lunedì 4 agosto 2014

Intervista: I Mondi fantastici di Federico Negri

La scorsa settimana vi ho presentato il nuovo e-book di Federico Negri: "Kasia - Il codice della Strega" (recensione QUI). Oggi l'autore è ospite del mio blog per scambiare quattro chiacchiere con noi e rispondere pazientemente alle mie domande. 

1-Se una grande casa editrice ti contattasse proponendoti un bel contratto decennale, lasceresti il tuo lavoro per dedicarti solo alla tua passione? Senza fare considerazioni di soldi o sopravvivenza… Insomma, vorresti fare della scrittura la tua vita?
Lo scenario che proponi è affascinante, sarebbe un sogno. Certo che lascerei il mio lavoro per la scrittura, anche se in Italia gli scrittori che guadagnano abbastanza da vivere bene, penso che si contino in poche decine, gli altri hanno tutti attività collaterali. C’è poi il teorema di Grisham, che sostiene che il vero scrittore debba, almeno all’inizio, avere un altro lavoro che gli permetta di vivere, in modo da non essere costretto a scrivere immondizia mainstream, con l’unico obiettivo di vendere, ma di poter sperimentare.

2-Hai un lavoro, una famiglia, scrivi, ti fai promozione… hai un clone che fa qualcosa al tuo posto? Come fai a trovare il tempo per tutto?
Infatti non riesco a seguire tutte le attività connesse alla scrittura con la dedizione necessaria. Io viaggio molto per lavoro, quindi passo parecchie ore in aereo, albergo e treno, che cerco di sfruttare per coltivare le mie passioni letterarie, visto che quando sono a casa le mie due scimmiette urlatrici non ammettono distrazioni dai giochi di gruppo ^^

TRILOGIA DI PROMISE: recensione QUI
3-Dopo la trilogia di Promise, questo nuovo e affascinante progetto: “Il Codice della Strega- Kasia. Parlacene un po’. Liberamente, senza freni, dicci tutto quello che hai in mente. Siamo curiosi (Io lo sono di sicuro).
L’idea è di scrivere un romanzo a puntate, descrivendo un mondo fantastico, ma ancorato alla nostra realtà. La storia si svolge in un futuro post-apocalittico, dove le fonti di energia si sono prosciugate, ma l’umanità ha scoperto la magia, che nasce, in maniera casuale, in poche, fortunate donne. Questa dote deve essere però scoperta e coltivata, quindi le streghe più anziane ricercano le giovani adepte, le crescono e le educano sino a sviluppare i loro poteri magici, attraverso una vita di sacrifici, meditazione e astinenza. L’unica occasione di svago per le streghe è il loro Sabbath annuale, una festa durante la quale possono sfogare gli istinti repressi per un anno intero, piegando uomini e donne compiacenti al loro volere, grazie a potenti infusi magici, sino al sorgere del sole il mattino successivo.
Il mondo in cui si muovono è isolato, i mari non sono più né navigabili né sorvolabili, e la vecchia Europa è spaccata da guerre intestine, dove i vari governi cercano di accaparrarsi i servigi delle streghe. L’ultima guerra ha visto le streghe schierate al fianco degli Inglesi, che purtroppo però hanno perso la contesa. I vincitori hanno confinato quindi le nostre magiche ragazze in un’isola, per dodici lunghi anni di esilio. La storia inizia quando le prime streghe, tra cui Kasia, la protagonista, sono finalmente riabilitate dall’esilio, per riprendere i commerci, a bordo dei loro palloni meccanici, gli aeroscafi.
Ogni romanzo breve illustrerà il punto di vista di una strega diversa, con le sue speranze, ansie e delusioni. E’ un’opera ambiziosa, ma il progetto di scrivere una storia fantasy mi incuriosiva da molto tempo.

4-In un periodo in cui siamo circondati da vampiri, dei, angeli caduti, guerrieri immortali di vario genere, elfi, demoni e ora, secondo le ultime uscite, anche i lupi mannari, perché proprio le streghe? Devo ammettere che è la prima opera che leggo in cui queste figure misteriose ed emblematiche sono protagoniste. Parlaci un po’ di loro.
Volendo scrivere un fantasy occorreva inserire delle creature magiche o comunque inventate. Ho voluto parlare di streghe perché sono personaggi che mi hanno sempre affascinato, con la loro storia di persecuzioni secolari. Inoltre, di tutti gli esseri magici, sono quelli più vicini alle nostre tradizioni.
Ad esempio, la Chiesa Cattolica, da una parte ha sempre combattuto le credenze magiche, dall'altra è stata una sostenitrice dell'esistenza oggettiva di streghe, maghi e stregoni, sino alla fine del Seicento.
Le presunte streghe appartenevano di solito alle classi sociali più umili ed erano di solito vedove, levatrici, prostitute o erboriste. Era considerata una strega anche chi possedeva gatti neri, aveva i capelli rossi o un neo nell'iride dell'occhio. Moltissime donne (e a volte anche i loro figli, soprattutto le femmine) furono torturate e bruciate vive, spesso in base a delazioni anonime mosse anche da futili ragioni o per avidità. Sembra che in Germania siano state bruciate oltre cinquantamila streghe, nel medioevo.
Inoltre, la mia terra, il Piemonte, è una zona da sempre piena di streghe, le masche in dialetto, che tuttavia sono esseri tradizionalmente buoni, che non hanno rapporti con il diavolo, ma che hanno unicamente una natura capricciosa e dispettosa.

"Kasia - Il codice della strega"
5-Mi piace molto l’idea di pubblicare una sorta di romanzo a puntate in cui il punto di vista cambia da episodio a episodio. Com’è nata tale idea? Quanti episodi hai in programma? Puoi anticiparci qualcosa del secondo libro?
L’idea è nata perché alcune forme narrative, sperimentate con successo in passato, possono tornare di grande attualità con le nuove tecnologie. A molti piace leggere romanzi brevi  o racconti, ma è stato un genere bistrattato dall’editoria tradizionale perché poco redditizio, non perché ai lettori non interessi. Stampare in cartaceo un racconto e distribuirlo non ha senso e le antologie di racconti sono spesso dei lavori visti come di serie b. Volendo esplorare questa possibilità mi sono chiesto perché non sperimentare vari personaggi, pur mantenendo l’unità narrativa di un romanzo. Il problema è che la trama è parecchio complessa, e il mondo in cui si muove Kasia è pieno di contraddizioni e difficoltà, quindi ci andrà qualche puntata per svilupparlo adeguatamente. Io penso che usciranno quattro puntate, dipenderà anche dalla risposta dei lettori ovviamente. Il prossimo episodio avrà il punto di vista di Alina, la giovane figlioccia di Kasia.

6-Quanto di Federico Negri c’è nei tuoi libri? Come modo di approcciarsi alla vita oppure aneddoti, episodi, elementi caratteriali dei personaggi…
C’è molto, ma è annacquato e sprezzemolato qui a là. Anche in un libro fantasy è importante donare con sincerità la propria esperienza al lettore. I passaggi più forti da un punto di vista emozionale sono sempre quelli dove noi scrittori mettiamo un pizzico di vita reale, perché possiamo avere una fervida fantasia, ma quello che si è patito sulla propria pelle è molto più nitido, anche dopo averlo scritto sulla carta.

7-La trilogia di Promise è del genere fantascienza distopica, “Il Codice della Strega – Kasia”potremmo definirlo un fantasy dark. Cosa ti piace di questi generi? Come lettore, come scrittore… che cosa ti affascina?
Io nasco come lettore di fantascienza, al liceo e negli anni seguenti penso di essermi letto tutto lo scaffale di narrativa di fantascienza della biblioteca civica di corso Palestro (a Torino, per chi è del posto^^), un pezzo di mobile di almeno quattro metri di lunghezza e sei ripiani di altezza. Poi mi sono appassionato anche ad altri generi, però la narrativa fantastica mi è sempre rimasta nel cuore ed è quella che prediligo, sia come lettore che come scrittore.

8-I tuoi libri sono scritti al presente e con POV singolo. Come mai questa scelta?
Grazie alla dritta di una collega scrittrice, che mi ha suggerito il presente e che mi è subito piaciuto per la sensazione di immediatezza che conferisce al testo. Il POV singolo all’interno della stessa scena è un po’ una mia fissa, mi gira la testa a leggere scene dove il punto di vista cambia continuamente o dove c’è un narratore onnisciente. Sinora ho sviluppato romanzi interi con un singolo punto di vista perché non mi sentivo ancora abbastanza sicuro delle mie capacità narratorie, per introdurre punti di vista multipli, però questo cambierà ne “Il codice della Strega”.

9-Ti sarà capitato, almeno credo, di ritrovarti bloccato, senza ispirazione. Ogni scrittore ha le sue tecniche e i suoi trucchi per superare questi momenti particolari. Tu come ti comporti?
Penso a qualcosa che mi piacerebbe scrivere. Un’immagine eccitante, o paurosa, o che mi provoca un’emozione forte. E via la storia riprende a scorrere. Poi magari nell’editing quella particolare immagine o scena sarà tagliata o rivista completamente, però è un espediente che funziona, per me.

Ultima curiosità, un po’ di più ampio respiro.
10-Libri gratis o per pochi centesimi. Autopubblicazione o case editrici. E-book o cartaceo. Cosa ne pensi di questi tre argomenti che caratterizzano il mondo dell’editoria in questo momento?
Non sono un esperto di editoria. Nella mia breve esperienza editoriale ho già provato un po’ di tutto, ho un libro edito con un piccolo editore digitale (flower-ed.it - foto a destra), un racconto inserito in una raccolta edita da un big (Rizzoli), un paio di ebook autopubblicati e distribuiti gratuitamente e altri, sempre autopubblicati e distribuiti a pagamento. Io credo che la maggior parte dei consumatori comprino gli ebook sino a quando il prezzo non giustifichi lo sbattimento di scaricarlo pirata, oppure di andare al negozio e comprare il mattoncino di carta. Un libro è un bell’oggetto che ha un valore in sé. Un ebook sono solo bytes, brandelli di informazione che viaggiano nel cyberspazio. Non si paga il contenuto in realtà, ma la comodità di poter leggere senza andare alla libreria a comprarlo. Quindi sicuramente l’ebook è il futuro, ma il libro continuerà a esistere, per il semplice motivo che se regali un ebook non fai la stessa figura che presentarti con un libro incartato. Tuttavia credo che i prezzi degli ebook siano destinati a scendere di molto, nel prossimo futuro.
Mettere gratuitamente, o per pochi centesimi, in distribuzione un libro che è costato magari un anno di lavoro, è una scelta difficile, ma non credo ci siano molte alternative, almeno per chi non ha alle spalle una delle quattro o cinque case editrici maggiori. I piccoli editori contano pochissimo, purtroppo, a volte hanno difficoltà distributive ancora maggiori degli autori self.

Ringrazio Federico Negri per la sua disponibilità e per questa interessante intervista, in attesa di poter leggere altre sue opere.

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