mercoledì 30 luglio 2014

Recensione Anteprima: "Kasia - Il Codice della Strega. Vol. 1"

Una nuova saga è appena venuta alla luce. Una storia fantasy con risvolti dark, che presenta ben più di una particolarità. Letto in anteprima, e per questo ringrazio l'autore Federico Negri,  vi presento la mia recensione.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: Kasia - Il Codice della Strega (Vol. 1)
Autore: Federico Negri
Genere: Fantasy dark
Pagine: 97
Formato: e-book (e-pub e mobi)
ISBN: 9781310589935

Link Acquisto:
MazyAmazon, Kobobooks e tutti i maggiori stores on line

Pagina Facebook della Saga:
https://www.facebook.com/codicedellastrega?fref=ts



LA TRAMA:


La Terra è alla fine dei suoi giorni. Un tempo, gli uomini dominavano il mondo con le loro macchine ipertecnologiche, ma, secolo dopo secolo, i mari sono diventati impraticabili, le fonti di energia si sono prosciugate e l’umanità è scivolata nell’isolamento della barbarie. Tuttavia la magia ha iniziato a germogliare in poche, dotate persone, le quali sono educate come streghe dalle loro consorelle. 

Kasia, una strega mercante, durante il suo primo viaggio dopo un lungo esilio, è costretta ad accettare un incarico equivoco. Un errore letale, in uno scacchiere di spie e governi contrapposti, che temono le arti occulte e le sopportano unicamente per sfruttarle ai propri fini. 



Recensione:



Ho letto questo romanzo breve in anteprima e ne sono rimasta entusiasta.
Ci troviamo in un tempo imprecisato, in una terra reduce da una guerra tra nazioni, in cui le cose sono molto diverse da come noi le conosciamo. Prima fra tutte: la magia.
Kasia è un mercante e capitano di un aeroscafo, ma prima di tutto è una strega, capo del clan Santuini. Come inglese, ha combattuto durante la guerra per la sua nazione e ne è uscita sconfitta. Dopo un lungo esilio, finalmente è ora tornata libera di viaggiare e fare affari con il resto del mondo (almeno del mondo a loro accessibile), ma con le dovute cautele, perché la guerra ha lasciato profonde ferite e soprattutto molta ostilità verso coloro che praticano la magia. Con un carattere d’acciaio, determinata, potente ed esperta nelle arti magiche, Kasia sa bene come affrontare il pericolo, ma contro la sua volontà si ritroverà immischiata in un grosso affare, che capovolgerà le sue convinzioni e il suo mondo e che , neanche a dirlo, metterà in pericolo la sua vita e quella di tutto il suo clan.

Lo stile dell’autore mi aveva già colpito nella trilogia di "Promise" (recensione QUI).
Federico Negri ha un’ottima padronanza della lingua, è capace di rendere le frasi armoniose e musicali; non cade in ripetizioni e i suoi testi non presentano refusi. Lo stile è fresco, semplice, diretto, come piace a me. La storia è scritta in terza persona, al presente e con POV singolo, e sebbene io ami di più i POV multipli e l’uso del passato remoto, la storia e i personaggi sopperiscono ampiamente a quello che il mio gusto personale non apprezza particolarmente.

Parliamo quindi della trama e di questi personaggi. Ci troviamo di fronte a una storia tutta, o quasi, al femminile; una storia di streghe. Siamo abituati a vampiri, buoni o cattivi, licantropi, demoni, elfi, angeli caduti e tutta una serie di personaggi mostrati nelle loro vesti classiche o rivisitate, ma è la prima volta che leggo qualcosa di streghe. E ho trovato la cosa molto affascinante e intrigante.
Innanzitutto devo precisare una cosa. L’autore ha dato vita a una sorta di romanzo a puntate: un’unica vicenda quindi, suddivisa in più volumi. In ogni volume la protagonista sarà una delle streghe con il suo punto di vista.
E qui, nel primo episodio, l’onore tocca a Kasia, il capitano dal carattere duro e che non tollera insubordinazioni, ma che è spinta nel suo agire, solo da necessità e responsabilità verso le sue amate consorelle. Sembra infatti che per lei non vi sia cosa più importante che proteggere le persone che ama e per farlo è disposta a tutto. Conosciamo quindi la piccola, impulsiva e dolce Alina, la saggia Riger, la combattiva e tosta Silla e la determinata Lili. Tutte streghe legate da un vincolo che va oltre il legame del sangue. In questo quintetto, si intrufolano il giovane e coraggioso Hansi e l’ambiguo ed enigmatico Guild Poe.
Qualcuno potrà incorrere nell’errore di pensare che come volume introduttivo, la storia possa essere lenta, piena di informazioni e con poca azione. Niente di più sbagliato. Anzi, consiglio, prima di iniziare a leggere, di fare un bel respiro e prepararsi per una lunga apnea perché difficilmente dopo, riuscirete a tirare il fiato. L’autore non lascia tregua, non lascia spazio per annoiarsi coinvolgendoci in un susseguirsi di eventi, combattimenti, scontri e pericoli.

E questo è un altro pregio dell’opera. La trama si dipana in fitte maglie in cui informazioni e azioni sono così ben dosate e intrecciate tra loro, da non appesantire la narrazione e non lasciare punti morti. Non c’è il classico momento in cui tutto viene svelato in un lungo monologo o in una lunga descrizione. Se all’inizio non capirete qualcosa e nella vostra mente si affolleranno mille domande su questo affascinante e complesso mondo immaginario, come è accaduto a me, andate avanti a leggere e piano piano vi verranno date tutte le risposte. Beh, non proprio tutte, perché essendo, appunto, solo l’inizio, ci sarà ancora molto da scoprire.
E per fortuna! Perché la storia mi ha decisamente coinvolto e catturata, pagina dopo pagina, lasciandomi con il desiderio di scoprire sempre di più.

Federico Negri non crea mai un mondo semplice e lineare. Al contrario è sempre molto complesso e articolato e quando credi di aver capito tutto, ti accorgi che l’inaspettato è dietro l’angolo.

Altro aspetto tipico dell’autore è il saper mischiare molto bene le carte in tavola. Come mi era già accaduto nella trilogia di Promise, anche qui non sono mai riuscita a capire all’istante i vari personaggi. Niente è mai come sembra. Chi sono i cattivi e chi i buoni? E soprattutto, quali sono le vere intenzioni che si nascondono dietro l’agire dei molti attori in campo?
Mentre nemici impensabili attaccano da tutti i fronti e alleati improvvisati salvano la pelle alla nostra eroina, l’unica cosa certa per Kasia, è che può contare solamente su di sé e sulle proprie sorelle, perché sembra proprio che un nemico ancora più temibile e malvagio si celi nell’ombra pronto a colpire.

Unica pecca, che è valso a questo libro il mezzo punto in meno dal voto più alto, sono le descrizioni. Ma che ve lo dico a fare oramai? Sono veramente ben scritte e danno prova della maestria dell’autore, ma decisamente troppe per i miei gusti. Tuttavia è proprio questo: questione di gusti. Sono sicura che molti di voi le apprezzeranno.

In conclusione, un inizio di saga che consiglio vivamente. Tra streghe, ibridi, magie, misteri, lotte e combattimenti aerei, in un mondo ancora tutto da esplorare e apprezzare, troverete di che divertirvi.
C’è anche un piccolissimo accenno di rosa, un ben poco velato suggerimento di una storia d’amore che sta nascendo e che, secondo quanto rivelatomi dall’autore stesso, troverà ampio spazio nel capitolo successivo.

IL MIO VOTO:



Nei prossimi giorni non perdetevi l'intervista concessami da Federico Negri, in cui potremo scoprire qualcosa in più su questo bravo scrittore made in Italy.

Segui Federico Negri 


martedì 29 luglio 2014

Occhio al Libro: "Videogame"

Oggi parliamo di un fantasy umoristico, ad opera di Dario Carraturo. Per ora posso solo dire che la cover è accattivante e la trama ancora più interessante. Non mi sbilancio oltre in attesa di leggerlo quindi mi limito a segnalarvelo.

SCHEDA LIBRO:


Titolo: VideoGame - Le Cronache dell’Invasione e dei Prodi che vi si opposero
Autore: Dario Carraturo
Genere: Fantasy umoristico
Casa Editrice: Narcissus Self Publishing
ISBN: 9786050306231
Pagine: 260/300 (previsto)
Prezzo: 4,99
Formato: Ebook (epub e mobi)

Link per l'acquisto:
Amazon, Kobobooks, La Feltrinelli e molti altri stores on line.





LA TRAMA:

Sergio è un normalissimo ragazzo di 17 anni con le classiche preoccupazioni di tutti i coetanei: amore non corrisposto, amici inaffidabili, famiglia ingombrante… unica nota positiva, in questo scenario, la sua passione… i videogiochi. Sergio, infatti, è anche un abile programmatore che da anni lavora a un di un gioco di ruolo fantasy in cui coesistono tutte le più famose saghe fantastico-mitologiche, dal ciclo arturiano all’Orlando Furioso, dall’Iliade all’epica irlandese, dalla mitologia scandinava a quella orientale…
Quello che non può immaginare è che a causa di una serie di sfortunate circostanze tutti i personaggi del videogioco verranno evocati nel nostro universo materializzandosi proprio a casa sua, finendo per mettere a ferro e fuoco l’inerme città di Napoli.
Purtroppo, o per fortuna, Sergio scoprirà che sia i buoni che i cattivi non sono esattamente come ci sono stati tramandati dalla letteratura, rivelandosi ben più confusionari e inconcludenti del previsto, tanto da dare origine a innumerevoli siparietti comici nella loro interazione con gli abitanti del condominio in cui abita il giovane programmatore.
Ma davanti alla minaccia di una coalizione di cattivi del calibro di Loki, Apollo, il Cavaliere Nero e Ferraù, intenzionati a restare nel nostro mondo per costruire un gigantesco impero del male, Sergio dovrà fare l’impossibile per rispedire tutti nei propri mondi di origine.
Per riuscire nella difficile impresa il giovane avrà bisogno di tutto l’aiuto possibile, compreso quello di un litigioso manipolo di condomini e di un sorprendente e indomito reparto di scout. Ma portare a termine la missione vorrebbe dire anche rinunciare all’amore della fata di cui si è appena innamorato, come farà quindi, il nostro eroe, a salvare il mondo senza sacrificare il proprio cuore?

Per incuriosirci un altro po' l'autore ci ha lasciato anche un piccolissimo estratto.

«Antonio…» mormorai «non so se ti rendi conto di quello che stai dicendo. Se tutto quello che io ho messo nel mio videogioco dovesse materializzarsi qui da noi…» mi mancarono le parole, «se, se… cioè… c’è delle cose in quel gioco, ci sono orde di… e anche eserciti di… e giganteschi, mostruosi gruppi… Antonio!» adesso avevo le lacrime agli occhi, «se quella roba arriva qui, sarà un maledetto macello!!!»

E se non bastasse... anche il booktrailer.

           

Che dire... Appena lo avrò letto posterò la mia recensione. Alla prossima segnalazione!

domenica 27 luglio 2014

Intervista: Alla scoperta di un autore originale e coraggioso

Da poco ho avuto la fortuna e il piacere di conoscere un autore che secondo me porta in sé il dono dell'originalità e della genialità. Sto parlando di Antonio Scotto Di Carlo, autore di "2 Mogli, 2 Mariti e 1 Lampadario" (recensione QUI).
Ho imparato a stimare Antonio Scotto sia come persona che come scrittore e, ovviamente, ho deciso di sottoporlo a uno dei miei interrogatori, camuffati da interviste. Lui ha accettato ben volentieri, non sapendo a cosa andava incontro.

Intervista:

1-Domanda classica e che forse ti avranno già fatto in mille, ma poiché io non lo so, non posso trattenermi dal fartela. Quando e com’è iniziata la tua passione per la scrittura? Cosa significa per te scrivere?
Prima di tutto ti ringrazio per questa bella opportunità. Sei davvero molto gentile.
Attraversavo un periodo un po’ triste. Una canzone di Baglioni “Le vie dei colori” che mi piacque particolarmente suggeriva di intraprendere un viaggio interiore per conoscere meglio se stessi. Così ho cominciato una specie di diario. Mi sono trovato bene e mi sono scoperto potenziale scrittore.
Scrivere la posso considerare una sfida con me stesso per vedere se sono capace di tradurre in parole intellegibili e magari ‘a effetto’ le idee che mi vengono.

2-Immagino che prima della passione per lo scrivere, sia nata quella per la lettura. Quali sono i tuoi autori preferiti e quali consideri i tuoi maestri e le tue fonti d’ispirazione per le tue opere?
Il mio autore preferito è Proust. Poi ci sono Shakespeare, Dante, Dumas, Dostoevskij e Dolstoy, visto che li sto dicendo tutti con la D.
Sono un appassionato di cinema. Nei film vedi un sacco di situazioni, soprattutto secondarie: a volte mi capita di rimanere deluso perché non vengono esplorate. Allora prendo pila e piccone, e vado io.

3-Il tuo romanzo “Il Dio Sordo” ha ottenuto delle bellissime recensioni. Io stessa ne ho letto un estratto rimanendone affascinata e ben presto me lo leggerò per intero. Ce ne vuoi parlare? Quello che vuoi, liberamente. Cosa rappresenta per te?
Questo romanzo è tutto per me. Ci ho dedicato gli ultimi 14 anni. L’ispirazione fu talmente forte e genuina che ero sicuro che fosse ‘roba buona’. Ma questo non bastava. Un pezzo di rubino non lo puoi presentare alla donna che ami e sperare di ottenere il suo cuore. Lo devi ripulire, lavorare, cesellare, lucidare e incastonare per poter sperare. E per farlo occorre tempo.

4-Altro titolo, altro bellissimo romanzo: “2 Mogli, 2 Mariti e 1 Lampadario”. Stessa domanda di prima. Ce ne parli un po’? Come è nato, a cosa ti sei ispirato, il tuo personaggio preferito. Insomma, a ruota libera. E anche qui, cosa rappresenta per te questo romanzo?
Purtroppo in qualche rapporto di coppia l’ipocrisia (col partner, ma anche con se stessi) non è una componente rara. Mi è venuta l’insana idea di rappresentarla attraverso situazioni e personaggi. Tale ipocrisia scaturisce dall’innato bisogno di desiderare: lo si può assecondare o ignorare, ed è questo che determina la direzione che essa prende.
Non ho un personaggio preferito perché non c’è nessun “buono”. A dirla tutta, non ci sono neanche “cattivi”. Solo persone reali, con pregi e difetti, che a volte sono angeli e altre diavoli.

5-Ho visto dalle recensioni che “2 Mogli, 2 Mariti e 1 Lampadario” risulta essere un libro abbastanza controverso. Secondo te, da che dipende?
Io mi proponevo di essere realistico. Forse lo sono stato troppo, e, poiché molti lettori leggono per evadere, un libro che gliela rammenti, proprio nella vita di coppia, dove l’invincibile bisogno di desiderare genera un po’ di ipocrisia (verso il partner o verso se stessi), diciamo che non si è rivelato quale lettura più adatta a loro.

6-Una citazione dall’uno e dall’altro e perché proprio questa?
Dal Lampadario: “Un ronzino non diventa corsiero solo perché lo si scrive sul suo cartellino. Non basta sia anch’esso un quadrupede.”
Da Il dio sordo: “Forse paventiamo il giudizio delle donne perché spendiamo la vita a guadagnarci la loro stima.”

7-Leggendo le tue opere, dimostri una mente acuta, analitica, arguta e incredibilmente ironica. Questo è il tuo modo di approcciarti alla vita o sono lati di te che tiri fuori solo nei tuoi mondi d’inchiostro?
Penso che tutti noi siamo un caleidoscopio in cui i sentimenti più disparati si mescolano generando una gamma incalcolabile di variabili. Credo di averti dribblata alla grande.

8-So che la tua parola d’ordine mentre scrivi è verosimiglianza. E’ una cosa a cui tieni particolarmente e “ 2 Mogli, 2 Mariti e 1 Lampadario” ne è la prova. Come ti muovi per soddisfare questa tua esigenza mentre crei una storia o dei personaggi?
Riguardo le cose pratiche, facendo ricerche e informandomi come meglio posso. Sui comportamenti provo a immedesimarmi, tenendo sempre un occhio sulla personalità del personaggio di turno.
Sui dialoghi, ho imparato invece che, per quanto ci si sforzi, resta a discrezione del lettore. Per dire, diversi lettori hanno tacciato di inverosimiglianza un personaggio-bambino del Lampadario. “Nessun bambino si rivolge ai genitori dicendo Mammina cara e Papino caro” eccepiscono. A te, cara Manuela, riconosco l’acume di esserti risposta così: “è troppo inverosimile per non scaturire da una conoscenza diretta.” Dovrò spiegare al mio nipotino di non rivolgersi più così ai suoi genitori, se no lo prenderanno per un ologramma.

9-C’è un romanzo che ti piace particolarmente e che desidereresti fosse stato scritto da Antonio Scotto di Carlo? Se sì, perché hai scelto proprio questo romanzo?
Non direi. Però ho provato una cosa analoga qualche settimana fa. A me non piace la narrazione al presente. Uso il classico passato remoto. A volte mi è stato rimproverato. Allora ho pensato che avrei potuto scrivere un racconto narrando al futuro, giusto per essere originale. Poi mi è capitato di iniziare “Sei personaggi in cerca d’autore” di Pirandello e ho scoperto che lui l’aveva già fatto. Mi sarebbe piaciuto esplorare quel tipo di narrazione.

10-Una domanda sul mondo editoriale attuale. Oggi siamo nel bel mezzo della diatriba tra case editrici (grandi e piccole) e il mondo del selfpublishing. Cosa ne pensi in merito? Quali i pro e i contro dell’uno e dell’altro? Tu come sei arrivato all’autopubblicazione?
Io sono partito da orgoglio e onestà intellettuale: “Non pagherò mai per pubblicare. Se il libro vale, un editore lo trovo!” Poi, dopo averlo cercato invano per 5 anni, ho iniziato a sospettare che questo lodevole principio possa non trovare applicazione nella realtà. I casi erano due, visto che tutti gli editori seri (lasciamo perdere i tipografi travestiti che vogliono lucrare sui sogni degli esordienti) hanno bocciato il manoscritto de Il dio sordo: o era scadente, oppure vigono norme che esulano dalla validità del testo. L’unico modo per scoprirlo era auto-pubblicarsi, in modo da sentire l’opinione di chi ha “cacciato li sordi” per comprarlo. Dato che la maggior parte ne ha parlato molto bene come tu stessa hai appurato, presumo che siano altri i fattori che spingano un editore a dar credito a un esordiente - ovviamente generalizzo per comodità di comunicazione, ma so per certo che ci sono diversi editori che ancora credono nel lavoro.
In linea di massima penso che un esordiente deve farsi un pubblico proprio e, portando dei risultati concreti, può ambire a essere preso in considerazione dagli editori veri. L’editore che vede del talento in un esordiente, lo segue investendo su di lui e lo aiuta nel suo percorso di crescita, a mio avviso non è molto diverso dal principe Azzurro che cerca la proprietaria della scarpetta

11- Ultima domanda e poi non ti tormento più.
Puoi svelarci qualcosa del tuo futuro come scrittore? Hai qualcosa in cantiere?
Se tutti i tormenti fossero così, me ne andrei volentieri all’inferno.
Ti posso dire che ho un paio di sceneggiature, diversi racconti comunque da revisionare parecchio e molte bozze, tra cui un romantic suspense che mi ha ispirato il tuo "Un Assassino nell’Ombra". Ma non temere, non ti copio. Mi hai solo fatto venir voglia di cimentarmi nel genere. Magari una storia d’amore armata avrà più diffusione di geniali compositori e verosimili lampadari.

Beh, ringrazio particolarmente Antonio per la sua disponibilità e non mi resta che aspettare il suo prossimo romanzo... Magari proprio il romantic suspense.





giovedì 24 luglio 2014

Recensione: "Amore Alieno"

Non lasciatevi trarre in inganno dalla nuova cover. Stiamo parlando dello stesso romanzo che vi presentai un mesetto fa, dell'autrice italiana Beatrice Mariani. Oggi vi presento la recensione del romanzo. Ma prima vediamo di ricordarci di cosa stiamo parlando.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "Amore Alieno" (I vol. della serie)
Autore: Beatrice Mariani
Serie: Andromeda Rebellion's Tale
Genere: science fiction/ romance
Formato: e-book e cartaceo
Pagine: 203 (cartaceo)

Link per l'acquisto:

LA TRAMA:

Tucson, Arizona. Jonah Hunt non è come gli altri ragazzi: è silenzioso, solitario, nessuno all'East Tucson High lo conosce davvero. Neanche Liberty che, trascinata dalla migliore amica a un rave party finito male, si ritrova da sola con lui in una situazione d'emergenza. Qualcosa spinge la ragazza verso Jonah, ma scoprire il suo segreto potrebbe mettere a rischio la vita di Liberty e delle persone che le stanno intorno. Perché lui è qualcun altro, qualcos'altro.

Nei caldi paesaggi dell'Arizona le vite e le emozioni di ragazzi umani si intrecciano a quelle di individui provenienti da lontano, in un susseguirsi di avventure, colpi di scena e sentimenti esplosivi che non danno tregua.


Recensione:

Liberty è una ragazza giovane e sincera, tanto sincera da non avere problemi ad affrontare qualsiasi situazione le si presenti di fronte, nemmeno lo strano ragazzo che frequenta la sua scuola: Jonah. Schivo e solitario, Jonah si dimostra però, gentile e disponibile nel momento del bisogno e questo attirerà suo malgrado la ragazza verso di lui. Liberty ancora non sa che la decisione di sapere qualcosa di più su quel bel compagno di scuola, la porterà a cambiare per sempre la propria vita e a venire a conoscenza di cose che non avrebbe mai immaginato. Ma in fondo, lei che ama guardare le stelle, non può rimanere del tutto sorpresa nello scoprire chi sia Jonah in realtà e a rimanerne irrimediabilmente affascinata.

Ho trovato questo libro una piacevole lettura.
Lo stile dell’autrice, sebbene ancora da migliorare perché con pochi dialoghi, qualche ingenuità e molto raccontato, è scorrevole e fresco.

Scivola via pulito e senza intoppi, senza annoiare e senza punti morti. Non ho trovato chissà quali colpi di scena, ma la trama è molto carina e con spunti interessanti e originali. I personaggi sono ben caratterizzati, simpatici e intriganti.
Non ci sono solo Liberty con la sua sincerità e spontaneità, o Jonah che si rivela dolce e premuroso, ma c’è l’amico Daven, impulsivo e irruento, un po’ violento e arrogante; e Summer, esuberante e un po’ pazza, ma una grande e fidata amica. E c’è anche Wallace, l’amico della “porta accanto”, un po’ imbranato, ingenuo e goffo ma simpatico, leale e coraggioso nel suo piccolo. Forse, devo ammettere che tra tutti Wallace è il mio preferito. Che ci volete fare, ho un debole per il ragazzo dolce e ironico che non si fa troppi problemi e agisce spontaneamente senza curarsi delle conseguenze, pronto a tutto per i propri amici e le persone care. Sì, decisamente Wallace mi ha conquistato.

Galassia di Andromeda
Coinvolgente anche la storia d’amore. O forse saranno due? Non voglio svelarvi nulla e rovinarvi la lettura per cui parlerò solo di Liberty e Jonah. La loro storia è molto romantica, dolce e fresca, così come la loro età. Due ragazzi che si incontrano, si conoscono e tra i quali sboccia un sentimento sincero e profondo che li aiuterà nel loro difficile cammino. 
Sì, perché non sarà tutto rosa e fiori. I nostri amici dovranno affrontare pericoli e avversità, un’organizzazione con pochi scrupoli che li sta cercando e che userà qualsiasi mezzo di persuasione. Liberty e Jonah, ma anche Summer, Daven e Wallace, dovranno fidarsi l’uno dell’altro per uscirne vivi perché il viaggio che li aspetta è solo all’inizio e continuerà nei prossimi libri della saga.

Interessante la scelta dei nomi dei protagonisti. Non so se si tratta solo di una mia lettura, di una coincidenza o di una decisione ragionata dell’autrice, comunque sia ha attirato la mia attenzione. I nomi di alcuni personaggi ne rispecchiano il carattere o il ruolo che hanno. Liberty per Jonah rappresenta la libertà di essere se stesso e di non dover stare sempre da solo. Da parte sua, la ragazza si approccia alla vita proprio come il suo nome suggerisce, spontaneamente,senza alcuna restrizione o limite; Summer è solare, briosa e vulcanica come l’estate, Jonah, il cui nome significa colomba, simbolo della pace e della riconciliazione, svolge questo ruolo all’interno del gruppo e non solo; Daven invece significa amato e credo gli si addica, perché nonostante ne combini di tutti i colori e ha un vero caratteraccio, le persone che gli stanno intorno gli vogliono molto bene.

In tutto questo, il libro si meriterebbe un bel "4 forzieri". C’è solo una cosa però, che mi frena dal dare tale giudizio. Ho trovato tantissime somiglianze con un famoso telefilm del genere. Non solo nella trama, ma negli stessi personaggi, nei caratteri di ognuno, nella dinamica tra di loro e nella coppia. Ho riscontrato persino un fatto identico a un episodio del telefilm in questione, di cui io ero fan. So che l’autrice ha preso spunto proprio dalla serie per il suo romanzo, quindi non saprei dire quanto le somiglianze siano dovute a immagazzinamento delle informazioni che senza volerlo sono poi state riportate nel libro, quanto a un omaggio a un programma amato e quanto a una mancanza di originalità. Non credo, visto gli altri spunti nuovi e interessanti, che si tratti di quest’ultima. Il romanzo però, ne risulta inevitabilmente sminuito. Sa di già visto e me ne dispiace perché il potenziale c’è. Proprio per questo il mio giudizio del libro è quel che è.


Nel complesso però è una lettura piacevole. C’è romanticismo e sentimento, c’è l’esaltazione di valori quali amicizia, onestà, lealtà, sincerità e sacrificio e c’è azione e un pizzico di mistero e suspense, nonché di soprannaturale. Mi sento quindi di poter tranquillamente consigliarne la lettura agli amanti del genere e alle sognatrici.

IL MIO VOTO:



domenica 20 luglio 2014

A tu per tu con Michel Manetti

Quest'oggi scambiamo quattro chiacchiere con un giovanissimo autore, il cui libro ho recensito poco tempo fa. Sto parlando di Michel Manetti, autore di "La vendetta di Andersen" (Per la recensione clicca QUI).
Intanto lo ringrazio tantissimo per aver assecondato la mia curiosità con disponibilità e gentilezza.

Intervista:

Per cominciare…
1- Hai diciannove anni e già un romanzo, primo di una saga. Come ti è venuta l’idea di scrivere un romanzo? Insomma, c’è stato un qualcosa, una molla che ti ha fatto decidere di cimentarti in questo genere?
Dunque, il romanzo è ispirato a una storia che avevo scritto in seconda media per un concorso letterario. Si chiamava Lo scompiglio delle fiabe, ma non l’ho mai presentata perché forse mi vergognavo un po’. Comunque conservo ancora il testo originale con tanto di copertina disegnata da me! L’idea di estenderla a un romanzo mi è venuta, invece, in seconda liceo, grazie a un’amica che scriveva dei racconti. Leggendoli, ho pensato “Beh, potrei buttare giù qualcosa anche io!”... e da lì è nato tutto.

2- Perché proprio le favole? E perché proprio Perrault e Andersen? Hanno un significato particolare per te?
Le fiabe mi hanno sempre affascinato… quei mondi fantastici popolati da creature misteriose. Ho scelto Perrault perché lo ritengo uno dei più grandi scrittori di fiabe e mi attraevano i significati nascosti nelle sue storie. Non è conosciuto granché di nome, ma i suoi racconti sono universali. Per quanto riguarda Andersen, la cosa che mi piace di lui è che ha scritto la sua raccolta per parlare di sé, come se fosse un’autobiografia fantastica della sua vita. Inizialmente avevo pensato ai fratelli Grimm a dire il vero. Tuttavia, almeno a mio parere, il loro lavoro è stato più di semplice raccolta delle fiabe tradizionali tedesche. Chiaramente le hanno rimaneggiate, ma di fatto hanno girato per il loro paese e preso delle storie preesistenti. Al contrario Perrault e Andersen, per quanto possano essersi rifatti alla tradizione, hanno creato qualcosa di personale e ho voluto, come dire, “premiare” il loro sforzo scegliendoli come modelli.

3- La domanda è d’obbligo:  la tua favola preferita e perché.
Ne ho varie, ma forse quella a cui sono legato di più è Cenerentola. Mi ha sempre affascinato la scarpetta di vetro e il fatto che alla fine la protagonista, vittima di soprusi per anni e anni, riesce a vincere sulla matrigna e le sorellastre.

4- Parlaci un po’ del tuo libro “La vendetta di Andersen”. Io l’ho letto e recensito, ma vorrei sapere come lo vedi tu. Quali sono i tuoi personaggi preferiti, i passaggi che hai amato di più (magari facci una citazione) o se hai riscontrato delle difficoltà in alcuni altri.
Partiamo dal presupposto che io amo i personaggi cattivi. Non a caso ho deciso di dedicare a loro dei capitoli interi. Come non posso essere affezionato alla mia Isabelle, dunque? È una cattiva che non è veramente cattiva. Ha un passato difficile alle spalle. È una donna ambiziosa, sì, ma non sempre le sue scelte sono state facili. Credo che questo si veda bene quando è costretta a uccidere Roxenne. Forse lì si rende conto che ci sono dei limiti che nessuno dovrebbe superare. Sempre dei personaggi della fiaba sono soddisfatto di come ho caratterizzato Hélène e Richard, il padre. Lei è una bambina imprigionata in un corpo da adulta: ha bisogno di qualcuno che la sproni a reagire al mondo crudele in cui è nata. Lui è un uomo tormentato dalla perdita del vero amore: è sostanzialmente per questo che non ha avuto la forza di opporsi alla crudeltà di Isabelle, diventando quasi insensibile alla vita. Tra Jenny e Dean, forse preferisco Dean. Jenny è molto problematica, ma mi piace il passato che ha alle spalle… e ho intenzione di approfondirlo via via nella narrazione. I miei passaggi preferiti sono sicuramente il capitolo di Isabelle e quello ambientato nella torre dell’orologio.

Qualche domanda più generica.
5- Mi piacerebbe sapere come lavori. Cioè, alcuni autori quando hanno l’ispirazione scrivono su quel che trovano, altri riempiono un’agenda di appunti e altri solo al computer. Tu a quale di queste tra categorie appartieni?
Io appartengo alle terza categoria. Scrivo rigorosamente solo a computer, perché mi fa fatica appuntarmi le idee su un foglio e poi ricopiarle. Ovviamente, se è necessario, lo faccio, ma preferisco buttarmi subito sulla mia adorata tastiera. Ho un documento intitolato Promemoria dove sono segnate tutte le idee per la saga e un altro dedicato ai nuovi libri che ho in mente.

6- Oggi le auto pubblicazioni si stanno diffondendo sempre di più. Cosa ti ha fatto optare per una casa editrice?
Diciamo che speravo di essere pubblicizzato più di quanto avrei saputo fare io, essendo alle prime armi. Mi sono reso conto, però, che gran parte delle copie le ho vendute grazie al mio impegno. Mi sono veramente scervellato per trovare delle strategie pubblicitarie. Ho aperto un blog, la pagina Facebook, un canale Youtube dove pubblicare delle presentazioni online e ho girato per tutta la mia scuola per tenere degli incontri con le varie classi. Spero comunque che anche il mio editore si dia da fare. Credo che il mio romanzo sia innovativo e mi dispiacerebbe vederlo cadere nel dimenticatoio. Tra l’altro l’ho fatto pure tradurre in inglese, almeno una parte, e devo dire che suona particolarmente bene… sarà che amo la lingua!

7- Si dice continuamente che i giovani non leggono. Ma a te invece piace molto. Che cosa ne pensi a riguardo? E’ la verità e tu sei un eccezione oppure il rapporto dei ragazzi con la lettura non è poi così drammatico come viene dipinto?
Io penso che non siamo tutti uguali. Spesso noto che dall’esterno essere giovani viene associato ad andare in discoteca, ubriacarsi, fumare, ecc. È uno stereotipo che, come tutti gli stereotipi, trovo assolutamente limitante. È vero che da giovane ti puoi permettere di divertirti più di quanto, magari, puoi fare da adulto. Ma ciò non significa che la cultura sia esclusa. Siamo esseri umani, tutti diversi, dunque è ovvio che c’è chi legge e c’è chi non legge. Ma è naturale. Se fossimo tutti uguali la vita sarebbe monotona. Da un lato credo che gli adulti dovrebbero dare più fiducia ai giovani e non etichettarli come degli “sbandati”. Personalmente conosco tanti ragazzi intelligenti (e non nel senso di voti scolastici).

Uno sguardo al futuro.
8- Appena diplomato. Ti godrai l’estate del diploma oppure ti metterai a scrivere? Magari il secondo volume della saga. Nel caso, puoi farci qualche indiscrezione? Cosa si troveranno ad affrontare questa volta Jenny e Dean? Scopriremo qualcosa di più sull’enigmatico Perrault e sul discendente di Andersen?
Farò entrambi. La maturità è stato un periodo duro, quindi ho proprio bisogno di rilassarmi. Ma devo anche recuperare il tempo perso e scrivere… e in questi giorni sono a fine del secondo romanzo! Senza sbilanciarmi troppo, posso dire che Jenny e Dean entreranno in nuove fiabe, che penso di aver trattato in modo molto originale. Il rapporto tra i due si evolverà e Jenny dovrà finalmente scegliere se restare ancorata al passato o andare avanti. Inoltre si scoprirà che Perrault non è così innocente come ha voluto dare a credere. Diciamo che ha tenuto nascosto dei lati oscuri della sua vita, ma si sa… il passato non può essere cancellato e prima o poi viene a galla!

9- E dopo questa saga? Ti piacciono le favole, ti piace disegnare, fare le fotografie. Perché non un libro per bambini? Potresti prenderlo in considerazione.
Non penso che mi dedicherò a un libro per bambini. Quando scrivo mi piace usare un linguaggio che comunemente non uso… un linguaggio un po’ più elevato insomma. Non penso che andrebbe bene per il mondo dell’infanzia. Comunque ho disegnato alcune scene del mio romanzo e le ho anche postate su Facebook. Per il futuro non ho intenzione di fossilizzarmi sul fantasy. Ho in mente altri romanzi che spaziano generi diversi e in particolare uno di questi freme di essere scritto!


Bene. Allora rimaniamo in attesa dei tuoi prossimi lavori. Ti ringrazio ancora moltissimo per la tua disponibilità.

venerdì 18 luglio 2014

Recensione "2 Mogli, 2 Mariti e 1 Lampadario"

Devo ammetterlo, questo titolo mi aveva proprio incuriosito. L'ho letto senza sapere cosa aspettarmi, ma con grande curiosità. Beh, non mi sarei mai aspettata nulla del genere. Un gran complimento all'autore, Antonio Scotto di Carlo.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "2 Mogli, 2 Mariti e 1 Lampadario"
Autore: Antonio Scotto di Carlo
Genere: Psicologico - intimistico - sentimentale
Formato: e-book
Lingua: italiano

Link per l'acquisto:
Amazon,  KobobooksBookrepublic e molti altri stores on line


LA TRAMA:


Barbara, volubile e avvenente, è anche una tenera mamma. Alessio, suo marito, uno psicologo di successo. Glenda, ingenua e timida, è la regina delle casalinghe. Amedeo, suo marito, uno stimato avvocato. 
Le due coppie vivono il sesso in maniera opposta. 
Gli uomini si chiedono cosa c’è in fondo al cuore di una donna. Le donne vorrebbero tanto capire come pensano veramente gli uomini. Entrambi se ne fanno un’idea in base a quello che viene loro mostrato. Ma c’è molto di più. 
Osservando questi personaggi, spiandoli fin sotto le lenzuola, intrufolandosi nelle loro menti e soggiornando nei loro cuori, i mondi femminile e maschile diventano una cruda, meravigliosa e fragile vetrina di sentimenti. E quando la giovane e passionale Sonia irrompe nelle loro vite… 
Un vero e proprio film proiettato sulle pagine di un libro in un gioco di prospettive con cui i personaggi, a turno, sfidano l’innata umana insoddisfazione.



Recensione


Barbara e Alessio, Glenda e Amadeo, due coppie con una loro storia di coppia e personale alle spalle. Chi si è conosciuto fin da ragazzo e ha condiviso praticamente tutta la vita insieme e chi invece si è conosciuto un po’ più tardi e avendo trovato nell’altro redenzione e un porto sicuro. In tutto questo si inserisce Sonia, una ragazza con l’esuberanza della giovinezza e una chiara visione della vita spesso molto più matura di chi è più adulto e “saggio” di lei.

Non è facile incasellare il libro in un genere preciso. Io lo definirei uno psicologico intimistico – sentimentale e come tale al centro della scena ci sono i pensieri e le riflessioni dei personaggi.
Quindi preparatevi perché questo romanzo è una vera miniera di spunti di riflessione e non sarà facile per me contenermi. Ci proverò.

Innanzitutto lasciatemi dire che Antonio Scotto è molto bravo. Ha una padronanza linguistica invidiabile, uno stile scorrevole che affascina e a volte ipnotizza e le sue pagine volano via come niente. Il romanzo non è cortissimo eppure l’ho letto in poco più di 24 ore

Amando però uno stile semplice e diretto non sempre ho apprezzato tutte le sue metafore e qualche suo virtuosismo. Non sono eccessivi né stonano, sono io che sono fatta così.
E lo stesso mi hanno un po’ fatto storcere il naso l’uso di tutte quelle metafore nelle scene erotiche. Alcune sono veramente geniali e plaudo alla fantasia e all’originalità dell’autore, mi hanno fatto anche ridere, ma sono un po’ troppe. Sempre secondo me.
Però è anche vero che rendono bene il senso della gioia tra i due amanti, della serenità e soprattutto della complicità che regna.

Così come tutti i meccanismi psicologici vengono affrontati molto nel dettaglio, a volte anche troppo. Antonio Scotto ha la capacità di spiegare un concetto difficile in quattro semplici parole. Ecco perché quando ne usa cinque volte tante, dico che sono eccessive. Non ce n’è bisogno, era tutto molto chiaro anche con qualche frase in meno.

Passiamo ai personaggi. Alessio è lo psicologo che osserva tutto con occhio clinico, Barbara la moglie bellissima e madre affettuosa, ma volubile, vanitosa e immatura; Glenda è ingenua e remissiva, ma sincera e dolce mentre Amedeo è l’avvocato abituato a prendere ciò che vuole. Poi c’è Sonia, con il suo percorso di crescita e affermazione di sé e infine altri personaggi secondari, ma con un ruolo ben definito e molto importante nella storia, come Ubi e Edy. Posso dire che le due mogli e i due mariti, non è che abbiano riscontrato sempre la mia simpatia, per scelte di vita, per comportamenti e decisioni che prendono, però non posso negare che sono caratterizzati alla perfezione. Sono personaggi veri che si incontrano fin troppo spesso nella quotidianità (purtroppo oserei dire, per qualcuno di loro). La loro personalità ci viene svelata man mano, in tutte le sue sfumature. Possono piacere o non piacere ma questo a discrezione del lettore.
I miei preferiti invece rimangono proprio gli altri tre: Sonia, Ubi e Edy. La loro freschezza e semplicità porta una ventata di aria pulita nei momenti in cui ve ne è più bisogno, quando cioè dubbi e scelte influenzeranno la vita degli altri quattro.

La Trama… è molto originale. La vita di queste due coppie unite da vincoli di parentela, a fronteggiare la vita e le avversità di tutti i giorni: la famiglia, la coppia, il lavoro, il mutuo, ma soprattutto i propri desideri.
Non dimentichiamo che questo è un romanzo psicologico intimistico e il desiderio e la ricerca della soddisfazione come dice la sinossi stessa, sembrano essere il fulcro di tutto.
Soddisfazione lavorativa, personale, sentimentale, sessuale… il desiderio invade ogni istante della nostra vita guidandoci e influenzandoci nelle nostre azioni e nei pensieri, a volte dominandoci, senza che nemmeno ce ne rendiamo conto. Molto bella la riflessione e la chiave di lettura che l’autore dà di questi meccanismi psicologici attraverso le parole di Alessio e i comportamenti suoi e degli altri attori sulla scena. Meccanismi psicologici esaminati con gran precisione e credibili, anche quelli femminili, nonostante l’autore sia un uomo.

Ma qui non si parla solo di desiderio. Il libro inizia con una riflessione sul ruolo del destino nella nostra vita e si chiude con la stessa riflessione, ma diversa, rivista cioè alla luce di tutto quel che è successo nel frattempo, come una sorta di interpretazione dello spaccato di vita che ci è stato presentato che però diventa universale, valido per tutti noi. Una sorta di messaggio che l’autore manda.
Questi sono solo due esempi. Il romanzo è pieno di chicche su cui soffermarsi un po’.

Come il famoso lampadario del titolo. Davvero, davvero interessante il significato che assumerà per uno dei personaggi; ma non posso qui svelare nulla.

Che altro posso dire. Ci sono dei passaggi molto ironici, come il siparietto tra Ragione, Sentimento e Volontà nella testa di Amedeo o la teoria del Weirdo; altri invece drammatici.

E a questo proposito devo dire che la fine di questo libro non mi è proprio piaciuta. Anche qui è una cosa che riguarda soltanto me. Ai fini della trama ci sta tutta ed è anche un bel colpo di scena, che mantiene viva l’attenzione chiedendosi come finirà, ma il mio cuore di donna e madre ha fatto sentire il suo disappunto molte ma molte volte.

Il romanzo nel suo complesso mi ha comunque impressionato, colpito e segnato, quindi vuol dire che ha sortito il suo effetto. Credo che i buoni romanzi siano quelli che lasciano qualcosa, nel bene o nel male. Se lasciano gioia mostrando il bene e malessere mostrando il male, allora sono arrivati al cuore dei lettori. Sono i romanzi che non lasciano niente ad avere qualche problema.

Proprio per questo, nonostante ci siano state alcune cose che per mio gusto personale non ho apprezzato, do a questo libro il massimo dei voti e lo consiglio vivamente. Eh, sì, riconosco che merita. E con questo rinnovo i miei complimenti all’autore.


IL MIO VOTO:


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mercoledì 16 luglio 2014

Recensione: "Siamo la Promessa"

Qualche giorno fa vi avevo segnalato questo romanzo di Federico Negri, il quale sarà presto mio ospite per un'intervista. In attesa però, di poter conoscere meglio questo autore italiano, che si definisce uno scrittore della domenica, voglio parlarvi del suo libro e della saga di cui fa parte. Prima di tutto vi ricordo la trama e vi ricordo che è GRATIS... almeno per il momento.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: Siamo La Promessa (1° vol. della Saga)
Autore: Federico Negri
Serie: "Promise" - trilogia
Genere: Romance/Distopico
Anno: 2014
Formato: e-book
Prezzo: GRATIS

Link per scaricarlo:
pdf,  epub o mobi
Amazon
https://www.amazon.it/Siamo-promessa-saga-Promise-Vol-ebook/dp/B00KRGL61Y
Smashwords
ITunes


LA TRAMA:

Romance, distopia e dipendenza, un cocktail micidiale per la giovanissima professoressa Haria. Mentre il suo mondo sta per essere invaso e lei è l'ultimo baluardo prima del disastro.
Promise è l'unico pianeta colonizzato al di fuori del sistema solare, ma è precipitato in un'era pre-industriale e non ha più collegamenti con la madre Terra.
Un'astronave terrestre atterra sul pianeta dopo secoli di oblio, carica di enigmi. Le fazioni opposte dei promisiani se ne contendono la tecnologia, mentre Haria, una giovane professoressa universitaria dedita all’abuso di stupefacenti, cerca di scoprirne i misteri e di dominarne le forze devastanti, camminando sulla sottile linea della contesa. Sino a scoprire che un'orribile verità si cela in quel messaggero, giunto dal loro passato.



Segui Federico Negri 

@sonounalieno
www.federiconegri.info

Recensione

Haria è una ragazza dolce e sensibile, ma con una scarsa autostima che la porta ad essere dedita all’uso di stupefacenti e a frequentare persone poco raccomandabili. Eppure è un genio, forse la mente più brillante di Promise. Un giorno un incredibile avvenimento e un viaggio nel mondo esterno alla mura della città in cui vive, le stravolgeranno la vita. Insieme al suo mentore e a un gruppo di soldati, tra i quali il simpatico e affascinante Fineri e la scontrosa e dura Gallajio, andranno a esaminare quello che da ben trecento anni aspettano: un’astronave mandata dal pianeta Terra. Finalmente avranno la possibilità di comunicare con il loro pianeta di origine e riuscire così a far progredire la propria cultura e tecnologia. Sembra un sogno che si avvera, ma sarà veramente così? La nave porta con sé molti misteri e interrogativi e Haria sarà l’unica in grado di trovare delle risposte. Trovatasi in mezzo a una guerra fratricida tra i Promisiani e ai sogni di dominio di individui ambiziosi, Haria dovrà fare del suo meglio, perché da lei dipenderà la salvezza della sua gente e di tutto il pianeta.

Devo fare una premessa. L’autore di questo romanzo mi aveva contattata chiedendomi una recensione al libro. L’ho iniziato e finito in pochissimo tempo e conquistata dalla storia non ho resistito e sono andata a leggermi anche gli altri due episodi. Sono infatti tre libri, ma è come se fossero uno quindi vi avverto: difficilmente vi fermerete a questo primo capitolo. E non è certo un male, tanto più che l’autore distribuisce i tre romanzi gratis. Quindi, la mia recensione sarà un discorso complessivo sulla saga e non sul singolo primo volume.

"Cuori d'Acciaio"
2° capitolo della Saga "Promise"
Innanzitutto ho trovato molto gradevole lo stile dell’autore che dimostra una buona padronanza linguistica. La storia è scritta al presente, dal punto di vista della protagonista e l’immedesimazione con Haria è assicurata anche se troviamo la terza persona e non la prima. Le scene sono ben descritte, soprattutto, devo dire, quelle d’azione e adrenaliniche come i combattimenti, gli agguati e le fughe. Ho notato anche un ottimo uso dello show don’t tell e dei dialoghi, attraverso i quali scopriamo i caratteri dei vari personaggi.

E parliamo proprio di questi ultimi. Mi sono piaciuti tutti tantissimo, principali e secondari. L’autore ha saputo caratterizzarli molto bene, persino quelli poco presenti come Khalio, il ragazzo con cui Haria ha una complicata quanto sordida relazione sessuale. Inutile dire che i miei preferiti sono proprio i due che ho nominato prima: i soldati Fineri e Gallajio.
In realtà, la mia preferita è proprio Gallajio, più ancora di Haria, ma è un gusto personale. Forte, severa, dura come l’acciaio, un soldato in tutto e per tutto che tuttavia possiede le sue debolezze e le sue sofferenze. Nonostante la rudezza con cui tratterà Haria, alla fine si rivelerà la persona più onesta e della quale potrà fidarsi maggiormente. Fineri… non posso dire molto di lui senza fare spoiler. Diciamo che è a tratti intrigante e attraente ma anche irritante e ambiguo. A volte mi ha fatto tenerezza, altre lo avrei strozzato.
Ma la carrellata di attori sulla scena è molto variegata: il comandante Gianhosi, il professor Phinner, la guerriera del popolo libero Kyra, il vecchio Sariso… sono solo alcuni di questi e ognuno ha la propria personalità spiccata e il proprio ruolo nella storia.

E arriviamo proprio a questa, alla storia e al mondo creato da Federico Negri. Come si è già capito mi è piaciuta sia l’una che l’altro. Originali, interessanti e avvincenti. La trama non annoia grazie ai numerosi colpi di scena e all’azione che si sussegue dall’inizio alla fine. C’è un po’ di tutto in questo romanzo: azione, avventura, combattimenti, amore e morte.
E ci sono anche dei bei spunti di riflessione. I primi abitanti di Promise, i novemila, erano arrivati in avanscoperta dalla Terra, pianeta ormai morente a causa della scarsità delle risorse, per creare una colonia e scoprire un nuovo mondo da colonizzare. Chiaro quindi il messaggio ambientale. Ma non si tratta solo di questo, in fondo, possiamo ritrovare tale tematica in decine di altri film o libri del genere.
"Il Pianeta Ostile"
3° volume della Saga "Promise"
Il vero elemento interessante è un altro. Promise vive un’epoca di preindustrializzazione e le difficoltà sono molte. Non c’è corrente elettrica e quindi nemmeno tutte le comodità da essa generate. Si sono quindi generati due schieramenti contrapposti. Da una parte, il popolo libero che vive fuori dalle mura cittadine e considera il pianeta Promise come la propria terra natia, il proprio mondo e, per quanto ostile, cerca in tutti i modi di migliorarlo e difenderlo. Dall’altra parte, i Cittadini che vivono continuamente nel mito della Terra e nel ricordo della vita su di essa, vita che conoscono solo grazie ai libri e passano la loro intera esistenza a studiare un modo per ricongiungersi ai terrestri e tornare ad essere un popolo forte, dominatore e tecnologico.
Chi ha ragione tra i due? Chi sta veramente vivendo la propria vita e chi invece si crogiola in un’ illusione? Il finale darà ampiamente risposta a questa domanda ma forse l’indizio sta proprio nel nome che si sono dati gli abitanti del pianeta considerati dei rivoluzionari: “popolo libero”.
Altro elemento che ha la sua importanza è l’amore. Un po’ di romanticismo che fa battere il cuore, fa commuovere e soffrire e che rende la saga ancora più interessante. Chissà se, grazie ad esso e a tutta questa avventura, Haria riuscirà a compiere quel percorso di maturazione che la porterà a credere e ad avere rispetto di se stessa abbandonando i vizi che infettano la sua vita.


In conclusione una bella saga che consiglio agli amanti del genere. Sono tre libri ma si leggono molto bene, perché catturano e appassionano. Forse ve ne sarà un quarto e, sinceramente, lo spero proprio.

IL MIO VOTO: