tra i lettori e gli autori e di rendere appunto più concreta l’idea di pubblicare un libro. Ho capito che se volevo essere un’autrice avrei dovuto fare molto più di quello che pensavo... non basta semplicemente scrivere un libro per essere un autore, c’è un grande lavoro da fare per conquistare la fiducia dei lettori o anche solo per farsi conoscere. Ricordo benissimo quel giorno, quando vidi la locandina del concorso di Bibliotheka edizioni: la mostrai a tutti, pensando che sarebbe stata un’occasione unica per vedere se il libro piaceva. L’idea di poterlo pubblicare gratuitamente e di non dover aspettare anni per una risposta m’intrigava moltissimo. Avevo riflettuto sull’auto-pubblicazione ma pensavo di non essere in grado di gestirmi da sola: con il senno di poi, credo che abbia fatto bene ad aspettare per auto-pubblicarmi. L’esperienza con le case editrici, belle o brutte che siano, penso che siano utili a tutti!

3-Ora stai scrivendo il secondo episodio, puoi dirci qualcosa? Senza fare troppi spoiler, ma cosa riserva il futuro per Peter, Angelica e i loro amici?
In realtà l’ho scritto mentre aspettavo di pubblicare il primo fantasy, adesso è da rimettere a posto. Quest’anno mi sono concentrata sui racconti e sull’ultimo romanzo uscito, quindi l’ho lasciato un attimo da parte (chiedo perdono!!). Io che non faccio spoiler? :P ehm, ci provo. Allora, le vicende di Peter e Angelica procedono in parallelo ma s’intrecciano tra loro più avanti nel corso del libro. Peter come accennato alla fine del primo, parte con i genitori e i fratelli per la sua città di origine, Seaside Town, dove conosce una ragazza, Clarissa, che è legata al passato di sua madre (non è una figlia scoperta per caso, tranquilli!). Clarissa sceglie di seguirlo, perciò anche lei scopre l’esistenza delle creature del bosco... e in particolare di Malphas, per il quale prende una cotta stratosferica. Ma il loro rapporto di fuoco (eh, poi capirete perché lo chiamo così...) è in un certo senso speciale e su questo non posso proprio dire di più.
Angelica raggiunge l’abitazione della nonna, una donna un po’ particolare con un piano alquanto folle... mentre Peter parte nuovamente per una città che svelerà ai nostri amici le vere origini degli elfi.
In questo fantasy do importanza a personaggi che nel primo venivano appena accennati, come Galanìr, e ne introduco di nuovi, come l’anziano Nicolai, che avrà un ruolo decisivo. Anche i rapporti tra le varie creature cambieranno e i problemi ovviamente sono all’ordine del giorno ;)

4-E’ da poco uscito il tuo nuovo romanzo, “In Volo con Te”. Questa volta non è un fantasy ma un romance contemporaneo in cui affronti una tematica molto delicata. Tu sei una ragazza giovane, come mai hai voluto cimentarti in qualcosa di così particolare invece che dedicarti a un romance classico o a un chick lit, che ora come ora, vanno per la maggiore?  Come è nata l’ispirazione?
Ho sempre sognato di scrivere un chick lit, perché adoro leggerli e divertirmi, ma non credo di esserci molto portata. Questo romanzo trae ispirazione dai romance classici, perché la storia d’amore è centrale sia nel primo che nel secondo (anche se sono due amori molto differenti), ma non mi basta più parlare d’amore. In ogni storia che ultimamente sto scrivendo, affronto almeno un tema importante. Penso che la narrazione sia il percorso ideale per far passare i messaggi, ma ancor di più per consentire ai lettori di riflettere su temi che magari nella vita quotidiana sono distanti da loro. Qui il tema principale è quello della diversità, soprattutto per quanto concerne gli omosessuali. In questa storia il rapporto di Tommaso e Giulia è molto delicato, perché il loro legame è nato prima che lui avesse la piena consapevolezza della sua omosessualità e l’ambiente in cui ha vissuto l’ha sempre spinto verso l’eterosessualità. Anche con Giulia non ha mai voluto affrontare prima l’argomento, e questo ha fatto sì che nel suo cuore l’amore per lui si consolidasse, al punto da illudersi che i vari suoi amanti avuti nel corso degli anni fossero in realtà dei bisogni momentanei.
Per quanto riguarda l’ispirazione, l’omosessualità è un argomento di cui ultimamente si parla abbastanza, molto più di qualche anno fa. Non sempre in termini positivi, e questo spesso è dovuto soltanto al pregiudizio o alla paura del diverso. Quando sono andata a studiare a Torino, forse per la prima volta mi sono trovata di fronte a una realtà diversa: spesso incontravo coppie di lesbiche sui pullman o a scuola, e non riuscivo a capire perché dovessi considerarle diverse da noi. Eppure mi sentivo in imbarazzo perché vivendo in un paesino dove tutti spettegolano, dentro di me vedevo le occhiate storte della gente. E poi ho scoperto che persino nei piccoli paesi ci sono; che devono nascondersi, fingere di essere uguali agli altri; che vivono insieme alla moglie, e magari impiegano quarant’anni per trovare il coraggio di seguire il proprio cuore. La storia che ho inventato non mi è più sembrata così inverosimile.

5-Parlaci ancora di questo romanzo. Qual è il tuo personaggio preferito e perché, hai riscontrato delle difficoltà nella trama, hai fatto delle ricerche, insomma quello che vuoi.
Il personaggio a cui ho voluto dare più spessore è Giulia, che non ha mai potuto pienamente vivere l’amore e che ha passato dei momenti infelici nella sua vita, soprattutto nel periodo successivo alla morte della madre. Con lei ho creato una donna fragile, che ha bisogno di appoggiarsi agli altri per sopravvivere e che si affida alla sua bambina di otto anni quasi fosse lei l’adulto; una donna che solo quando si trova di fronte all’abbandono riesce a reagire e ad acquistare pian piano la forza per andare avanti. Ma il personaggio che amo di più è Tommaso, perché è autoironico, divertente, perché nonostante i disagi che ha vissuto sulla sua pelle a causa della sua omosessualità riesce ancora a trovare un motivo per sorridere, per riprovarci; perché quando vuole davvero bene a una persona fa di tutto per mostrarglielo.
Questo è il romanzo per cui ho fatto più ricerche, perché volevo che l’ambientazione uscisse fuori e non facesse solo da sfondo. Ho cercato di conoscere il più possibile di Amsterdam, non so quante ore ho passato con la cartina sotto il naso a ritrovarmi le vie, a studiare i percorsi, a leggere la sua storia. Ho anche avuto la possibilità di visitarla e questo mi ha aiutato davvero molto!
Difficoltà nella trama le trovo spesso, perché più i romanzi sono lunghi più diventa difficile gestire il tutto. Ma in questo caso ho voluto fare una duologia, dividere la storia in due libri per dare spazio a entrambe le coppie, perché penso che fare tutto in unico libro sarebbe stato riduttivo; questo mi consente anche di mostrare due diversi scenari: un luogo più turistico come Amsterdam per questo primo libro, e un luogo più selvaggio e naturale come il Canada per il secondo.

6-Tu vivi la doppia esperienza di pubblicare con una piccola casa editrice e come autrice self. Puoi dirci i pro e i contro dell’uno e dell’altra?
Penso di essere fortunata ad aver provato entrambe le vie, perché così ho una percezione più concreta di quali siano i vantaggi che ho avuto. Inoltre, penso che le piccole case editrici si somiglino un po’ tutte: cercano di puntare su una storia che possa piacere ai lettori ma hanno pochi soldi a disposizione, per cui si arrangiano come possono; questo comporta che spesso il libro non ha a disposizione un editing che permetterebbe di renderlo migliore e la correzione non viene affidata a qualcuno di veramente esperto. Puntano invece su una stretta cerchia di lettori, che valutano il libro e danno una loro opinione, ma il più delle volte non cercano il contatto con i lettori esterni, coloro che appunto devono comprarlo il libro. Ho visto davvero pochi editori che utilizzano facebook per arrivare alla gente, che s’inseriscono nelle discussioni e si mettono in gioco loro stessi. Starò a ripetermi, ma la più disponibile ad andare incontro ai lettori che ho visto finora è di nuovo Argeta. Io di promozione ne ho avuta sempre poca, quindi fin dall’inizio mi sono impegnata in diverse iniziative, e credo che il contatto con i lettori e con altri autori ogni scrittore dovrebbe cercarlo di sua iniziativa.
L’auto-pubblicazione mi piace molto perché posso gestirmi come voglio e non ho bisogno di aspettare la conferma di altri per procedere né di attendere settimane per una risposta: posso creare le offerte che desidero, modificare il file quando voglio e quindi ricorreggerlo se serve, vedere giorno per giorno le vendite, capire quale iniziativa funziona meglio e quale non... insomma, al momento è la soluzione che preferisco. 

7- Ti piacerebbe fare della scrittura il tuo lavoro? Ipoteticamente parlando, se si potesse vivere di scrittura, lo faresti?
Assolutamente sì! Un po’ lo sto già facendo, visto che essendo disoccupata non ho altre entrate. Cerco di scrivere un po’ ogni giorno, e con il tempo che dedico alla scrittura, alle discussioni con altri autori e alle iniziative non so davvero come farei a trovare il tempo di fare anche un altro lavoro ;) ho iniziato a girare per le fiere anche per questo motivo, per arrivare più facilmente ai lettori e mettere da parte qualcosa, anche se poi quei soldi finiscono in fretta tra copertine, correzioni, pezzi vari mancanti (esempio: il gazebo per le fiere, segnalibri, minilibri...). Comunque sono abbastanza concreta da sapere che per il momento non posso mantenermi di certo con i guadagni da scrittore e che non so se accadrà mai, ma una nota di speranza c’è sempre...

8-Stiamo assistendo a una repentina quanto incredibile trasformazione dell’editoria tradizionale grazie a due fenomeni: il digitale e l’autopubblicazione. Secondo te gli e-book saranno un mezzo per salvare un mercato in crisi? E cosa ne pensi del fatto che anche le grandi case editrici abbiano cominciato a fare scouting direttamente dalle classifiche di Amazon e di altri stores famosi?
Penso che la scelta delle grandi case editrici sia appunto una mossa per evitare la crisi. Normalmente hanno centinaia di manoscritti completamente inediti da leggere, non sanno come verranno accolti dal pubblico, non sanno quanto impegno ci metterà l’autore per promuoversi... scegliere un libro che è già stato comprato da tante persone, perché evidentemente attirava, che ha già tante recensioni, magari non tutte positive ma ha fatto comunque parlare di sé, poter seguire le mosse dell’autore per vedere come si rapporta alla gente... beh, è un vantaggio notevole. Poi li pubblicizzano apposta con fasce del tipo “diventato un successo grazie al passaparola dei lettori”, li fanno sentire importanti, danno un motivo valido per comprarlo: io stessa mi dicevo spesso “se molti l’hanno apprezzato sarà buono”. Questo non farà altro che alimentare l’auto-pubblicazione. Chi sa che mandando il manoscritto alla casa editrice dovrà aspettare due anni per una risposta (e magari non la otterrà nemmeno), mentre auto-pubblicandosi ci sono autori che nel giro di qualche mese vengono contattati e ricevono i contratti, beh, è un notevole risparmio di tempo e certamente è invogliato a tentare quest’ultima strada (non che sia davvero così semplice essere contattati: solo una piccola percentuale ci riesce).
Gli e-book sono importanti tanto quanto i cartacei: non si vive di solo e-book e non credo che il mercato riuscirebbe ad andare avanti se ci fossero solo gli e-book; sono però necessari, perché i cartacei da soli possono poco. Basta sentire le lamentele dei lettori: “io leggo solo in cartaceo, amo sentire l’odore della carta e non comprerò mai un e-book”, “i più belli li compro in cartaceo, tutti gli altri li voglio in e-book, almeno risparmio”, “io ormai compro solo più e-book perché di cartacei ho piena la stanza”, “che roba è l’e-book? No no, i vecchi libri non moriranno mai.” Insomma, bisogna saper accontentare tutti, quindi credo che per il momento sia necessario avere entrambi i formati. Motivo per cui preferisco le case editrici che stampano in entrambi i formati, anche se posso capire che spesso non conviene stampare in cartaceo, per esempio se il libro è troppo corto (c’è sempre più la moda del vendere i racconti di 20 pagine in e-book al prezzo di un romanzo, avete notato?).

9-Piccola casa editrice, auto pubblicazione… ti manca ora un’esperienza con una grande casa. Ti piacerebbe?
Un anno fa ti avrei detto “voglio assolutamente pubblicare con una grande casa”, come tutti quelli che si accostano a questo mondo, credo. L’idea di arrivare in tutte le librerie, di passare per il supermercato e vedere un mio libro, di sapere che in molte case c’è il mio cartaceo, sono tutti desideri che continuo ad avere e che penso non smetterò mai di avere. Ma non al punto di cedere a contratti che tolgono ogni libertà all’autore, lasciandogli in pratica solo le briciole: penso che abbia senso legarsi a un editore per una determinata opera ma non per tutte quelle successive ancora prima di averle scritte; penso che dovrei essere io a valutare di volta in volta come procedere, non accettare a prescindere che un altro possa decidere per me. Poi ci sono tante possibili soluzioni intermezze che potrei anche accettare se sapessi che ne vale la pena, ma per il momento sono più decisa a procedere in libertà.

10- Progetti futuri? Altri racconti o un nuovo romanzo?
Entrambi! J Il racconto sulla Scozia di cui vi ho accennato prima lo sto abbozzando, poi sto finendo di scrivere un racconto lungo (che a questo punto è ormai diventato un romanzo breve) di genere romantic suspence intitolato “Io ti libererò”, che non so come farò uscire: essendo un genere poco conosciuto, se lo auto-pubblicassi non so quanto riuscirei ad arrivare ai lettori “giusti”, ma per questo ho ancora tempo per pensarci. Ho ripreso in mano il secondo fantasy, “La spada degli elfi”, e a conclusione della revisione mi dedicherò al secondo romance che chiude la duologia, “Questo viaggio è per sempre.”
Ho ancora un altro racconto fantasy in sospeso, non so quando avrò tempo di riprenderlo ma credo che si trasformerà anche questo in un romanzo... prima o poi.

Avrai da scrivere per i prossimi decenni!!! Grazie Jessica della tua disponibilità e della pazienza nel rispondere a tutte queste domande.


Grazie a te, Manuela, sono state domande molto interessanti! Spero di non avervi annoiato troppo ;)
Vi aspetto su facebook, dove mi piace molto chiacchierare anche con i lettori o dare suggerimenti a chi si avvicina per la prima volta alla pubblicazione.
Oppure, se volete, potete scrivermi sul sito:

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giovedì 23 ottobre 2014

Occhio al Libro: Angela Di Bartolo in "Nero"

Ho già avuto modo di apprezzare il talento di questa autrice italiana, il suo stile pulito e armonioso nella raccolta di racconti intitolata "Per Altri Sentieri" (Recensione QUI).
Sono quindi molto felice di segnalarvi la sua nuova opera che, sono sicura, non sarà da meno della prima. Questa volta però, Angela Di Bartolo, si è rivolta ai ragazzini dai 7 anni in su, con un bel racconto illustrato. 


SCHEDA LIBRO:

Titolo: "Nero"
Autore: Angela Di Bartolo
Illustratore: Gianmaria Bozzolan
Genere: Letteratura per ragazzi (dai 7 anni in su)
Collana: Apprendisti Lettori
Editore: Runa Editrice
Formato: Cartaceo (Brossura 14x21)
Pag: 94
Uscita:  02 Ottobre 2014
Prezzo di copertina: € 10.00
ISBN: 978-88-97674-41-2

Link per l'acquisto:

LA TRAMA:

Nero, il gatto, è stato rubato. Nero è una specie di star: da tre anni, tutti i giorni, prende il trenino da Centocelle al centro di Roma, e dopo un po' se ne ritorna a casa. Ma l'ultima volta non è tornato, ed è passata una settimana.Il proprietario offre una ricompensa di mille euro a chi gliene darà notizie e Matteo e Ahmed, due ragazzini di periferia, decidono di indagare. Una storia di avventura, con un po' di umorismo, un po' di giallo e un pizzico di fantastico che darà modo anche di scoprire l'Antica Roma. Età di lettura: da 7 anni.

L'Autrice:

Angela Di Bartolo è nata a Bologna dove vive tuttora. Laureata in Scienze Politiche, lavora presso il suo Comune come Assistente Sociale. Le sue passioni, oltre alla letteratura, sono il giardinaggio, la storia e l’archeologia.
Negli ultimi anni ha partecipato con successo a concorsi per racconti di genere fantastico, fra i quali il Premio Sentiero dei Draghi con Ottobre (poi pubblicato nell’antologia Il Ritorno, 2008), il Trofeo RiLL con Ponti (uscito in Cronache da Mondi Incantati, 2009), SFIDA con Relitti (in Riflessi di Mondi Incantati, 2010), Nostos (ne Il Carnevale dell’Uomo Cervo e altri racconti, 2012) e La conquista (in Perché nulla vada perduto e altri racconti, 2013). Il racconto Proxima è stata pubblicato nell’antologia Favole della Mezzanotte, 2011. Ha pubblicato nel 2014 sempre con Runa Editrice “Per altri sentieri”, antologia di racconti fantastici.

Il Booktrailer:

mercoledì 22 ottobre 2014

Recensione: "Soldi, misteri e altre conseguenze"

Io adoro i thriller e apprezzo molto questo autore, per questo non potevo non leggere anche la sua prima opera, molto diversa per genere da quello che finora ho letto di suo. Scopriamo quindi questo altro piccolo tesoro.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "Soldi, Misteri e altre conseguenze"
Autore: Federico Negri
Genere: Thriller
Pag: 356 (versione kindle)
Editore: flower-ed
Formato: e-book

Link per l'acquisto:

LA TRAMA:

Anna è una giovane analista economica, il cui lavoro e i cui progetti vengono sconvolti dall’incontro imprevisto con un genio della finanza. Trascinata insieme all’amico e collega Rino in giro per il mondo, in un vortice di avventure senza respiro, vedrà minacciata la sicurezza stessa della sua famiglia
Anna si scoprirà a varcare ripetutamente i propri limiti, sino a un finale aperto e sorprendente, in cui un nemico invisibile aspettava da sempre nell'ombra, pronto a colpire proprio quando tutto sembrava finalmente essersi aggiustato.
La trama principale si mescola alla complessità della micro vita di Anna e della carrellata di incredibili personaggi con cui viene a contatto nella sua corsa per quattro diversi continenti.
Una storia che intenzionalmente vuole essere difficile da collocare in un genere predefinito, una narrazione scorrevole, veloce e avvincente, che, pagina dopo pagina, prende per mano il lettore e lo fa scivolare in un mondo dove tutto può accadere.

Recensione:

Anna ha poco più di trent’anni, storia amorosa complicata e forse sull’orlo del naufragio, ma ciò che più conta per lei è il suo lavoro. Almeno così sembrerebbe inizialmente. Decisa, grintosa, intelligente, capace, si trova all’inizio di un nuovo importantissimo incarico che potrebbe farle guadagnare notorietà e molti soldi. Insieme al collega Rino, si reca quindi in Africa ma fin da subito qualcosa va storto. Tremendamente storto.
Quello che doveva essere un semplice viaggio d’affari si trasforma nell’inizio di un intrigo internazionale, tra governi corrotti, fratellanze segrete, doppi giochi, mercenari e un uomo misterioso che assomiglia più a un dio che a un semplice umano.
Lungo il cammino incontrerà nuovi personaggi, ma non sarà facile capire chi le è veramente amico e chi no. Sballottata dagli eventi, rischiando la vita ma ponendo sempre sopra a tutto la propria integrità morale, l’amicizia e l’altruismo, Anna dovrà rimettere in discussione tutte le sue priorità e arrivare a capire ciò che veramente conta per lei, compiendo anche scelte difficili, alcune delle quali si riveleranno dei grandissimi errori… o forse no.

Questo romanzo inizia proprio al centro dell’azione, poche parole e subito il ritmo diventa frenetico, misterioso, inquietante. Insomma, la nostra Anna si caccia subito in un mare di guai insieme al suo collega Rino. Da qui in poi non c’è un attimo di respiro, sempre in fuga, sempre inseguiti non si sa da chi, mentre la trama si ingarbuglia sempre più e le fazioni in campo diventano numerose. Il lettore si sente esattamente come la protagonista: sballottato da una parte all’altra cercando di capire chi siano i veri nemici e cosa nasconde Lisander, l’uomo misterioso.
Difficilmente si riesce a staccarsi da queste pagine perché la curiosità è sempre viva

Piramide di Cobà - Messico
Location di una scena del romanzo
Tra operazioni finanziare, fughe disperate in paesi stranieri, pallottole e agguati, Federico Negri ha costruito una trama originale, ricca di spunti, alcuni dei quali mi sarebbe piaciuto vedere approfonditi (alcuni in realtà meriterebbero proprio un libro a parte, come la storia della fratellanza e delle capacità di Lisander). Una storia complessa e intricata. Forse a tratti troppo, tanto che a volte il lettore rischia di doversi fermare e cercare di fare il punto della situazione, ma comunque basta un po’ di pazienza e aspettare che l’autore ci sveli ogni cosa.

I personaggi che si alternano sulla scena a loro volta sono molto interessanti e variegati.
Anna è forte, la vera protagonista ed elemento portante della trama. Nonostante, e a ben ragione, si trovi spesso spiazzata e impaurita, ha un carattere determinato, che sa bene quello che vuole, tranne nella sfera sentimentale dove invece è un vero disastro. Tuttavia lei non si arrende mai, difende ciò in cui crede in ogni istante.
A volte non ha suscitato la mia completa simpatia. Un po’ arrogante, spesso saccente e avventata, non sempre riflette prima di agire combinando un po’ di guai, ma forse questo la rende più umana. Non credo che una supergirl sarebbe stata molto credibile, mentre una donna con pregi e difetti risulta più vera.
Oltre a lei troviamo il collega Rino, amico fedele e forse l’unico di cui si possa davvero fidare (questo per inciso è il personaggio che ho preferito in tutto il romanzo); Sam, loro capo e amico; Katia, stagista timida e impacciata che poi si rivela una risorsa preziosa e assume nella seconda parte della storia un ruolo importante; Rienhars, John Smith e Meg, tre degli implacabili avversari, misteriosi ed enigmatici; infine lui, Lisander, l’uomo del mistero.
Ognuno di loro ha la sua personalità e il suo ruolo ben preciso all’interno della storia e ognuno di loro aiuterà Anna, in un modo o nell’altro, nel bene o nel male, in questo cammino di crescita personale e di scoperta di se stessa.

Forse alcuni, come Sam e Meg, potevano essere meglio sviluppati; forse manca loro un po’ di vissuto e di storia passata che avrebbero dato più profondità agli stessi e permesso di capirne meglio le scelte. Così come Lisander, poteva essere sfruttato meglio. Pieno di segreti, non si arriva a capire fino in fondo questa figura avvolta nel mistero. E se questo è positivo durante tutto l’arco narrativo, perché non si capisce mai da che parte veramente giochi, mantenendo così alto il pathos e la suspense, alla fine non arriva una spiegazione che faccia ben comprendere le sue motivazioni e il modo di agire.
Anche la natura delle sue capacità rimane un po’ nebulosa. Insomma se l’autore avesse approfondito maggiormente il personaggio dandogli più spessore, sarebbe stato ancora più affascinante.

Unica altra nota che mi sento un po’ di criticare sono i vari salti temporali, soprattutto da un continente all’altro. Proprio nei momenti più critici, quando pensi: "ora sono veramente perduti, chissà come se ne tirano fuori" e ti aspetti che accada il finimondo, la storia viene interrotta bruscamente con un calo di ritmo vertiginoso che lascia un po’ insoddisfatti e con la sensazione che manchi qualcosa.

A parte queste piccole pecche, che comunque sono da tenere in conto in un libro primo di un autore, non si può non apprezzare il romanzo.
Non è neanche molto semplice riuscire a tenere in piedi una storia simile senza cadere in contraddizioni e io non ne ho trovate.

Lo stile inoltre è lodevole. Scrittura pulita e padronanza dell’italiano, frasi brevi, dialoghi realistici e descrizioni particolareggiate senza cadere nell’eccesso.

Altra cosa che mi è piaciuta molto, sono gli spunti di riflessione contenuti nel romanzo: dai valori morali con cui Anna guida la propria vita (altruismo, perdono, amore), all’esaltazione dell’amicizia e del lavoro di squadra, al dovere dell’uomo verso i problemi che affliggono il nostro pianeta (crisi energetica, fame, malattie). Il libro non è una denuncia, quindi sono solo imbeccate, qualcosa su cui potersi soffermare e porsi qualche domanda ma proprio per questo mi sono piaciuti particolarmente.


In conclusione un buonissimo thriller con una trama ricca e originale; una scrittura che cattura e incanta, che emoziona e avvince tanto che se non avessi incontrato qualche difetto nella trama e nei personaggi avrei dato un punteggio pieno. Sicuramente però lo consiglio vivamente se piacciono intrighi, complotti, azione e avventura.

IL MIO VOTO:



lunedì 20 ottobre 2014

Un libro per un Sorriso: "Anime Assassine - Anche tu te ne Andrai"

Buongiorno a tutti. Oggi si comincia la settimana con una bellissima iniziativa che mi premeva porre alla vostra attenzione.
E' uscito oggi, su amazon e molte altre piattaforme, questo libro particolare. La sua singolarità non consiste tanto nella trama, nello stile o chissà che (magari anche in quello ma non avendolo ancora letto, non posso dirne nulla. Rimedierò comunque quanto prima.) quanto per il motivo per cui il romanzo è nato e viene venduto.
Si tratta di UN'INIZIATIVA BENEFICA!!!


Il libro nasce a favore dell'iniziativa “Un libro per un sorriso”, creata dallo stesso autore Diego Collaveri, che si prefigge l’intento di dare a un qualsiasi genere di opera un’accezione di solidarietà. Da sempre convinto che si debba mettere ciò che si ha, anche solo lavorativamente, a favore di chi ha davvero bisogno, l’autore ha deciso di:

devolvere i proventi dell’opera, dedotti tutti i costi vivi, a favore dei progetti promossi in Etiopia dal Centro Aiuti per l’Etiopia, associazione a scopo benefico che si occupa sul campo di povertà e indigenza dei bambini della popolazione Etiope.


SCHEDA LIBRO:

Titolo: "Anime Assassine - Anche tu te ne Andrai"
Autore: Diego Collaveri
Genere: Thriller
Formato: e-book
Pag: 101 (formato kindle)
Prezzo: € 0,99

Link per l'acquisto:
Amazon

Per informazione sul'iniziativa, per seguire i dati delle vendite e delle donazioni
https://www.facebook.com/groups/707021152712819/

LA TRAMA:


Un apparente incidente stradale riporta l’ispettore Quetti su di un vecchio caso di riciclaggio di denaro sporco, legato a sabotaggi mortali avvenuti su dei cantieri. L’intuito lo metterà sulle tracce del killer professionista responsabile, unico collegamento rimasto coi vertici dell’organizzazione, ma le lancette corrono. Il tempo concessogli prima dell’archiviazione ufficiale dell’indagine si esaurisce inesorabile. Nella disperata ricerca di una prova che possa tenere ancora aperto il caso, Quetti si imbatterà in Elisa, sensuale cantante soul amata dal killer. Le malinconiche note della sua voce avvolgeranno l’ispettore, ignaro di un oscuro passato che lo porterà di fronte a una scelta che non avrebbe mai pensato di dover fare.
Il libro contiene anche il racconto breve "Doppio Gioco", prima avventura di Quetti apparsa sulle pagine del settimanale Cronaca Vera.

Che altro dire se non che lo leggerò quanto prima e vi darò come sempre la mia opinione.
Credo comunque che questa sia una bellissima idea e in fondo, a noi amanti della lettura ,cosa ci costa: il prezzo di un caffè per leggere un libro e donare un sorriso. Direi un ottimo scambio.

Qualche notizia sull'autore:

Diego Collaveri, nato a Livorno il 27/02/’76.
Dal 1992 al 2000 lavora in campo musicale come chitarrista e arrangiatore, collaborando per EMI Music.
Nel 2000 si cimenta con la scrittura e i vari concorsi di poesia/narrativa, da cui arrivano subito riconoscimenti e pubblicazioni.
Nel 2001 comincia a lavorare dietro le quinte di alcune compagnie di musical, per poi arrivare al progetto “Rocco e i suoi orrori”, proponendo a livello nazionale una riduzione musicale di The Rocky Horror Picture Show, che verrà annoverato tra i cast internazionali dell'opera.
Nello stesso anno debutta nella sceneggiatura, prima teatrale e dopo per il cinema breve.
Nel 2002 la passione per il grande schermo lo porta a dirigere, con mezzi di fortuna, il primo cortometraggio che vince il concorso Minimusical indetto dal quotidiano La Repubblica e la casa di produzione Fandango, che gli permette di divenire collaboratore di quest'ultima per i successivi tre anni.
Per implementare le conoscenze registiche, intraprende un percorso didattico/formativo con vari registi italiani (Paolo Virzì, Davide Ferrario, Ruggero Deodato, Francesco Falaschi, Umberto Lenzi) per apprendere le tecniche di regia, studiando al tempo stesso testi didattici e storia della cinematografia.
Nel 2003 fonda la "Jolly Roger productions", etichetta indipendente per la produzione di cortometraggi, videoclip e riprese di spettacoli live. Molte delle opere realizzate hanno ricevuto premi a livello nazionale e distribuzioni televisive.
Nel 2004 partecipa, assieme ad altri registi, alla realizzazione di un mediometraggio prodotto e distribuito da EmmeFilm srl, che entra nel circuito dei festival cinematografici internazionali.
Nel 2006 viene invitato dall’Universtià di Pisa, dipartimento Cinema Musica Teatro, a  intervenire nell’ambito del seminario “il cinema classico Hollywoodiano”.
Dal 2009 è inserito nell’Enciclopedia degli Scrittori Contemporanei Italiani.
Nel 2013 alcuni racconti brevi dell'ispettore Quetti sono apparsi sul settimanale nazionale Cronaca Vera.
Da Febbraio 2014 è tra i collaboratori di LaTelaNera.com realizzando articoli e recensioni cinematografiche.
Ha ricevuto numerosi riconoscimenti ed è presente in molte antologie letterarie;

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