domenica 27 aprile 2014

Recensione in Anteprima: "Finché Suocera non ci Separi!"

Sono veramente contenta di poter recensire questo libro. L'autrice mi ha fatto l'onore di farmi leggere il suo lavoro in anteprima per un parere e sono molto felice di riportarlo anche a voi. Dopo quindi "Cara Cognata, Ti Odio!" (Recensione QUI) ecco la nostra italianissima autrice alle prese con il suo seguito: "Finché Suocera non ci Separi!" in uscita proprio oggi su Amazon.

Corinne Savarese colpisce ancora!

SCHEDA LIBRO:

Autrice: Corinne Savarese
Titolo: Finché Suocera non ci separi! (vol 2 di Cara ti Odio!)
Serie: Cara ti odio!
Genere: Chick Lit
Formato: e-book (prossimamente anche in cartaceo)

Link per l'acquisto:

LA TRAMA:


“Cara suocera, ti odio! 

Con quella tua faccina cadente e raggrinzita da sessantacinquenne, mi sorridi dolcemente, quando dentro di te stai pensando alla prossima frecciatina per farmi sentire inutile, insulsa, instabile, inadeguata, insipida, incompleta, inerme, inadempiente, insoddisfatta... tutta una serie di aggettivi che iniziano per IN che ti piacciono tanto, per potermi dominare e annientare.” (cit.) 


Può una suocera essere così invadente, arrogante e prepotente da distruggere una famiglia? O essere così perfida da ingiuriare e calpestare l’onestà di una nuora per screditarla agli occhi del proprio marito e del mondo? 
Può essere così infida da minare la sua autostima e annichilirla fino a farne la propria bambolina di giochi perversi? O essere così subdola e diabolica da raggirare e triangolare, per creare zizzania all’interno della coppia? 
Clarissa può! Infatti si presenta a casa di Daphne e Andrea, al ritorno dal loro viaggio di nozze, e non se ne va mai più. Quella che doveva essere una visita di piacere, diventa un incubo per Daphne che, anche questa volta, sarà costretta ad andare in terapia per ritrovare la propria identità e la propria famiglia. 

"Finché suocera non ci separi!" è il secondo libro della serie "Cara, ti odio!", dopo “Cara cognata, ti odio!” 
Questa serie vuole raccontare con ironia e sarcasmo tutta una gamma di relazioni problematiche di personaggi, caricature di se stessi, con cui quotidianamente ci scontriamo, spesso portate al limite del paradosso, del buonsenso e della comprensione. 


Ritroviamo qui la nostra cara coppia, Daphne e Andrea, che avevamo lasciato sull'altare il giorno del loro matrimonio. In realtà nell’epilogo avevamo visto anche qualcos’altro, ma il libro qui inizia qualche mese prima di quell’epilogo.
I nostri due tornano felici e più uniti che mai dalla loro fantastica, magica e appassionata luna di miele (proprio come dovrebbe essere ogni luna di miele) e si ritrovano un bel messaggino sulla segreteria: la suocera sta arrivando per conoscere la propria nuora. Daphne, è pronta, Daphne è carica, Daphne pensa che dopo essere sopravvissuta ad Annabella niente potrà andare storto,. Eppure le parole di Andrea: “Visto, già ti adora”, le mettono addosso un brutto presentimento. E dalla volta scorsa abbiamo già capito che i presentimenti di Daphne non vanno mai presi alla leggera.
Ma cosa mai potrà andare storto?
Beh, oserei dire di tutto e di più. E questa volta la nostra protagonista, che qui diventerà una vera e propria eroina ai miei occhi, dovrà tirare fuori gli artigli per sopravvivere.

Inizio col dire una cosa. Se “Cara cognata, ti odio!” lo avevo adorato, questo libro mi è piaciuto ancora di più.
Ritroviamo tutti i personaggi del libro precedente: oltre i due protagonisti, ritroviamo la segretaria Sara, Annabella, questa volta in veste di amica, i genitori perbenisti di lei, e il fratello gigolò Carlo, che continuo ad adorare nelle sue pur brevi ma significative comparse.
E ovviamente le new entry: i due suoceri.
Partiamo da Andrea e sfatiamo subito un piccolo preconcetto che potrebbe cogliervi: qui non sono Andrea e Daphne i protagonisti, ma la suocera. Ecco quindi che il nostro stilista, bello, affascinante e famoso, rimane un po’ più in disparte. Non per questo però si fa mettere in secondo piano senza i suoi momenti da leone. Sebbene la parte romance non abbia quell’importanza che aveva nel libro precedente, per ovvi motivi, le scene tra Andrea e Daphne sono molto dolci, intense, appassionate e fanno ancora battere il cuore. Insomma, Andrea, sebbene pecchi ancora ogni tanto di passività come con la sua gelosa e impicciona sorella, rimane un bellissimo personaggio. Le sue sfuriate e le sue uscite poi, nei momenti in cui rivendica il suo posto da maschio alfa all’interno della famiglia e della trama, mi sono piaciute da matti.
Tanto per darvi un’idea questa mi ha fatto morire dal ridere:

“Detto questo scende e con passo scazzato va verso i genitori. Abbasso il finestrino per sentire cosa succede, mentre metto le mani ghiacciate davanti al bocchettone dell'aria calda. Poi lo sento urlare.
«Che cazzo hai nella testa? Sei deficiente? Lasci mia figlia nel passeggino in cima a una cazzo di discesa, senza un cazzo di freno, le volti le tue cazzo di spalle e ti fai beatamente i cazzi tuoi senza curarti di un cazzo di niente?»
Non ho mai sentito quel termine fallico così tante volte, in così breve tempo e in così svariati modi di uso.”

Poi c’è Daphne. Se la ragazza aveva reagito con gran classe alle matterie della futura cognata uscendone a testa alta e con la reputazione impeccabile, qui la nostra “supergirl” sarà costretta veramente a tirare fuori tutta la grinta, la forza e il coraggio di cui dispone. Dovrà scoprire una nuova Daphne, lati del suo carattere che non sapeva di avere, liberarsi di alcuni fardelli che la opprimevano e diventare qualcosa di totalmente nuovo, per difendere ciò che di più caro ha al mondo: la sua famiglia.
Questo personaggio mi è veramente piaciuto. Credo che qui l’autrice abbia tirato fuori tutto il potenziale di questa donna dei nostri tempi che passa nel giro di poco tempo, da donna in carriera a moglie e madre. Da donna che deve pensare e rendere conto solo a se stessa, a donna che non può permettersi passi falsi e deve essere disposta a sacrificare parti di sé per il bene delle persone che ama (per i figli si fa di tutto).
Sì, il personaggio si è evoluto, sia rispetto al primo libro, sia all’interno di questo nuovo capitolo della storia e il modo in cui l’autrice l’ha accompagnata in questa crescita è assolutamente perfetto.

E infine arriviamo ai suoceri. Giustino e Clarissa.
Ancora mi chiedo come Corinne Savarese sia riuscita a creare una coppia così. Due stereotipi della categoria, due macchiette a tratti irritanti a tratti esilaranti, a volte odiosi a volte da suscitare pietà. Ovviamente, anche se Giustino rappresenta un’ottima spalla, tra i due, lo dice il titolo stesso, è Clarissa ad avere la parte da prima ballerina. Ed è proprio questo: una ballerina, ma sgraziata e invadente, che saltella di qua e di là sul palco cercando di attirare tutta l’attenzione su di sé, con l’unico risultato di travolgere tutti coloro che hanno la sfortuna di capitarle davanti. Questa donna dalla doppia faccia ma dalle mille sfaccettature che piano piano mostrerà la sua vera natura e le sue motivazioni è il fulcro portante dell’intera vicenda. E’ lei che regge la storia, lei che suscita le emozioni nel lettore: rabbia, dolore, voglia di vendetta, ilarità, pietà. E proprio come era successo per Annabella, Clarissa non è un personaggio meramente funzionale alla storia. L’autrice ne esplora profondamente il carattere e la psicologia, invitandoci a riflettere bene su quello che probabilmente rappresenta lo stereotipo per antonomasia dei rapporti sociali: suocera contro nuora. E ci fornisce anche una interessantissima chiave di lettura alle dinamiche che vengono a crearsi in questi rapporti e anche alle motivazioni che spingono le persone ad agire in un determinato modo.

Non posso poi non parlare dei personaggi secondari. Due su tutti: il Dottor Ramarro e la professoressa “Montalcini”. L’autrice riesce già con i loro nomi o soprannomi (come nel secondo dei due casi) a farti comprendere il carattere e il ruolo di queste figure, a fartele prendere in simpatia o antipatia, a fartele immaginare come due attori dietro le quinte, pronti ad entrare in scena per dire la loro e restare poi per il resto dello spettacolo a guardare come gli altri attori si agitano sul palco, in reazione a quella singola azione o battuta che hanno lanciato nella trama con l’effetto di una bomba atomica. Insomma piccole presenze ma che lasciano un segno indelebile e che sono la classica ciliegina sulla torta di tutto il libro.
Direi che è il caso di non spingermi oltre nell’esame dei personaggi o svelerei troppo, anche se ne avrei ancora molto da dire.

E passiamo alla cosa che più ho adorato in questo libro: l’umorismo.
L’ho trovato ancora più travolgente e profondo. L’autrice usa uno stile incredibilmente ironico, battute così argute, situazioni e immagini così vivide ed esilaranti, che non puoi fare a meno di ridere a crepapelle, soprattutto nella seconda parte della storia.
Uno su tutti questo pezzo mi ha fatto morire:

“Clarissa sembra si sia crepata. Una statua di ghiaccio sul punto di rompersi in miliardi di pezzettini. Sarebbe magnifico. Non potrei nemmeno provare a raccoglierli. Li lascerei lì a sciogliersi con finta aria dispiaciuta, mentre dentro di me si alzerebbe la melodia del canto Nessun dorma di Puccini. “Ma il mio mistero è chiuso in me. Il nome mio nessun saprà. La laaa la laa la laaa laaaaa laaaaaaa. Dilegua, o notte! Tramontate, stelle! Tramontate, stelle! All'alba vinceròòòòòo. Vinceròòoòoo. Vinnnnn-ceeeeee-ròòòòòòòòo.” Il sipario si chiuderebbe e miliardi di mani applaudirebbero al mio atto.”

Questo è quello che intendo con scene vivide. Alzi la mano chi non si immagina questa scena come se la vedesse alla televisione. Leggendo poi il libro e contestualizzandola nella storia, sapendo tutto quello che c’è prima… beh, qui non puoi non immedesimarti nella protagonista e intonare tu stesso il canto. Ma questo è solo uno dei tanti episodi che potrei riportare.

Solo due momenti nella trama ho trovato un po’ amari, un po’ difficili a livello emotivo, ma questo molto è dovuto al gusto personale. Non posso svelarveli o farei spoiler e non è nelle mie intenzioni, ma posso dire che comunque l’autrice è stata molto brava a stemperare subito la tensione e la drammaticità delle scene in questione in modo da non appesantire troppo la lettura. E comunque sono state appunto due in tutto.

Che posso dire per concludere?
Ovviamente ne consiglio assolutamente la lettura. Ma vorrei tuttavia invitarvi a porre attenzione su una cosa. Se cercate un libro leggero e senza impegno da leggere alla spiaggia, una specie di harmony, assolutamente non è questo il genere. Come ho ripetuto più volte per “Cara cognata, ti Odio!” e detto e ridetto anche qui, le situazioni presentate sono solo apparentemente superficiali. L’autrice usa il chick lit, con le situazioni assurde, i paradossi e lo humor propri del genere, rimodellandoli, plasmandoli secondo la sua volontà, per farci riflettere su dinamiche, rapporti sociali e problematiche comuni che vengono a crearsi nella vita assolutamente reale e quotidiana di ognuno di noi.

IL MIO VOTO:



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E-mail: corinnesavarese@gmail.com

Twitter: Corinne Savarese — con Corinne Savarese-Autrice


3 commenti:

  1. Grazie Manuela per la tua magnifica recensione. Sono davvero felice ti sia piaciuto e che tu al abbia saputo apprezzare in ogni sua piccola sfumatura.
    Grazie ancora e alla prossima.
    :*

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    1. Grazie a te di avermelo fatto leggere.

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