venerdì 21 marzo 2014

Anteprima di Primavera

E' arrivata la Primavera (anche se con mio grande rammarico ho scoperto questa mattina che in realtà è iniziata ieri e io me la sono passata tutta in casa) e per festeggiare vorrei segnalarvi un libro che sembra molto interessante e originale.

I Rami del Tempo
di Luca Rossi

Ovviamente mi astengo da altri giudizi prima di averlo letto, cosa che avverrà presto, ma voglio comunque segnalarvelo perché è una novità fresca fresca di pubblicazione. E' uscito infatti proprio questa mattina in formato e-book sulla piattaforma di Amazon (link per l'acquisto).

Ma bando alle ciance e passiamo a presentare il libro e l'autore che ci ha concesso anche un'intervista molto interessante.

SCHEDA LIBRO

Autore: Luca Rossi (autore "Energie della Galassia")
Genere: Fabtasy, erotico
Formato: e-book
Prezzo: € 0,96 (attualmente)

LA TRAMA

Una pioggia di schegge stermina il popolo dell’isola di Turios. Si salvano Bashinoir, gravemente ferito, sua moglie Lil e la sacerdotessa Miril. Vorrebbero dare degna sepoltura ai propri cari, ma i cadaveri sono scomparsi. L’unica speranza di salvezza risiede nelle protezioni magiche del Tempio. Tuttavia devono far fronte a minacce oscure. Un’ombra infesta i loro cuori per dividerli e distruggerli. I loro corpi sembrano perdere sempre più consistenza. Alla vicinanza tra le due donne si contrappone il sempre più marcato isolamento di Bashinoir. 

Nel regno di Isk, maghi e consiglieri devono sottostare all’insaziabile ingordigia di sesso, guerra e potere di re Beanor. L’ultima delle sue giovani mogli, tuttavia, non si dà pace per la libertà e l’amore perduti. Potranno i giochi e gli inganni sotto le lenzuola essere la chiave di svolta di una guerra millenaria?



Chi è Luca Rossi?


Ricerca, scienza, fantascienza, fantasia ed alta tecnologia sono i mondi che Luca Rossi vive e trasferisce nelle proprie opere letterarie.
Crede nel Web come mezzo in grado di avvicinare gli individui e rendere il mondo un luogo più aperto, giusto e democratico.
Pubblica nel 2013 Energie della Galassia, raccolta di racconti ambientati in un universo che vede mosso non solo dalle leggi della fisica, ma da quelle altrettanto vere dell'eros, della passione, del desiderio e dello spirito.
Nasce a Torino il 15 aprile 1977. Gli piace andare in bicicletta, passeggiare nella Natura e dedicare la maggior parte del tempo libero alla famiglia.

Se volete contattarlo non avete che l'imbarazzo della scelta. 


e-mail

oppure

E ora... L'INTERVISTA!!!


Prima qualche domanda generica.

M- Ho letto in una tua intervista che hai iniziato a scrivere praticamente quando hai iniziato a leggere e hai una mente e una penna molto prolifica. Quello che vorrei sapere è se hai seguito un percorso di studi in particolare. Hai fatto qualche corso di scrittura creativa?
L- Ho seguito il peggior percorso di studi possibile per diventare scrittori: liceo scientifico e ingegneria. Ero assolutamente convinto di dover diventare un ingegnere o architetto o qualcosa di simile. Insomma, dovevo fare un lavoro serio. Era ciò che tutti si aspettavano di me. Era l’immagine che avrei dovuto dare al mondo. Infatti ora faccio lo scrittore.

M-Hai scritto molte cose, perché hai deciso di pubblicare proprio questi due libri?
L-Ho scritto a penna così tanto da riempire cassetti interi, ma sono anche molto pigro e non potrei mai immaginare di rimettermi a battere tutto al computer. O forse sono più affascinato dalle opere che voglio scrivere che da quello che ho scritto. Fatto sta che appena ho saputo della possibilità di autopubblicare su Amazon ho subito pensato a del nuovo materiale e mi sono messo all’opera.

M-Probabilmente questa è una domanda che ti hanno già fatto. Le tue opere sono autopubblicate. Come mai hai scelto questa strada e non ti sei rivolto a una Casa Editrice?
L-Immediatezza, praticità, innovazione. Pubblicare da indie ha molti lati positivi, tra cui un contatto diretto con il pubblico, una totale padronanza decisionale sui contenuti, le politiche di prezzo, la copertina. Ho iniziato con la fantascienza erotica. Hai letto bene. F-a-n-t-a-s-c-i-e-n-z-a e-r-o-t-i-c-a. Secondo le grandi case editrici la fantascienza è un genere di nicchia. La declinazione erotica poi... È una nicchia della nicchia. Una nicchissima. Non mi sono neppure chiesto se a una CE potesse interessare.

M- Se domani ti dovesse contattare una grossa casa editrice con un contratto che ti garantirebbe una capillare diffusione nelle librerie di tutto il Paese, firmeresti o continueresti su questa strada?
L-Partiamo da lontano. I dati sulla diffusione degli ebook reader negli Stati Uniti sono molto buoni. Molti americani si rivolgono ad Amazon per l’acquisto di un libro. E da qui al 2020 probabilmente i self supereranno le case editrici. Insomma, per le opere in inglese conviene essere indie e godere del 70% delle royalty delle proprie opere.
Il quadro italiano è piuttosto diverso. Gli ebook sono al 10%. I self vendono pochino e per farlo devono abbassare il prezzo a 0.99.
Se un autore vuole vivere di scrittura oggi è costretto ad ‘emigrare’, ovvero a tradurre e vivere dei proventi della traduzione in inglese. Oppure può tentare la via della casa editrice. In questo caso, occorre valutare il tipo di interventi richiesti sulla propria opera e i reali vantaggi in termini economici.
Non credo che CE e self publishing siano due strade in antitesi. Si può pubblicare con una CE su un mercato e rimanere self in un altro.
Per quanto mi riguarda, finora non ho ricevuto proposte che mi abbiano fatto rinunciare ai vantaggi dell’essere indipendente.

M-Hai detto in un’altra intervista che dedichi parecchio tempo ai tuoi contatti sui social network: goodreads, twitter, G+, che sono il pane quotidiano per gli autori che si autopubblicano. Quanto tempo dedichi alla scrittura e quanto alla promozione o comunque ai rapporti con i tuoi lettori o potenziali lettori? Come concili i due aspetti?
L-70/30, in alcuni giorni 60/40. Amerei scrivere di notte, ma avendo due bimbi piccoli scrivo invece al mattino presto. Continuo le opere, le rileggo, le modifico. Quando sono soddisfatto mi dedico al resto del mondo. A me piace discutere di libri, di cultura, di arte, di tecnologia. È un po’ promozione e un po’ scoperta. Faccio tante domande, secondo alcuni troppe. Preferisco far tutto questo dopo essermi dedicato alla scrittura altrimenti corro il rischio di trascorrere la giornata sui social.

M-Molti scrittori per i propri personaggi e ambientazioni traggono ispirazione da ciò che li circonda, dalle persone che incontrano, oppure dalla musica o da immagini che li colpiscono. Da cosa nasce la tua ispirazione?
L-Da tutto e da tutti! Più sono bloccato da qualche parte più chi mi circonda diventa una vittima. Il capellone, l’impettito, la madamina, la belloccia, la dominatrice… se hanno la sfortuna di passare cinque minuti in coda con me, si ritroveranno presto o tardi personaggi di una scena fantasy o eroi di un mondo post apocalittico o esploratori spaziali. A volte accadono loro cose inenarrabile. Mi auguro solo che mai nessuno di loro riesca a rintracciare se stesso nelle mie pagine.

E ora parliamo del tuo romanzo in uscita: I Rami del Tempo.

M-La prima tua pubblicazione era una raccolta di racconti invece questo è un romanzo. Come mai questo cambiamento?
Non è un vero proprio cambiamento. Mentre scrivevo i racconti portavo avanti il romanzo e ora che mi dedico al secondo volume del romanzo continuo con i racconti. Sono poco fedele alle mie opere. Quando nasce un nuovo amore, mi ci dedico senza farmi tanti problemi. Poi però torno sempre da chi mi aspetta.

M-Parlaci un po’ della tua opera. Come è nata l’idea de I Rami del Tempo? Fa parte di una saga? Perché un fantasy erotico? Insomma parla pure a briglia sciolta della tua creazione, siamo curiosi.
Quando scrivevo i racconti di fantascienza amavo prendermi delle pause fantasy. Tutto è nato da un sogno. La scena iniziale, piuttosto truculenta, è una mia esperienza onirica. Mi ha affascinato a tal punto che ho voluta scriverla. Paragrafi e capitoli si sono poi susseguiti uno dopo l’altro. Non riuscivo a smettere. Era un po’ la mia distrazione, ma poi mi è piaciuta a tal punto da diventare un’opera tutti gli effetti. I Rami del Tempo è assolutamente un volume I. Sarebbe da malvagi lasciare i lettori al punto in cui si interrompe.

M-Quanto di te c’è nella storia e nei personaggi? C’è un personaggio in cui ti rispecchi? E qual è il tuo preferito?
L-Non posso proprio rispondere alle prime due domande. Rischierei l’isolamento sociale o peggio. Alcuni personaggi sono un po’… particolari.
Adoro Lil; è ancora un po’ inesperta ed immatura. Si trova ad affrontare vicende che mai avrebbe immaginato. Ed è solo l’inizio. Nel secondo volume la fanciulla matura e cambia radicalmente. Vede con nuovi occhi mondi e dimensioni che non avrebbe mai immaginato. Eppure trova il modo di procedere nel cammino tra mille difficoltà. Questa debolezza e fragilità iniziali – all’inizio è fin lagnosa! - unita alla capacità di non arrendersi è ammirevole.

M-In vendita ci sono molti romanzi, di tutti i tipi e di tutti i generi. Praticamente ci sono più scrittori che lettori. Perché qualcuno dovrebbe leggere il tuo romanzo? Quali sono i suoi punti di forza? In cosa si differenzia?
L-Rispondo per prima cosa alla considerazione iniziale. Io credo che l’esplosione del mercato del self publishing sia un bene. A lungo termine questo consentirà una straordinaria circolazione delle idee e credo che sarà il motore di un nuovo rinascimento culturale. Pensa al parallelismo con la ricchezza del Web. Ognuno oggi può seguire quei blog che gli interessano davvero, a cui si sente affine. Se si è appassionati di Formula 1 non è più necessario andare a leggersi la Gazzetta ma si possono consultare blog specifici dove reperire un’incredibile ricchezza di contenuti.
Per gli ebook, su Amazon già oggi si può trovare un’offerta sconfinata. Ci sono molti autori giovani, nuovi, innovativi, con idee diverse.
In precedenza gran parte del successo di un libro era decretato dalle scelte di marketing di una casa editrice. Oggi è tutto diverso e più eccitante.
In merito a I Rami del Tempo, posso dirti è tutto diverso da quello che ci si aspetterebbe. Si intrecciano temi sulla magia, la spiritualità, il potere, ma ognuno di questi è affrontato da un punto di vista diverso dai canoni classici del genere. È un libro decisamente fuori dagli schemi. Chi cerca il fantasy classico rimarrà deluso. Chi è disposto ad affrontare una nuova sfida forse troverà qualcosa di affascinante.

M-Hai già tradotto in inglese altre tue opere. Cos’ha il mercato estero rispetto a quello italiano che ti ha spinto a farlo? E’ solo questione di ampiezza del mercato e quindi di numero di vendite o c’è dell’altro? Tradurrai anche I Rami del Tempo?
L-Non lo nego: il mercato estero in questo momento mi dà da vivere e quindi è fondamentale. Ma c’è un aspetto ancora più importante: il contatto con un bacino culturale stupendo. Scambiando con lettori e scrittori anglo-americani in quest’ultimo anno ho imparato moltissimo. È stato un cammino infinitamente eccitante, nel quale ho scoperto molto e sono cambiato radicalmente. Spesso con loro si ha un po’ l’impressione che la fantascienza faccia parte del quotidiano, quindi mi sono trovato molto a mio agio.

M-La frase o la scena che preferisci de I Rami del Tempo e perché.
L-Ci sono alcune scene riguardanti re Beanor che sono molto divertenti. A un certo punto il re non può sposarsi perché il padre della sposa è irreperibile. Ci pensa, si concentra, i suoi pensieri quasi sembrano uscire dal libro e poi alla fine trova la soluzione: annunciare che il povero uomo è morto. Mi fa sempre ridere quando la rileggo e mi ricorda la grande sensibilità che spesso i potenti hanno nei confronti della gente comune.

M-Stai già lavorando a qualcos'altro o adesso ti prenderai una pausa?
L-Sto lavorando alle traduzioni in varie lingue, al primo audiolibro, al secondo volume de I Rami del Tempo e alla seconda raccolta di racconti, che uscirà tra breve.
Ti ringrazio per questa bella intervista.


martedì 18 marzo 2014

Recensione La mia Amica Ebrea

Una tenera amicizia nata nella Germania del 1943

Poco tempo fa avevo segnalato questo libro di una giovane autrice italiana: Rebecca Domino. Ora ecco la mia recensione. Ma prima vi ricordo la trama e la scheda del libro.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: La Mia Amica Ebrea
Autrice: Rebecca Domino
Data Pubblicazione: 27 Gennaio 2013 (Giornata della Memoria)
Formato: e-book (PDF)
Prezzo: € 1,99
Dove Acquistarlo: Lulu (clicca QUI per accedere al canale di acquisto)

LA TRAMA:

Amburgo, 1943. La vita di Josepha, quindici anni, trascorre fra le uscite con le amiche, le lezioni e i sogni, nonostante la Seconda Guerra Mondiale. Le cose cambiano quando suo padre decide di nascondere in soffitta una famiglia di ebrei. Fra loro c'è Rina, quindici anni, grandi e profondi occhi scuri.
Nella Germania nazista, giorno dopo giorno sboccia una delicata amicizia fra una ragazzina ariana, che è cresciuta con la propaganda di Hitler, e una ragazzina ebrea, che si sta nascondendo da quello che sembra essere il destino di tutta la sua gente.
Ma quando Josepha dovrà rinunciare improvvisamente alla sua casa e dovrà lottare per continuare a sperare e per cercare di proteggere Rina, l'unione fra le due ragazzine, in un Amburgo martoriata dalle bombe e dalla paura, continuerà a riempire i loro cuori di speranza.
Un romanzo che accende i riflettori su uno dei lati meno conosciuti dell'Olocausto, la voce degli "eroi silenziosi", uomini, donne e giovani che hanno aiutato gli ebrei in uno dei periodi più bui della Storia.

RECENSIONE:

Seffi, così gli amici chiamano la quindicenne Josepha, cerca di mantenere il più possibile inalterata la sua vita nonostante la guerra che ormai da anni sta devastando la Germania. Non si pone troppe domande. La razza ariana è la migliore di tutte, la Germania è la nazione più potente, Hitler è il loro salvatore e gli ebrei sono pericolosi, cattivi e meritano ciò che gli sta accadendo. Non ama le letture che suo fratello Ralf, membro della gioventù hitleriana, propina a lei e a tutta la sua famiglia, ma non ne sa bene il perché. Non le disapprova, semplicemente non le piacciono.
Lei, al confine tra la fanciullezza e l’età adulta, non ancora attratta dai ragazzi come le sue amiche, ma proiettata verso un futuro di pace e serenità, preferisce ancora leggere le favole e soprattutto scriverle. Odia la guerra e tutto ciò che comporta: il coprifuoco, la scarsità di cibo, la scuola chiusa e soprattutto le corse in cantina e la paura quando cadono le bombe.
Lei e le sue amiche passano le giornate cercando di distrarsi il più possibile, cercando di non pensare ai loro amici, fratelli, o padri al fronte, a coloro che hanno fatto ritorno menomati (come il padre di Seffi e il fratello di Anja) o che non hanno fatto ritorno affatto. Con le sue tre amiche scherza, gioca e spera. Spera che la guerra finisca, che tutto torni normale, che abbia la possibilità di crescere e di avere un futuro.
Eppure tutto cambia quando suo padre decide di dare rifugio a Rina e alla sua famiglia ebrea.

Non avendo le conoscenze per valutarlo dal punto di vista storico, ovvero se il modo di parlare, gli usi, i costumi, le abitudini, siano adatte al periodo narrato, mi limiterò a valutare il romanzo in sé e per sé.

Non sapevo cosa aspettarmi da questo libro, devo essere sincera. Ma sicuramente non mi aspettavo questo. Ho trovato il libro stupendo.
Non è la solita storia di due ragazzine che separate dall'ideologia nazista si ritrovano a lottare per portare avanti la loro amicizia.

No, qui c’è una vera e propria presa di coscienza da parte di Josepha che arriva a mettere in dubbio l’ideologia nazista con la quale è cresciuta, che inizia a pensare con la propria testa, che ha il coraggio delle proprie idee e le porta fino in fondo, anche contro i propri familiari; perché una volta scoperta la verità non può tradirla per nessun motivo al mondo, anche se ne va della sua vita.
Quella che ci viene raccontata è la crescita della protagonista e non perché alla fine arriva anche lei a interessarsi ai ragazzi e a dare il suo primo bacio, ma perché arriva a prendersi la responsabilità delle proprie scelte. Scelte che mai e poi mai spetterebbero a una ragazzina di 15 anni.

All’inizio lei come il fratello e la madre non vogliono quelle persone in casa. Nascondere ebrei nella Germania del ’43 significava essere uccisi o deportati, anche se di “pura” razza ariana. Invece piano piano questa ragazzina dalla intelligenza vivace e dalla spiccata curiosità per tutto ciò che la circonda, si avvicina alla sua coetanea ebrea, Rina.
E lo fa appunto prima per caso e poi per curiosità. Un giorno entra in soffitta per prendere un libro di favole e quando scopre che Rina lo stava leggendo si arrabbia. Si sente violata nelle sue proprietà, nella sua privacy da chi considera inferiore e pericoloso (è incredibile come la protagonista abbia paura di stare sola con quella famiglia di tre ebrei stanchi, deboli, denutriti, avviliti ed esausti, per timore che le facciano del male.) ma quando va per sgridarla e dirle di non farlo più, viene colpita dalla sua fragilità, dalla sua paura e dalla sua tristezza e le lascia il libro.
Da lì la curiosità di Seffi cresce. Vuole sapere tutto degli ebrei: come e dove vivevano, cosa pensano, cosa gli piace, se è vero ciò che si dice sui campi di concentramento. E così giorno dopo giorno, con molta circospezione, le ragazzine iniziano a scoprirsi, a fidarsi, a condividere le paure e le speranze e si ritrovano a rimpiangere di non poter essere amiche alla luce del sole. A soprattutto sperano. Sperano che la guerra finisca per poter parlarsi e volersi bene liberamente.

Il libro è scritto in prima persona, dal punto di vista di Josepha, come un diario e questo mi ha fatto immedesimare molto nella protagonista. Le sue giornate apparentemente banali con le amiche ma che in realtà testimoniano il loro desiderio di normalità in una realtà come la guerra che normale non è, i ragazzi, le prime cotte, le paure, le speranze. Ho gioito con Seffi, ho pianto con lei, mi sono arrabbiata, ho sperato, ho avuto paura e mi sono sentita tradita proprio come lei.
E’ un libro che mi ha tenuto incollata parola dopo parola fino a che non sono arrivata alla fine e una volta girata l’ultima pagina mi è rimasto nel cuore per un bel po’ e soprattutto mi ha fatto riflettere su questi “eroi silenziosi” a cui la storia raramente rende omaggio ma che hanno avuto una parte importante nelle vicende tanto quanto i soldati al fronte.
Che altro resta da dire. I personaggi sono ben delineati, ognuno con la sua personalità e la sua psicologia, da quelli principali a quelli secondari, lo stile è fluido e scorrevole.

In sintesi un libro che consiglio vivamente, una lettura bella e preziosa su un tema delicato e su un terribile avvenimento storico; una tenera e dolce amicizia nata in un periodo oscuro e in circostanze sfavorevoli, ma più vera e salda di tante altre.


Citazioni dal libro:

“Io mi sento superiore a… bé, a chiunque, lo sanno tutti che la razza ariana è la migliore al mondo. Allora, se siamo migliori degli altri, perché non mettiamo la parola fine alla guerra, che sta facendo soffrire così tanta gente? E poi… guardo Rina, che sta giocherellando con la mia sciarpa come se fosse d’oro. Mi chiedo cosa pensa davvero. Cosa prova. Posso solo immaginare il dolore che alberga nel suo cuore al pensiero del padre, la paura di venire portata via, di perdere un altro dei suoi cari, come sia costretta a rimanere chiusa in soffitta anche durante i bombardamenti, sperando solo nella fortuna, senza neanche provare a salvarsi. Lei tiene alla vita, questo l’ho capito dalle sue lettere, eppure non può fare niente per rimanervi attaccata il più a lungo possibile, o per viverla. Ed ecco che la domanda sovrasta ogni altro pensiero: e se mio padre avesse ragione? Un brivido di terrore mi percorre la schiena: vorrebbe dire che Hitler ha torto.”


IL  MIO VOTO:


lunedì 17 marzo 2014

Recensione Peccato Eterno

Serie Demonica 

Peccato Eterno

Peccato Eterno (serie Demonica vol V)

di Larissa Ione



Autore: Larissa Ione (Traduttrice: L. Liucci)
Serie: Serie Demonica, vol. 5
Edito da: Leggereditore (Collana: Narrativa)
Genere: Adult Fantasy, Urban Fantasy, Licantropi, Demoni
Pagine: 404 p.


LA TRAMA

Non è stata una vita facile, quella di Sinead Donnelly. Unica femmina di Seminus mai esistita, ha sempre saputo di poter contare solo su sé stessa e sulla propria abilità di assassina per sopravvivere.
Ma dopo anni di schiavitù Sin è finalmente libera, padrona del proprio destino e di un intero covo di assassini, e ha giurato che non permetterà mai più a nessuno di possederla.
Nemmeno a Conall Dearghul, l’affascinante paramedico dell’Underworld General Hospital, metà licantropo e metà vampiro, con il quale si è concessa un istante di passione e che sembra destinato a incrociare più e più volte il suo cammino. Ma questa volta non per passione, ma per rabbia. Perché è stata Sin a creare il virus che sta decimando i licantropi di tutto il mondo – un virus che neanche Eidolon e i fratelli Sem sembrano in grado di arginare, – e Conall sa di non poter assistere con le mani in mano alla morte della sua gente. Anche se ciò vuol dire lavorare fianco a fianco con la femmina che più odia… e che più desidera.

Sin è colei che non dovrebbe esistere, una femmina Seminus, e questa non è una bella situazione per lei. Se poi ci aggiungiamo che la sua vita è stata sempre un vero inferno, sola, abbandonata dal fratello, e costretta a passare di padrone in padrone come una schiava, una serva o un assassina, non stupisce il suo caratteraccio, la sua ribellione, il suo cinismo e la sua mancanza di fiducia verso il prossimo. Il suo ingresso nella famiglia dei Sem non è dei più rosei. Non si fida e ognuno di loro la accoglie in modo diverso. Eidolon come se avesse sempre fatto parte del gruppo, Shade cerca in certo qual modo di sostituire la sorella persa per mano di Rough, Wraith non la allontana ma l’avverte di non provare a far soffrire i suoi fratelli o gliela farà pagare e Lore… beh, lui la adora perché è il suo gemello e perché si sente in colpa per averla abbandonata.
Ma tutto cambia quando una tremenda epidemia scatenata da lei per errore rischia di uccidere tutta la popolazione dei warg e lei si ritrova a dover combattere al fianco di Conall. Sin è estremamente attratta dal damphiro e non solo per il suo aspetto. L’uomo riesce a smuoverle quei sentimenti e quelle corde che lei aveva da sempre seppellito dietro un muro impenetrabile per difendersi dal male sempre presente nella sua vita.

Forse forse questo è il mio libro preferito. Sin è eccezionale. La sua forza ma allo stesso tempo la sua fragilità mi hanno da subito conquistata, dal libro precedente per la verità.
E d'altronde, se Sin è Wraith in gonnella, come potevo non amarla. Le sue battute, il suo cinismo, la sua forza sono travolgenti.
E anche Con mi è piaciuto da morire. Forte, micidiale, virile, ma allo stesso tempo dolce, gentile e protettivo, sensibile, idealista, ma anche tormentato. In coppia sono una bomba. Lui che cerca di guarire le ferite di Sin e lei che piano piano lo conquisterà con la sua grinta e il suo coraggio.
Ma quello che veramente in questo libro è superba, è la presenza della famiglia Sem tutta insieme. Mentre nel libro precedente avevamo assistito a litigi, separazioni, spaccature, qui i nostri amici sono un tutt’uno contro i nemici e persino contro Con quando si tratta di difendere la sorella. E’ molto bello come il rapporto tra Sin e i fratelli cresca pian piano, come nonostante i suoi rifiuti loro si stringano intorno a lei nel momento del bisogno finché lei stessa impara ad accettare il loro amore e il loro aiuto.
Che Lore fosse disposto a tutto per la gemella già lo sapevamo, ma vedere Eidolon, Shade, e Wraith fianco a fianco pronti a distruggere chiunque o qualunque cosa minacci la sorellina (che in realtà è la sorellona, perché insieme a Lore è la maggiore) è stupendo. Persino Wraith, che finora abbiamo visto in atteggiamenti molto teneri solo con la sua Serena, si lascia qui andare a carezze e abbracci. E vedere lei vinta e sopraffatta dal loro amore è ancora più bello.

Quindi in questo capitolo, come del resto in tutti gli altri libri, ma qui in misura maggiore, vediamo il nascere e il crescere di due tipi di amore: quello familiare e quello tra Sin e Con.
Due amori travolgenti e irrinunciabili, potenti e totali.
Molto bella quella scena alla fine del capitolo 25, in cui tutto il mondo di Sin le crolla addosso e i fratelli sono lì per lei.

Sin proruppe in uno straziante grido di dolore che penetrò nel cuore di Eidolon come la lama di un bisturi. La connessione tra lui e i suoi fratelli purosangue era sempre stata forte, ma non aveva mai avuto lo stesso legame fisico con lei o Lore. Per la prima volta, però, sentì Sin. Sentì il suo dolore. E quando guardò verso i fratelli, vide che lo sentivano anche loro[…]Le braccia di Shade si chiusero attorno a lei. Poi, attraverso il dolore che le pulsava in testa, avvertì gli altri – Eidolon, Wraith, Lore – inginocchiarsi a terra attorno a lei. Uno di loro le prese la mano. Un altro le poggiò una mano sulla spalla. Un altro ancora – Wraith, si rese conto lei – le passò un braccio dietro alla testa e l’attirò contro il proprio petto.

Per il resto… ragazzi un’altra trama ricca di colpi di scena, di azione e mistero. Un’epidemia, assassini e tranelli, ricatti e ultimatum, guerre fratricide e complotti e persino i cavalieri dell’Apocalisse come al solito gestiti con una maestria fuori dalla norma.

Ho apprezzato molto anche la storia parallela di Luc perché fin dal primo libro era un personaggio che mi era piaciuto e speravo trovasse anche lui la sua dolce metà. E credo che la Ione abbia costruito un bel lieto fine anche per lui.

Per quanto riguarda la parte hot, beh, non manca di certo come in tutta la serie ma come ho sempre detto non è mai volgare né disturba affatto perché ben contestualizzata e soprattutto contornata da una tramma ricca di eventi.



Insomma, una bellissima conclusione di saga, che ho apprezzato tantissimo. Una lettura consigliatissima che non scade mai nella banalità e che sa tenere col fiato sospeso fino alla fine, nonostante si tratti del 5° libro. 


IL MIO VOTO:



martedì 11 marzo 2014

Anteprima Cruelty of Faith di Rossella Modugno

The Stronghold Saga: ultimo capitolo

Ancora pochi giorni e The Stronghold Saga, dell'autrice italiana Rossella Modugno, arriverà alla sua conclusione.
Il 14 Marzo infatti verrà pubblicato su Amazon, Cruelty of Faith, terzo capitolo della serie.

Per presentare il romanzo chi c'è meglio dell'autrice stessa? E quindi ecco le sue parole:


Cruelty of Faith è stato scritto interamente nel 2013 ed è il capitolo conclusivo della saga fantasy con i vampiri come antagonisti. Credo sia difficile parlarne senza spoilerare nulla, comunque...
In questo capitolo conclusivo viene enfatizzato l’aspetto dark e fantasy dell’ambientazione e vengono messi a nudo i sentimenti e i moventi di ogni singolo personaggio, anche quelli pessimi, in particolare di Layana, Lotharius e Leonard. I protagonisti rischieranno di perdere tutto, incluso sé stessi, a causa del proprio egoismo e della catena di eventi scatenata dalla singola trasformazione di un elfo, ma forse ci sarà ancora spazio per la luce nel mondo, se non sarà l’oscurità dei loro cuori a prevalere.
Riusciranno a reggere il peso della verità o ne verranno schiacciati? 

IN VENDITA DA VENERDI 14 MARZO 2014 SU AMAZON A € 1,99

La Saga

Per chi non conoscesse la saga, voglio presentarvela un po'.

Light and Hope (1° volume)
The Unveiled Covenant (2° volume)
Cruelty of Faith (3° volume in uscita)


E di nuovo lascio la parola all'autrice.

Questo lavoro è per me il perfetto incrocio tra la mia passione per i fantasy classici, in particolare per la ambientazione classica di Tolkien e le rivisitazioni di Tracy Hickman e Margaret Weis, e per i vampiri trattati magistralmente da Anne Rice e, più recentemente, da Stephanie Meyer, Lisa Jane Smith e Charlaine Harris.
I miei libri hanno avuto una genesi burrascosa: l’idea era stata schematizzata all’inizio del 2004, un manoscritto di settantacinque pagine andò perso quella stessa estate, poi sviluppai nel 2005 i dialoghi che costituiscono il cuore e il senso del primo libro, Light & Hope, successivamente nel 2009 iniziai la stesura e, adesso, sto per pubblicare il terzo volume.
L’idea alla base è estremamente semplice: invece di partire da una situazione di tranquillità sconvolgendola (non c’è nessun Frodo nella Contea o nessun incontro tra vecchi amici alla taverna di Solace) tutto prende inizio da una situazione di svantaggio: i cattivi hanno già vinto e tengono in scacco i buoni, i quali si sono riuniti nel regno dei nani e hanno istituito un governo delle tre razze, la Monotriade. Solo che questa Monotriade non è espressione di democrazia e di uguale libertà tra le parti, il che significa sostanzialmente che gli elfi, rispetto ad umani e nani, vengono trattati più aspramente e hanno meno diritti, anche perchè sono molto meno numerosi. A peggiorare il tutto una malattia terminale che colpisce solo gli elfi, ma una ragazza elfa su tutti deciderà di cambiare la situazione … e finora mi fermo qui, non voglio privare dei colpi di scena chiunque voglia leggere i tre libri.

Light & Hope serve a mostrare i caratteri dei personaggi principali in gioco, li rende così dominanti sulla scena da oscurare l’azione in favore della conversazione e dell’introspezione. Il secondo libro è più equilibrato e, in alcuni casi, addirittura sbilanciato dal punto di vista del numero di scene e di atti che i personaggi compiono. Per questo sento doveroso consigliare la lettura del primo e del secondo anche a coloro che amano il fantasy più classico perchè nella sua evoluzione la trama di The Stronghold Saga arriva ad un bilanciamento degli elementi peculiari dei generi in cui può esser collocato ossia il Fantasy e il Paranormal Romance. L’esempio di perfetto equilibrio si avrà nell’ultimo volume, Cruelty of Faith. 


Ma chi è Rossella Modugno?

Rossella ha ventiquattro anni e scrive da quando ne aveva sei. Per lei il modo più spontaneo e semplice di comunicare è sublimare le sue emozioni e le sue riflessioni affidandole alla carta o alla pagina di Word.
Ha iniziato scrivendo fiabe per se stessa e per i suoi amichetti, ha proseguito con poesie, racconti, filastrocche e con l’assidua compilazione di un diario con tutto quello che le passava per la mente da quando aveva otto anni, abitudine che continua a mantenere tuttora.
Nella sua ancor breve ma intensa carriera da scrittrice ha già ricevuto molti riconoscimenti.
  • Ha partecipato per tre anni di seguito al Premio Scafati, Trofeo Nazionale Narrativa e Poesia per ragazzi, a cui ha partecipato nel 2006, con il racconto La Fenice, piazzatasi al terzo posto; nel 2007, con Guilty al primo posto della sezione narrativa; infine nel 2008 con Lucciole al primo posto nella sezione Poesia.
  • Nel 2007 e nel 2008, il giornale Barisera le ha dedicato due articoli con intervista.

Voglio concludere questa mia presentazione con l'estratto del PROLOGO della saga.

C’era una volta qualcosa che c’era e non c’era, qualcosa che creava, cambiava e distruggeva. C’era una volta il Caos cosmico che eternamente mutava, senza controllo plasmava materia luminosa e oscura. 
Un giorno nel Caos si creò una spaccatura e dal Caos si generò un raggio di luce che creò un vortice e il vortice creò energia, e l’energia divenne una divinità. 
Il Caos rimasto, privo della luce, era oscuro e irrazionale e prese a distruggere quanto incontrava, senza più creare. 
La Luce diede forma e ordine alla materia, creando un mondo in armonia, con animali e piante e montagne e pianure e mari e fiumi e laghi, un mondo perfetto. 
Un giorno il Caos volle intervenire nella creazione, convincendo la Luce con la menzogna a plasmare insieme delle creature. 
Il Caos non poteva toccare la materia ma disse alla Luce come fare e la Luce creò l’orco, puro male e irrazionalità che iniziò a cacciare gli animali senza alcuna misura. 
La Luce voleva smettere di creare, ma il Caos ancora la convinse. 
- Mettici qualcosa di tuo. - mormorò suadente all’orecchio della Luce. 
La nuova forma era brutta, ma meno della precedente. La Luce inserì nella mente della nuova creatura un debole raggio di sè stessa e nacque il nano, creatura incline al male ma che sa essere solidale con i suoi simili. 
Il Caos insistette ancora, e la Luce irradiò con più intensità la mente della nuova creatura, dalle forme gradevoli ma non perfette. Nacque l’uomo, capace di bene e di male in egual misura, l’unica creatura che piacque ugualmente al Caos e alla Luce. 
La Luce guardò le creature nel mondo e comprese la necessità di creare qualcosa di completamente suo, qualcosa che illuminasse dove e se l’oscurità avesse preso il sopravvento. 
Creò delle forme belle, le più belle immaginabili, e usò le proprie lacrime come materia, in tal modo generò una creatura soltanto buona, capace di provare compassione verso ogni razza. 
Gli elfi sono l’ultima creazione della Luce, la più amata, la più perfetta, per questo gli elfi sono gli unici la cui vita può estendersi fino al millennio di esistenza. 
I due Dei diedero alle creature la possibilità di vivere senza interferenze, di comune accordo. Avrebbero potuto mostrarsi ai mortali, ma non derubarli della propria libertà. 
Entrambi restarono a guardare il mondo, spettatori della loro opera. 

Dal libro della Nascita della Luce 
Valle dell’Armonia 400 p.A


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