venerdì 4 aprile 2014

Recensione: Quando dal Cielo Cadevano le Stelle

Poco tempo fa vi ho presentato il libro di Sofia Domino (Clicca QUI). Ora, dopo averlo letto, posso esprimere il mio giudizio su questa prima opera dell'autrice.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: Quando dal cielo cadevano le stelle
Autore: Sofia Domino
pagine: 496
prezzo: 1.99 (ebook)
data di pubblicazione: 27 gennaio 2014 (Giornata della Memoria).
canale di distribuzione: Lulu

LA TRAMA:
Lia ha tredici anni. È una ragazzina italiana piena di sogni e di allegria, con l’unica colpa di essere ebrea durante la Seconda Guerra Mondiale. Dallo scoppio delle leggi razziali la sua vita cambia, e con la sua famiglia è costretta a rifugiarsi in numerosi nascondigli, a sparire dal mondo. Da quel mondo di cui vuole fare disperatamente parte. Passano gli anni, conditi da giornate piene di vicende, di primi amori, di paure e di speranze, come quella più grande, la speranza che presto la guerra finirà. Ma nessuno ha preparato Lia alla rabbia dei nazisti. Il 16 ottobre 1943, la comunità ebraica del ghetto di Roma viene rastrellata dalla Gestapo e i nazisti le ricorderanno che una ragazzina ebrea non ha il diritto di sognare, di sperare, di amare. Di vivere. Lia sarà deportata ad Auschwitz con la sua famiglia, e da quel giorno avrà inizio il suo incubo. Terrore, lavoro, malattie, camere a gas, morti. E determinazione. Quella che Lia non vuole abbandonare. Quella determinazione che vorrà usare per gridare al mondo di non dimenticare. Quella determinazione che brillerà nei suoi occhi quando il freddo sarà troppo pungente, quando la fame sarà lancinante, quando la morte sarà troppo vicina e quando sarà deportata in altri campi di concentramento.
Quella determinazione che le farà amare la vita, e che le ricorderà che anche le ragazzine ebree hanno il diritto di sognare. Perché non esistano mai più le casacche a righe, perché nessuno sia più costretto a vivere in base a un numero tatuato su un braccio o in base a una stella cucita sulla veste.
Perché dal cielo non cadano più le stelle.

La trama dice già molto di suo.
Lia è una ragazzina come se ne incontrano poche. Sempre positiva, sempre ottimista e con un amore per la vita davvero invidiabile. Nonostante quello che sta vivendo continua a ripetersi che la vita è bella e degna di essere vissuta. Continua a sperare anche di fronte alle situazioni più tragiche e orribili, senza mai abbattersi, traendo forza dalle bellezze che la circondano. Quando è costretta a nascondersi la sua famiglia e un ragazzo con cui inizia a corrispondere, saranno la sua felicità; quando sarà deportata, la natura con il suo cielo immenso e infinito, sarà la sua evasione e il suo unico appiglio per continuare a credere nella libertà. Perché Lia, al contrario di coloro che la circondano, degli adulti e dei suoi genitori che dovrebbero essere la forza dei più piccoli e indifesi, non smette mai di credere che la guerra prima o poi finirà e che lei potrà tornare ad assaporare quella libertà che tanto agogna. Lia ha un sogno: diventare una dottoressa che viaggia per il mondo aiutando i più bisognosi. Ed è convinta che la rabbia e la crudeltà nazista non potranno mai sottrarle questo sogno, perché la morte non può vincere sulla vita.
Eppure il messaggio di Lia più che per se stessa è per coloro che la circondano. Come un angelo portatore del messaggio divino, proclama la sua gioia e la sua voglia di vivere, donando sorrisi, forza, ottimismo, speranza e vita, laddove sembra che la vita non esista più.


Lasciatemi prima fare una piccola riflessione. E’ stato molto difficile per me leggere questo romanzo e ho dovuto prenderlo a piccole dosi. Sono una persona estremamente emotiva e leggere di questi argomenti non è mai facile, proprio perché sai che non è finzione, ma è storia. Una storia che non risale a secoli fa, non si parla di uomini privi di intelligenza, conoscenza e cultura eppure leggendo di tutti gli orrori del nazismo è difficile crederlo.

A parte questo… l’autrice ha fatto un lavoro impressionante di ricerca storica. E per questo non posso che lodarla. Il libro è ricco di riferimenti storici, approfonditi nelle innumerevoli note, che riportano fatti, avvenimenti, dettagli di quel periodo che ti aiutano ad entrare ancor di più nella vicenda e a viverla sulla propria pelle. Ed è quello che è successo a me. Questo libro mi è rimasto dentro, mi è entrato sotto pelle e in qualche modo mi ha cambiato, mi ha arricchito, mi ha resa più consapevole.
Sofia Domino scrive molto bene, con un’ottima padronanza della lingua. Lo stile è fluido e scorrevole, le descrizioni minuziose ma mai ingombranti. Attraverso la narrazione della quotidianeità dei protagonisti, con l’attenzione per ogni più piccolo dettaglio, anche insignificante, il lettore si ritrova ad essere catapultato nel libro stesso, a vivere quella prigionia, le sofferenze, le privazioni come se fosse uno dei personaggi descritti. Mi sono ritrovata a ridere con loro per le piccole cose, a desiderare la libertà e la fine della guerra (quando per mia sfortuna già ben sapevo quando effettivamente sarebbe finita e che cosa sarebbe dovuto succedere prima), a sentirmi umiliata per i soprusi e devastata per le morti indiscriminate e senza senso, a farmi forza per l’amore delle persone più care, a godermi la bellezza del cielo infinito.
Ogni personaggio, con il suo carattere, il modo di fare, i pregi e i difetti, è stato ben descritto in un quadro corale ampio e variegato. Ma sono i sentimenti qui a fare da padrone, le sensazioni, le speranze e i sogni. Forse proprio per questo l’ho trovato così toccante.

Ho solo due appunti da fare.
L’inizio del libro è un po’ lento, e da principio ho faticato ad entrare nella storia, ma è durato poco. Perché ben presto le cose sono cambiate e sono stata letteralmente rapita.
Seconda cosa. La storia è narrata dal punto di vista di Lia salvo in alcuni casi cambiare per pochissime battute il POV, a seconda del personaggio con cui Lia sta interagendo. Ecco a volte questo repentino cambio e poi il celere ritorno a Lia, risulta estraneo, forzato, un po’ buttato lì. Insomma, se si cambia il punto di vista non ci si può limitare a una o due battute altrimenti il lettore viene disorientato e fatica a capire chi sta parlando.

Mi resta solo una cosa da dire. Ho apprezzato tantissimo il coraggio di questa autrice che non solo è riuscita a pubblicare un libro ma ha scelto un tema scottante e molto difficile. E’ riuscita a trattarlo in maniera magistrale a mio modesto parere, lasciando nero su bianco una testimonianza che non andrà persa e che può servire come insegnamento per le generazioni future. CONSIGLIATISSIMO!

Citazioni:

La vita era meravigliosa. Nonostante tutto, la vita lo era, e lei voleva farne parte. E chi riusciva a vedere il mondo dal suo punto di vista, allora non poteva che essere concorde con lei.

La guerra non vincerà mai sulla vita

IL MIO VOTO:



Vi ricordo il link per l'acquisto e i contatti dell'autrice:




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