sabato 17 maggio 2014

Recensione: "You God"

Vi avevo promesso la recensione di questo interessante mix tra fantascienza e dottrina cattolica creato dall'autrice italiana Annarita Petrino, che qualche tempo fa mi aveva concesso un'interessante intervista (per leggere l'intervista clicca QUI).
Passiamo al dunque.

Quando la fantascienza incontra il cristianesimo

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "You God"
Autore: Annarita Petrino
Genere: Raccolta di Racconti di Fantascienza Cristiana
Formato: Cartaceo
Editore: Edizioni Il Papavero
Pag: 56
Prezzo: € 6

Acquistabile su: 
http://www.edizioniilpapavero.com

oppure in vendita presso la Libreria Cattolica di Teramo


LA TRAMA:


"You God" - due immaginarie Basiliche agli estremi di Via della Conciliazione. Due uomini che stanno per morire. Due dialoghi su quello che succede dopo la morte.
Uno incontra You God, un enorme robot frutto dell'ingegno e della scienza umane, che lo informa che dopo la morte la sua coscienza sarà in lui conervata per sempre.
L'altro incontra il Crocifisso e in un dialogo muto viene confortato sulla vita dopo la morte.
"Imperfezioni" - due storie parallele unite dal personaggio di Padre Alexander, un sacerdote che viaggia in automobile, invece di usare il teletrasporto.
Rosemary Artworth, una ragazza geneticamente perfetta nata a seguito di diversi incroci tra patrimoni genetici unici, ama Davidian, un ragazzo reso zoppo da una brutta caduta. La madre, Rebecca Artworth, si oppone con tutte le sue forze al loro amore e proibisce alla ragazza di vedere ancora Davidian. Rosemary si toglie la vita, tagliandosi le vene, dopo aver registrato un messaggio in cui la sua perfezione diventa il motivo dell'impossibilità del loro amore. Scoperto il corpo senza vita della figlia, la madre rimane infastidita dallo spreco che è stato fatto di un patrimonio genetico perfetto.
Stephan è un bambino ipovedente di nove anni che ama trascorrere il suo tempo nelle zone più luminose del Parco, dove l'intensità delle cellule fotovoltaiche impedisce agli altri di arrivare. Viene costantemente vessato e picchiato da Maximilian, il figlio del Guardiano del Parco, che lo considera un mostro a causa del suo handicap. Padre Alexander è lo zio di Maximilian, ma nonostante questo non riesce ad aiutare il nipote ad aprirsi alla ricchezza della diversità.
"Judy Bow" - nata con una tecnica sperimentale di fecondazione artificiale, Judy è affetta da insufficienza respiratoria a causa di un errore nella programmazione del suo Dna. In seguito di un incidente in cui avrebbe dovuto perdere la vita i suoi polmoni collassano ogni due mesi e vengono rigenerati di volta in volta, per impedirle di morire.
Stanca di questa vita, Judy decide di fare causa ai suoi genitori affinchè vengano costretti a lasciarla morire. L'assiste l'avvocato Stert che nell'aula di tribunale porta tutto il dramma dell'esistenza di Judy.
Nel frattempo, grazie alla vicinanza e all'aiuto della zia Adelina, Judy compie un percorso di conversione, giungendo a capire come la sofferenza sia parte della vita e possa essere vissuta diversamente in un'ottica di fede. Quando la giuria delibera in suo favore, lei si sottrae a una nuova rigenerazione polmonare, consapevole del fatto che il corso della sua vita da quel momento in poi sarà nelle mani di Dio.
"Hic et Nunc" - il Capitano Gustav Constant è stato mandato in missione speciale dalla Commissione Militare. Il suo compito è quello di tornare indietro nel tempo, assistere alla crocifissione di Gesù Cristo e ripercorrere i primi anni del XXI secolo alla ricerca delle origini di quell'apostasia che aveva portato la sua gente alla deriva. Accompagnato da una vecchia Bibbia, Gustav compie viaggi lampo negli anni 2000 e si trova davanti a casi di gioventù bruciata dall'alcol e dalle droghe, agli scandali della Chiesa, all'aborto, all'indifferenza dei ricchi verso i poveri e gli emarginati, ai bambini abortiti trattati come rifiuti biologici, alle persecuzioni dei cristiani nel mondo, alla mercificazione dei corpi e al mercato del sesso, ai danni compiuti dalla mala informazione in rete.

Quattro racconti quattro viaggi di ricerca e riflessione in quelli che, a ben guardare, sono i mali del nostro tempo.

Mi ha colpito molto che “You God”, il racconto che dà il titolo alla raccolta, sia il più breve di tutti. Ma a pensarci bene, bastano poche parole per rendere chiaro un concetto e per trasmettere un messaggio.
Due persone giunte al termine della loro vita che dopo un dialogo, l’uno con un robot e l’altro con il Crocifisso, si ritrovano ad affrontare ciò che li attende in due modi nettamente differenti: l’uno senza speranza alcuna, l’altro con la pace nel cuore. E credo che questo non abbia bisogno di altre parole.
L’autrice con poche immagini e dialoghi arriva dritta al centro del problema e colpisce al cuore il lettore. La morte non può essere evitata, prima o poi arriva per tutti, è come la si affronta, il significato che si dà a ciò che si è vissuto e a ciò che viene dopo, che cambia nettamente le cose.

“Imperfezioni” punta il dito su un qualcosa che almeno una volta nella vita, ognuno di noi ha sperimentato: la ricerca della perfezione. Chi di noi infatti, non ha mai sognato di avere un uomo o una donna perfetta per compagno/a, di avere figli perfetti, un lavoro perfetto, una vita perfetta? Una perfezione che a ben guardare si rivela effimera se non negativa, limitante e assolutamente insignificante. Non è la perfezione nel codice genetico che rende un essere umano importante e meritevole. Al contrario, a volte, nell’imperfezione si scopre la bellezza, la forza, l’unicità e la particolarità. Sono Stephan e Davidian, il bambino e il ragazzo “mancanti”, le vere stelle che brillano nel racconto.

“Judy Bow” invece è un bellissimo racconto di crescita, comprensione, perdono, conversione. Molto bello il momento in cui Jude davanti al Crocifisso si sente ristorata all’idea che il Cristo abbia vissuto prima di lei la sua stessa sofferenza. In fondo è proprio questo il significato del messaggio salvifico di Gesù, il suo prendere su di sé la sofferenza di ognuno di noi, vivendola in prima persona. E ancora più bella la frase finale del racconto in cui lei, ormai libera di sottrarsi ad una nuova rigenerazione e forse prossima alla morte, si sente serena perché sa che ora la sua vita è in mano a Dio, che ne è il miglior giudice.
E infine “Hinc et Nunc”. Questo racconto si commenta da sé. Ci vengono presentati numerosi episodi, come tanti flash, in cui si vede lo stato di “miseria spirituale” in cui imperversa l’uomo: mercificazione del corpo, aborti, indifferenza verso la vita, una Chiesa peccatrice, droga, alcol fino ai mali sviluppati dalla generazione di Internet. Tutto visto dagli occhi di un militare che assiste impotente con una Bibbia in mano a tutto questo.
Che posso dire che non dicano già da soli i singoli episodi. Questi racconti sono molto belli, e credo che ognuno di noi sia in grado di coglierne sfumature di significato diverse. Come dicevo all’inizio è un viaggio di riflessione che parte da tendenze e fatti del nostro tempo, alcuni veri, altri immaginati, altri solo ipotizzati dalla scienza, ma che alla fin fine arrivano tutti alla stessa meta: Dio

Lo stile e il linguaggio di Annarita sono semplici e diretti, così come deve essere, senza fronzoli e senza tergiversare, senza tante descrizioni né altro, per arrivare col suo messaggio dritta al lettore, come una freccia scagliata contro un bersaglio.
Il libro si legge in un soffio, ma ti rimane dentro per giorni con gli interrogativi che suscita e le chiavi di lettura che propone alle differenti situazioni.

Ho solo rilevato nel primo racconto, “Imperfezioni”, un po’ troppa discontinuità nella trama. I numerosi salti tra le due storie parallele raccontate, unificate dalla figura del sacerdote, mi hanno ostacolato, inizialmente, nella comprensione della storia. Anche per i molti personaggi in gioco, che entrano in scena un po’ tutti insieme, ho avuto difficoltà a ricordarne i nomi e quindi identificarne i ruoli. Questo, come dicevo, almeno all’inizio. Poi si entra nella trama, si familiarizza con i nomi e il tutto scorre più facilmente.
Questa però è l’unica pecca che ho riscontrato.


Non dimentichiamoci, però, che stiamo parlando di fantascienza cristiana e alla fine si può non essere d’accordo con le conclusioni, soprattutto se non si condivide la stessa fede. Essendo io cattolica non ho avuto questa difficoltà e reputo quindi il libro un buon prodotto assolutamente consigliato.

IL MIO VOTO:



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